1400 persone hanno sottoscritto la nostra lettera agli Ordini Professionali: leggila qui!

venerdì 25 marzo 2011

Manifestazione Sabato 9 Aprile 2011 ROMA
Piazza della Repubblica Roma

Questo è un inizio:

 per cominciare a mettere insieme tante storie diverse
 per interessarci al nostro futuro
 per prendere parte

Questa non è solo una manifestazione sul precariato, ma un modo per riunire realtà che "volontariamente" si vogliono tenere separate.

Fa comodo a chi ci governa avere un popolo di precari lavoratori e specializzatissimi, che non possono permettersi un mutuo, non possono ammalarsi, non possono pensare e fare progetti.

Una manifestazione non cambia le cose, ma serve a iniziare un percorso.
Durante la manifestazione ogni associazione porterà in piazza la propria voce, non solo con striscioni ecc... ma anche con azioni, sarebbe importante che anche noi architetti e ingegneri riuscissimo a far sentire che ci siamo.
Ogni proposta in merito è necessaria.
per informazioni sulla manifestazione orari e luoghi tenete d'occhio il link :


lunedì 21 marzo 2011

Iva prende un tè con il finto lavoratore autonomo


Il Codice civile definisce il lavoro autonomo all'art. 2222 trattando del contratto d'opera che si ha "Quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un'opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente, …".

Il lavoro autonomo si differenzia da quello subordinato, previsto all'Art. 2094, per l'assenza di soggezione al potere dell'imprenditore il quale si limita a definire le caratteristiche generali dell'opera.
 

Nella maggior parte dei casi però si è costretti ad aprire la Partita Iva pur di lavorare per un solo committente, svolgendo di fatto un lavoro di tipo subordinato,  senza nessuna garanzia e tutela.

Nella nostra professione questa condizione irregolare è divenuta normalità e non ci si stupisce più di tanto quando si leggono le inserzioni di lavoro dove a fronte di un impegno full-time nella sede e con gli orari stabiliti dal “committente”il rapporto di lavoro è definito a Partita Iva con i primi 2/3 mesi di solo rimborso spese.

Il finto lavoratore autonomo:

·         Dedica tutto il suo tempo lavorativo a un solo datore di lavoro
·         L’orario lavorativo, il luogo dove svolgere il lavoro e il compenso sono stabiliti dal datore di lavoro
·         Non percepisce indennità di malattia
·         Non ha diritto a scioperare
·         Paga a proprie spese i contribuiti previdenziali
·         Non ha le ferie pagate
·         Nella maggior parte dei casi non si vede riconosciuti gli straordinari
·         Paga a proprie spese la gestione fiscale della Partita Iva
·         Si paga autonomamente IVA, IRPEF…
·         E’ soggetto agli studi di settore
·         Non ha nessuna garanzia sulla continuità lavorativa e può perdere il lavoro in qualsiasi momento
·         Non può accedere alle forme di sussidio o di sgravi fiscali
           previste per i lavoratori dipendenti

Quanti di noi si riconoscono in questo elenco?
Quanti di noi pensano che questa sia l’unica possibilità per poter lavorare?
E’ passata l’ora del tè.

Iva va in Spagna

Arquitectos Explotados è un collettivo che nasce in spagna quattro anni fa con l’obiettivo di migliorare le condizioni di lavoro degli architetti che una volta usciti dalla sbornia della crescita infinita  si sono trovati a fare i conti con un sistema traballante.
Il collettivo denuncia il sistema dei falsi autonomi che in Spagna (e in Italia?) rappresenta una larga fetta dei lavoratori nel campo dell’architettura accogliendo numerose adesioni di chi non pensava di poter rivendicare nessun diritto.
Nel gennaio 2010 il collettivo si costituisce in sindacato SaE Sindicato de architectos de Espana per denunciare situazioni illegali (il falso autonomo) e trovare canali di discussione del problema.

Il settore dell’architettura in Spagna non dispone di un contratto collettivo nazionale il sindacato critica il fatto che la ricchezza delle imprese non si traduca in stabilità lavorativa, e denuncia: la percentuale di falsi autonomi arriva fino al 63%, più della metà (il 54%) di loro ha uno stipendio che varia dai 1.000 ai 1.500 euro mensili, mentre c’è una fetta consistente di lavoratori (il 15%) che non arriva ai mille euro.

Per il sindacato, inoltre, i lavoratori del settore “sono soggetti a pratiche lavorative illegali che minano la competitività e la stessa professionalità, mentre si vive nella precarietà e nella sottoccupazione”.
http://www.sindicatoarquitectos.es/