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martedì 5 aprile 2011

Contratti a progetto per chi ha la partita iva

Iva si domanda… può un architetto/ingegnere iscritto all’ordine professionale stipulare un contratto a progetto visto che Il comma 3 dell’art. 61 del d.lgs. 276/2003 (inserito nel capo I Lavoro a progetto e lavoro occasionale) afferma che: Sono escluse dal campo di applicazione del presente capo le professioni intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi professionali, esistenti alla data di in vigore del presente decreto legislativo …”.?

Il legislatore se la cava in questo modo:

La Direzione generale della tutela delle condizioni di lavoro del Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha affermato che l’esclusione prevista dall’art. 61, comma 3 del d.lgs. 276/2003 opera nel caso in cui l’attività prestata dal collaboratore sia attinente all’albo professionale di iscrizione”. 

L’art.61 voleva scongiurare il rischio di un uso illecito dei contratti a progetto, ma di fatto la norma è stata interpretata così:

Il soggetto titolare di partita IVA può rendere prestazione lavorativa in regime di collaborazione coordinata e continuativa a progetto solo qualora la stessa non rientri nell’ambito dell’attività ordinaria svolta professionalmente”.

Ovvero, non si può stipulare un contratto a progetto quando un iscritto all’albo svolge un lavoro da iscritto all’albo, ma è possibile quando svolgete una professione in cui il presupposto non sia l’iscrizione all’albo quindi se decidete di intervallare la vostra professione con un contratto a progetto come lanciatore di coriandoli al carnevale di Viareggio potete farlo, purché non vi venga in mente di costruire con i predetti una struttura a sbalzo in fibra composta.



3 commenti:

  1. Io credo invece che codesta sia una interpretazione troppo prudenziale. Secondo me quando un collaboratore architetto/ingegnere, anche iscritto all'albo e con P. iva, non appone firma e timbro professionale NON sta facendo un lavoro per cui è necessaria l'iscrizione all'albo (tanto è vero che i collaboratori possono essere anche laureandi, o laureati non iscritti all'ordine). Per cui possono lavorare a progetto. Solo nel momento in cui firmano e timbrano prestano un'opera professionale per cui la legge dice che è necessaria l'iscrizione all'albo e quindi non andrebbe ovviamente bene il contratto a progetto! Che ne pensate?
    Ovviamente gli studi tendono ad avere un'interpretazione troppo prudenziale e tendono ad evitare il contratto a progetto. Non facciamoci fregare! Tenere aperta una partita IVA in regime ordinario per fatturati di 15.000-20.000 euro oltre iva è un suicidio per gli studi di settore!!!

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  2. ISCRIZIONE ALL'ALBO E CONTRATTO A PROGETTO

    Sono daccordo anche io. E' da pazzi tenere aperta una partita IVA in regime ordinario se si fa il semplice e comunissimo collaboratore che non firma/timbra.
    Io entro dicembre chiuderò al P.iva (ero regime minimi che è stato cancellato per chi ha preso la p.iva prima del 31.12.2007) e lavorerò con contratto a progetto, ho semplicemente fatto capire (sudando molto) allo Studio di Arch. dove collaboro che continuando a tenere aperta la p.iva sarei stato schiacciato dalla contribuzione previdenziale minima (da versare "almeno" Euro 2240 anche se un anno per disgrazia non guadagno nulla) e soprattutto dagli studi di settore ai quali non risulterei congruo ne' coerente, se non taroccando le ore!!! Dopo 5 anni di p.iva avrei fatturato nel prossimo 2012 la bellezza di 17000 euro lordi annui oltre iva per 40 ore settimanali. Se fossi rimasto con p.iva avrei dovuto togliere il 16% reali Inarcassa + 22% reali IRPEF e addizionali + 12% spese tra cui commerc., ordine, assic. prof. prossimamente obbligatoria ex D.Lgs 138/2011)ovvero mi sarebbero rimasti circa 8500 netti annui ovvero (soprav-)vivere con 700 euro netti al mese! Lo Studio si è convinto a tirare fuori un po' più soldi per il contratto a progetto (altrimenti me ne andavo via) e quando e se mai arriverà il momento di fare veramente il libero professionista.. riaprirò la partita iva. Con gli studi di settore e l'ADE (agenzia delle entrate) non si può scherzare.. Giacomo (Toscana)

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  3. Io li vorrei guardare in faccia questi GENI che hanno fatto gli studi di settore!!

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