1400 persone hanno sottoscritto la nostra lettera agli Ordini Professionali: leggila qui!

venerdì 29 aprile 2011

Ecosistema Urbano e Iva

Lina Monaco racconta IVA nella sezione italiana di ecosistema urbano:

"IVA è partita per unire tutti i giovani architetti ed ingegneri che condividono la condizione di “professionista coatto ”, ma già con il primo passaparola ha trovato riscontro da diverse categorie come geologi ed archeologi.

Per questo uno degli obiettivi del blog “è quello di coinvolgere anche i sindacati (architetti/ingegneri) ed avviare un percorso insieme”per ripristinare “il ruolo del sindacato come parte attiva e ritrovare un luogo (tra tanti non-luoghi) di dialogo”. Nella creazione di questa coesione , secondo IVA, svolge un ruolo fondamentale Università, che dovrebbe preparare i  giovani architetti  al loro futuro  professionale non solo dal punto di vista tecnico.
L’attuale condizione di precariato, soppratutto se rapportata ai tempi dell‘architettura in Italia, di fatto inficia la qualità del lavoro, impedendo una reale competitività dell’ architettura italiana. Per questo per parlare di architettura bisogna prima di tutto parlare di architetti, smettendo di piangere sulla condizione della professione ma agendo e rivendicando dignità."

Per leggere l'articolo intero ecco il link: http://ecosistemaurbano.org/blogs/iva-sei-partita/

giovedì 28 aprile 2011

Ricerca IRES - CGIL - FILCAMS - Professionisti: a quali condizioni?

Sotto questo interrogativo, ieri, sono stati presentati a Roma i risultati della ricerca condotta dall' IRES (Istituto Ricerche Economiche e Sociali), dalla CGIL e FILCAMS (Federazione italiana lavoratori commercio turismo e servizi) sulla condizione dei professionisti in Italia.

E' un passo importante, perchè sottolinea l'urgenza di occuparsi di una categoria lavorativa che, fino a qualche tempo fa, era considerata indenne dalle storture del mercato del lavoro tradizionale e autonoma nella propria gestione. La crescente fragilità di chi svolge la professione è un dato che desta preoccupazione, visto che il 63,7% sarebbe disposto ad andare all'estero per migliorare le proprie condizioni lavorative.  

L'indagine è suddivista tra i professionisti lavoratori autonomi e i professionisti dipendenti, suddivisi a loro volta per aree tematiche. L'area che ci riguarda è quella Tecnica, che comprende un eterogeneo gruppo composto da: architetti, informatici, ingegneri, geometri, grafici, geologi, archeologi, biologi e, in generale, i consulenti tecnici. Tale gruppo copre il 39% dei dati raccolti con 4441 questionari compilati.

Ci sembra interessante sottolineare alcune questioni. Prima di tutto, l'età media di chi ha compilato il questionario è di 42,1 per l'area tecnica, mentre l'età di accesso alla professione risulta essere di 28,5: questo evidenzia che l'indagine non fotografa la condizione di chi svolge la professione da pochi anni, e difatti solo il 9,8% dichiara che la scelta di lavorare come autonomo è stata imposta dal datore di lavoro.

Un altro dato importante è che la soglia di reddito più bassa è prevalentemente ad appannaggio delle P.Iva con regime dei minimi e delle collaborazioni occasionali, che però sul totale dei questionari rappresentano il 26,8%.
In ogni caso il 68,5% si considera un autonomo con scarse tutele.

Risulta in ogni caso difficile la possibilità di contrattazione con il datore di lavoro e l'accesso ai servizi pubblici ( a lavoro flessibile, cioè,  non corrisponde una società flessibile).

I rapporti con l'ordine di appartenenza risultano essere quantomeno "tesi", se l' 81% degli intervistati dichiara che l'ordine non contribuisce a regolare la concorrenza e  l'87,3% ritiene che non favorisca l'accesso ai giovani. Vista l'età media degli intervistati, questo dato lascia almeno sperare in un riavvicinamento generazionale.

Si possono sintetizzare alcune richieste: maggiore riconoscimento professionale, maggiore capacità di contrattazione, possibilità di accedere a forme di tutela, richiesta di maggiore interesse da parte degli ordini professionali. 

Ah! Dimenticavo di dirvi che la giornata media di lavoro è di 9,1 ore.

se volete consultare la ricerca potete trovarla qui:
http://www.cgil.it/grigliadocumenti.aspx?KW=professionisti

venerdì 22 aprile 2011

Iva chiama all'appello

E' passato un mese da quando Iva è on line, e stiamo avendo un discreto riscontro da parte delle persone che ci seguono e dai media, che si sono accorti di noi e ci stanno interpellando per aggiungere la nostra tesimonianza a quella di tante altre storie di giovani e precariato.

Noi non vogliamo solo raccontare la nostra storia. Noi ne vogliamo ipotizzare un'altra.
Per farlo, abbiamo bisogno di capire se quest'altra storia è possibile.

Sappiamo che alcuni di voi che ci seguono sono all'estero, perciò vi chiediamo di raccontarci la vostra storia, ma soprattutto, per continuare il viaggio di Iva, quello che sapete sul mercato e le leggi del lavoro per gli architetti d'oltre frontiera.


Scrivete alla nostra mail ivaseipartita@gmail.com o lasciateci un messaggio su Facebook.

Iva e il tempo




venerdì 15 aprile 2011

Ascolta Iva (intervento su Radio Popolare Network)

video

Ecco l'intervento radiofonico del 13 aprile su Radio Fragola - Radio Popolare Network. Stiamo cercando di far conoscere Iva e la nostra situazione a quante più persone possibili, tramite i media, perciò ascoltate e diffondete!

lunedì 11 aprile 2011

Iva On Air


Mercoledì 13 Aprile ore 12.40

Iva partecipa alla trasmissione radiofonica di approfondimento giuridico dell'informazione curata dalla Prof. Elisabetta Navarra in onda su Radio Fragola - Radio Popolare Network. 
FM 104.500 / 104.800
http://www.radiofragola.com/.

se Le Corbu vedesse...

Sabato 9 Aprile Iva è scesa in piazza, una piazza eterogenea e creativa, animata da persone che volevano farsi sentire, persone che hanno testimoniato la volontà e la possibilità di cambiare le cose.

C'erano richieste chiare e non semplici lamentele.

Il nostro ministro per il Welfare Sacconi ha commentato "Non sono i precari, sono alcune associazioni: anzi la Cgil è l'unica  organizzazione che appoggia le manifestazioni, non la Cisl e non la Uil", facendone solo una questione di sigle e ingoiando come un novello Saturno in un sol boccone le voci di tanti.

Iva ringrazia tutti coloro che hanno partecipato e andrà avanti.

Stiamo continuando a raccogliere dati attraverso il questionario che, se non l'avete ancora fatto, vi invitiamo a compilare su http://ivaseipartita.blogspot.com/p/questionario.html, per predisporre un documento di analisi e proposte.

Inarcassa: Contributo soggettivo, integrativo, maternità


Vi siete fatti i calcoli?

Quanto spendiamo al mese noi finti lavoratori autonomi per i contributi previdenziali che ci daranno accesso ad una pensione minima (ad oggi, cioè, con 30/35 anni di contribuzione) di ben  10.149,00 € pari a 845,75 € al mese?

Il contributo soggettivo è stato aumentato  al 12,5% sul reddito dichiarato ai fini Irpef da 0 a  85.400 € (aumenterà ogni anno fino ad arrivare a 14,5% nel 2013).
Per reddito dichiarato ai fini Irpef si intende il reddito imponibile, cioè il nostro compenso al netto di Iva, se beneficiamo di un regime fiscale a Partita Iva agevolata o tradizionale, oppure comprensivo della ritenuta d'acconto, nel caso in cui rientriamo nel cosiddetto "Regime dei minimi".
Il minimo di contribuzione è pari a 1600 €.

Il contributo integrativo è stato portato al 4%, con un minimo di contribuzione di 365 €.

E dulcis in fundo il famigerato Contributo di maternità, pari a 74 €.

I giovani con meno di 35 anni hanno diritto, per i primi cinque anni solari di iscrizione, alla riduzione ad un terzo dei contributi minimi.
Per quanto riguarda il conguaglio del contributo soggettivo, la riduzione è della metà con le percentuali del 6,25% (anzichè 12,5%) del reddito professionale fino a € 42.600,00 nel 2011.


Iva si chiede: supponiamo che io sia un giovane architetto, con qualche anno di esperienza, ma ancora rientrante nelle fasce agevolate di contribuzione, e con un regime fiscale del tipo Partita Iva agevolata". Molto probabilmente, il mio reddito si aggirerà intorno ai 1000 euro al netto di iva.

Se quindi guadagno 1000 € al mese netti per 11 mesi (perchè il mese che non lavoro non sono pagata), quanto devo versare?

11 mesi x 1.000 € = 11.000 € 
11.000 € x 6,25%=  687,5  €
11.000 € x 4%= 440 € 
maternità = 74 €
TOTALE  1201,5 €.
Se ci aggiungiamo la tassazione Irpef del 10%, arriviamo a un
TOTALE di 2301,5 €, che al mese sono 191 €.

IL MIO REDDITO MENSILE NETTO SU 12 MESI E' DIVENTATO DI  725 €

Iva fa un salto di qualità: ora è diventata grande, ha una maggiore esperienza ma non ha più le agevolazioni fiscali che le spettano per i primi 3-5 anni di professione. Probabilmente il suo commercialista le consiglierà di passare al regime dei minimi, e il suo capo le accorderà uno stipendio di 1200 euro al netto della ritenuta d'acconto.

Quindi, se guadagno €1200 al mese netti per 11 mesi quanto devo versare?

11 mesi x €1200= € 13200

Il reddito imponibile è da calcolare però al lordo della ritenuta d'acconto. Il contributo Inarcassa sarà quindi calcolato su 1.500 euro mensili, pari a 16.500 euro annui.

16.500 € x 12,5%=  2.062,5  €
16.500 € x 4%= 660 € 
maternità = 74 €
TOTALE  2.796,5 €, con una spesa mensile di 233 euro.

IL MIO REDDITO MENSILE NETTO E' DIVENTATO DI € 867
Tutto questo per un lavoro che occupa tutto il nostro tempo, il nostro impegno, senza nessuna garanzia futura.

Se a questo poi aggiungiamo la tassa di iscrizione all'Ordine e il compenso per il nostro commercialista, in tasca ci rimane ben poco, mentre la quota di Iva che possiamo scaricare dai nostri consumi è minima, non avendo una vera attività professionale autonoma.

E' possibile che un libero professionista, con le spese che comporta la gestione di una Partita Iva, guadagni meno di 30.000 euro l'anno? E' possibile che lo Stato sappia che esistono Partite Iva che dichiarano, come nei nostri esempi, di guadagnare meno di 12.000 euro netti l'anno, e che questo non faccia scattare un campanello d'allarme? E' possibile che un libero professionista emetta fattura sempre allo stesso cliente, con cadenza mensile, e sempre per lo stesso importo?


E tu, ti sei fatto i conti di quanto guadagni?

venerdì 8 aprile 2011

Inarcassa: prestazioni gratuite anche con la polizza base

 Allora, su suggerimento di Chiara ho scoperto (perchè ne ero all'oscuro) che per gli iscritti Inarcassa esiste la possibilità di effettuare una serie di prestazioni mediche preventive, analisi del sangue, ecografia, mammografia, visite specialistiche, elettrocardiograma etc...
Tutto gratuitamente, pagato dalla nostra polizza assicurativa Cattolica Base, io pensavo che per usufruirne ti dovevi far trapiantare almeno due tre organi e invece no, ma nessuno si era preoccupato di pubblicizzarlo.
la procedura è questa:
1 - Si vede pagina 5 delle "condizioni contrattuali della polizza base..." (link) pdf a destra della schermata, dove c'è l'elenco delle prestazioni in convenzione (si possono fare anche tutte una volta l'anno, la signorina "cattolica" m'ha detto che molti fanno una specie di day hospital con un check-up completo) vabbè, senza diventare morbosi e ipocondriaci.
2- si contatta la struttura scelta tra l'elenco in allegato specificando la convenzione MAPFRE WARRANTY, chiedere se c'è bisogno dell'impegnativa del medico, si prenota.
3- si compila il documento in allegato che mi hanno mandato quelli della Cattolica e si invia almeno due giorni prima alla Cattolica
4- il giorno della visita si consegna il modulo e non si paga nulla, la struttura provvederà a chiedere il rimborso.
Questo il testo della mail che mi hanno inviato dalla Cattolica

Gentile Assicurato /Assicurata,
come da intese telefoniche le inviamo il modulo per la richiesta di pagamento diretto che può rimandare al n° 015/255 9505.

Al modulo deve essere allegata  la prescrizione/documentazione medica con diagnosi ( tranne per la prevenzione oncologica ).
Nel modulo è indispensabile indicare la data della prenotazione e la struttura convenzionata scelta.

Le ricordiamo che per aver diritto al pagamento diretto, delle visite specialistiche e per i ricoveri con o senza intervento, oltre alla clinica scelta, anche il medico scelto deve essere convenzionato con MAPFRE WARRANTY (è necessario richiedere alla struttura convenzionata se il medico scelto, è convenzionato con Mapfre Warranty), in caso contrario avrà diritto a richiedere un rimborso (per la visita o la formula “mista” per il ricovero”).
Per le prestazione di Prevenzione previste da polizza, effettuabili solo in forma diretta, è necessario contattare preventivamente  la Centrale Operativa e richiedere il modulo apposito.

http://www.inarcassa.it/site/Home/Assistenza/Assistenzasanitaria.html
Nel caso in cui le indicazioni non siano chiare o avesse qualsiasi altra necessità non esiti a contattarci.

Cordiali Saluti.
Gilardi PaolaMAPFRE WARRANTY
Ufficio Sinistri Salute
Tel. 800046499
Fax 015/2559505




mercoledì 6 aprile 2011

IVA ESPRESSA

Dal sito dell'Espresso
I PRECARI SCENDONO IN PIAZZA
di Federico Formica
........
"L'esercito delle partite Iva arruola anche altre figure professionali che l'immaginario collettivo vede come 'élite': architetti, ingegneri, avvocati. Chi non eredita lo studio di papà o non ha abbastanza contatti finisce impigliato nella rete. Molti di loro, di fatto, sono dipendenti. Lavorano a tempo pieno per un solo committente. Solo che non hanno diritto a ferie, straordinari, indennità né ammortizzatori sociali. Alcuni architetti e ingegneri hanno fondato " Iva sei Partita", per mettere insieme le forze e farsi ascoltare. Anzitutto dagli ordini professionali, ai quali pagano la quota annuale senza ricevere tutela. Poi dal resto del paese."

se volete leggere il resto dell'articolo: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/i-precari-scendono-in-piazza/2148301

martedì 5 aprile 2011

Contratti a progetto per chi ha la partita iva

Iva si domanda… può un architetto/ingegnere iscritto all’ordine professionale stipulare un contratto a progetto visto che Il comma 3 dell’art. 61 del d.lgs. 276/2003 (inserito nel capo I Lavoro a progetto e lavoro occasionale) afferma che: Sono escluse dal campo di applicazione del presente capo le professioni intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi professionali, esistenti alla data di in vigore del presente decreto legislativo …”.?

Il legislatore se la cava in questo modo:

La Direzione generale della tutela delle condizioni di lavoro del Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha affermato che l’esclusione prevista dall’art. 61, comma 3 del d.lgs. 276/2003 opera nel caso in cui l’attività prestata dal collaboratore sia attinente all’albo professionale di iscrizione”. 

L’art.61 voleva scongiurare il rischio di un uso illecito dei contratti a progetto, ma di fatto la norma è stata interpretata così:

Il soggetto titolare di partita IVA può rendere prestazione lavorativa in regime di collaborazione coordinata e continuativa a progetto solo qualora la stessa non rientri nell’ambito dell’attività ordinaria svolta professionalmente”.

Ovvero, non si può stipulare un contratto a progetto quando un iscritto all’albo svolge un lavoro da iscritto all’albo, ma è possibile quando svolgete una professione in cui il presupposto non sia l’iscrizione all’albo quindi se decidete di intervallare la vostra professione con un contratto a progetto come lanciatore di coriandoli al carnevale di Viareggio potete farlo, purché non vi venga in mente di costruire con i predetti una struttura a sbalzo in fibra composta.