1400 persone hanno sottoscritto la nostra lettera agli Ordini Professionali: leggila qui!

lunedì 21 marzo 2011

Iva prende un tè con il finto lavoratore autonomo


Il Codice civile definisce il lavoro autonomo all'art. 2222 trattando del contratto d'opera che si ha "Quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un'opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente, …".

Il lavoro autonomo si differenzia da quello subordinato, previsto all'Art. 2094, per l'assenza di soggezione al potere dell'imprenditore il quale si limita a definire le caratteristiche generali dell'opera.
 

Nella maggior parte dei casi però si è costretti ad aprire la Partita Iva pur di lavorare per un solo committente, svolgendo di fatto un lavoro di tipo subordinato,  senza nessuna garanzia e tutela.

Nella nostra professione questa condizione irregolare è divenuta normalità e non ci si stupisce più di tanto quando si leggono le inserzioni di lavoro dove a fronte di un impegno full-time nella sede e con gli orari stabiliti dal “committente”il rapporto di lavoro è definito a Partita Iva con i primi 2/3 mesi di solo rimborso spese.

Il finto lavoratore autonomo:

·         Dedica tutto il suo tempo lavorativo a un solo datore di lavoro
·         L’orario lavorativo, il luogo dove svolgere il lavoro e il compenso sono stabiliti dal datore di lavoro
·         Non percepisce indennità di malattia
·         Non ha diritto a scioperare
·         Paga a proprie spese i contribuiti previdenziali
·         Non ha le ferie pagate
·         Nella maggior parte dei casi non si vede riconosciuti gli straordinari
·         Paga a proprie spese la gestione fiscale della Partita Iva
·         Si paga autonomamente IVA, IRPEF…
·         E’ soggetto agli studi di settore
·         Non ha nessuna garanzia sulla continuità lavorativa e può perdere il lavoro in qualsiasi momento
·         Non può accedere alle forme di sussidio o di sgravi fiscali
           previste per i lavoratori dipendenti

Quanti di noi si riconoscono in questo elenco?
Quanti di noi pensano che questa sia l’unica possibilità per poter lavorare?
E’ passata l’ora del tè.

1 commento:

  1. Io mi riconosco perfettamente in questo profilo, purtroppo... ho sperato a lungo che si prendessero provvedimenti che sbrogliassero un po' 'sta situazione e garantissero qualcosa in più alla nostra categoria, ma niente. Sono sempre più convinta che il passo migliore sia andare via dall'Italia!

    RispondiElimina