1400 persone hanno sottoscritto la nostra lettera agli Ordini Professionali: leggila qui!

lunedì 11 aprile 2011

Inarcassa: Contributo soggettivo, integrativo, maternità


Vi siete fatti i calcoli?

Quanto spendiamo al mese noi finti lavoratori autonomi per i contributi previdenziali che ci daranno accesso ad una pensione minima (ad oggi, cioè, con 30/35 anni di contribuzione) di ben  10.149,00 € pari a 845,75 € al mese?

Il contributo soggettivo è stato aumentato  al 12,5% sul reddito dichiarato ai fini Irpef da 0 a  85.400 € (aumenterà ogni anno fino ad arrivare a 14,5% nel 2013).
Per reddito dichiarato ai fini Irpef si intende il reddito imponibile, cioè il nostro compenso al netto di Iva, se beneficiamo di un regime fiscale a Partita Iva agevolata o tradizionale, oppure comprensivo della ritenuta d'acconto, nel caso in cui rientriamo nel cosiddetto "Regime dei minimi".
Il minimo di contribuzione è pari a 1600 €.

Il contributo integrativo è stato portato al 4%, con un minimo di contribuzione di 365 €.

E dulcis in fundo il famigerato Contributo di maternità, pari a 74 €.

I giovani con meno di 35 anni hanno diritto, per i primi cinque anni solari di iscrizione, alla riduzione ad un terzo dei contributi minimi.
Per quanto riguarda il conguaglio del contributo soggettivo, la riduzione è della metà con le percentuali del 6,25% (anzichè 12,5%) del reddito professionale fino a € 42.600,00 nel 2011.


Iva si chiede: supponiamo che io sia un giovane architetto, con qualche anno di esperienza, ma ancora rientrante nelle fasce agevolate di contribuzione, e con un regime fiscale del tipo Partita Iva agevolata". Molto probabilmente, il mio reddito si aggirerà intorno ai 1000 euro al netto di iva.

Se quindi guadagno 1000 € al mese netti per 11 mesi (perchè il mese che non lavoro non sono pagata), quanto devo versare?

11 mesi x 1.000 € = 11.000 € 
11.000 € x 6,25%=  687,5  €
11.000 € x 4%= 440 € 
maternità = 74 €
TOTALE  1201,5 €.
Se ci aggiungiamo la tassazione Irpef del 10%, arriviamo a un
TOTALE di 2301,5 €, che al mese sono 191 €.

IL MIO REDDITO MENSILE NETTO SU 12 MESI E' DIVENTATO DI  725 €

Iva fa un salto di qualità: ora è diventata grande, ha una maggiore esperienza ma non ha più le agevolazioni fiscali che le spettano per i primi 3-5 anni di professione. Probabilmente il suo commercialista le consiglierà di passare al regime dei minimi, e il suo capo le accorderà uno stipendio di 1200 euro al netto della ritenuta d'acconto.

Quindi, se guadagno €1200 al mese netti per 11 mesi quanto devo versare?

11 mesi x €1200= € 13200

Il reddito imponibile è da calcolare però al lordo della ritenuta d'acconto. Il contributo Inarcassa sarà quindi calcolato su 1.500 euro mensili, pari a 16.500 euro annui.

16.500 € x 12,5%=  2.062,5  €
16.500 € x 4%= 660 € 
maternità = 74 €
TOTALE  2.796,5 €, con una spesa mensile di 233 euro.

IL MIO REDDITO MENSILE NETTO E' DIVENTATO DI € 867
Tutto questo per un lavoro che occupa tutto il nostro tempo, il nostro impegno, senza nessuna garanzia futura.

Se a questo poi aggiungiamo la tassa di iscrizione all'Ordine e il compenso per il nostro commercialista, in tasca ci rimane ben poco, mentre la quota di Iva che possiamo scaricare dai nostri consumi è minima, non avendo una vera attività professionale autonoma.

E' possibile che un libero professionista, con le spese che comporta la gestione di una Partita Iva, guadagni meno di 30.000 euro l'anno? E' possibile che lo Stato sappia che esistono Partite Iva che dichiarano, come nei nostri esempi, di guadagnare meno di 12.000 euro netti l'anno, e che questo non faccia scattare un campanello d'allarme? E' possibile che un libero professionista emetta fattura sempre allo stesso cliente, con cadenza mensile, e sempre per lo stesso importo?


E tu, ti sei fatto i conti di quanto guadagni?

9 commenti:

  1. Io mi sono fatto i conti.... ed ho abbandonato il posto. Non è sostenibile nè tantomeno pensabile che ci si debba sacrificare per i vantaggi economici di persone miopi che non riescono a darci un contratto di lavoro e contano sul bisogno di lavorare per spuntare condizioni di lavoro ridicole.

    La partita iva è pensata per attività di impresa.

    Se una persona, pur essendo professionalmente ottima, non è in grado di sostenere lo sforzo che comporta l'attività di libero professionista o semplicemente vuole fare ciò per cui ha studiato senza impelagarsi in tutto ciò che richiede la gestione di un'impresa (seppur semplificata con i regimi agevolati) deve poter avere la possibilità di fare il dipendente, senza trucchi.

    E' compito degli imprenditori (quelli veri, con i soldi da investire nella loro attività) saper riconoscere quando si ha la possibilità di avere dei dipendenti ed offrirgli condizioni di lavoro sostenibili.

    Ci guadagnano tutti: sentirsi "protetti" dalle garanzie di un contratto di lavoro aiuta a svolgere meglio il proprio lavoro.

    Infine è compito dello Stato vigilare sulle situazioni anomale come quelle descritte in questo post e soprattutto è ridicolo che i numeri di partite iva (o attività) aperte nel corso del tempo venga utilizzato da parte di politici furbacchioni per farsi belli agli occhi dell'elettorato o che sia semplicemente una base per una qualsivoglia statistica senza maggiori approfondimenti.

    RispondiElimina
  2. La tua è stata una scelta coraggiosa, consapevole e lungimirante. Purtroppo la percezione di vivere un "eterno presente", non ci fa guardare con lucidità al futuro. Bisogna comprendere a fondo le dinamiche del lavoro per imparare a capire cosa c'è dietro alla parola "crisi" in un sistema economico basato esclusivamente sul profitto. Chi sta pagando i costi della CRISI? E' proprio vero che un lavoro precario e insicuro, mal retribuito e poco riconosciuto, garantisce maggior profitto? La miopia con cui si sta demolendo il connubio tra lavoro-persona è pura idiozia. se vuoi approfondire il tema e pubblicarlo in un post inviaci una mail.
    A presto
    Iva

    RispondiElimina
  3. I poteri in gioco e gli interessi sono troppo forti: le cose non cambieranno mai.
    Iscrizione all'ordine professionale ed inarcassa OBBLIGATORI senza alcuna via di scampo.
    Avevo fatto una scelta di coraggio: svincolarmi dallo studio tecnico dove ero "inquadrato" perchè avevo realizzato che sarei stato sfruttato a vita.
    Mi sono messo in proprio come libero professionista.
    icarichi pagati al limite della decenza, pagamenti a 120 gg, spese non riconosciute ecc...
    insomma, con tanto sacrificio, sforzo e dignità riesco a raccimolare 10-11 mila euro l'anno (sono un ingegnere onesto.....io) e alla fine cosa mi ritrovo? una bella letterina di inarcassa che mi chiede 1.600 euro in un'unica rata per l'anno 2011?
    per una pensioone miserabile che non ho chiesto?
    perchè non sono libero di scegliere? perchè lo Stato non mi tutela? abbassare i contributi inarcassa per le persone che dichiarano al di sotto della soglia del limite della dignità.... questo dovrebbe avvenire in un paese civile!
    vabbè...alla fine stiamo a fare discorsi da bar.
    ho dedicato i migliori anni della mia vita agli studi...giornate, nottate sottratte alla mia vita sociale...sacrifici estremi..per non parlare poi degli anni persi appresso ai nostri "eccelsi" datori di lavoro.
    Sono stanco, deluso, mortificato: lascio 'sto paese di papponi e di furboni.
    spero che il mio prossimo contributo sia postato in portoghese;)
    purtroppo se non hai mentalità mafiosa non puoi vivere qui.
    perdonate lo sfogo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. bravo solidarizzo con tè

      Elimina
  4. Caro Anonimo, se ti può consolare noi Architetti onesti siamo messi molto peggio...pensiamo di andare via anche noi!
    Buona Fortuna....

    RispondiElimina
  5. Buona sera a tutti, io i miei conti li ho fatti eccome! Oggi proprio perchè ho scelto di non lavorare come finta libera professionista mi ritrovo con un'attività professionale che arranca di giorno e un "secondo lavoro" in pizzeria...
    pago ogni anno la quota associativa all'ordine provinciale che ha al suo interno una commissione giovani, ma a mio modesto parere si occupa probabilmente di promuovere l'ingresso di giovani architetti raccomandati per il nome che portano!!!! La dimostrazione che nessun tipo di informazione viene divulgata e tutto quello che sò lo imparo da me sulla mia pelle quotidianamente.
    Io non me ne vado continuerò a lottare !!!!

    RispondiElimina
  6. Sono da 25 anni una "falsa partita iva" ed ho finora "goduto" dei pro (pochi, tipo scegliere per quanto fare le ferie e prendermi libero quando mi pareva: ho sempre concordato il compenso a ore, non a fisso mensile) e dei contro della cosa (ultima novità di oggi - p.es. - all'agenzia delle entrate non risultano pagate le mie ritenute d'acconto del 2008 e ora dovrò dimostrare che nel caso mi hanno fregato, non che sono un evasore).
    Ma a questo punto, dopo tutti i versamenti fatti a Inarcassa per quasi una vita di lavoro, non mi conviene lasciare tutto com'è, invece di imbarcarmi in casini vari con l'attuale datore di lavoro e finire magari nel calderone INPS?
    By the way, voi di "IVA sei partita", avete considerato l'ipotesi di un'assistenza legale low cost per i vostri simpatizzanti che si trovano nella necessità di un aiuto per problemi tipo quelli che indicavo sopra?
    Ah, se ci foste stati anche negli anni 80 e 90, come sarebbe stato diverso...

    RispondiElimina
  7. Non è l'unico problema, ma è un problema e un costo alto esoso ed ingiusto. Il problema è: Pagare ad Inarcassa migliaia di euro per non avere di ritorno nulla. Proprio nulla. Ho passato la vita senza essere iscritto ad Inarcassa e costretto a pagarla saporitamente. Adesso non otterrò nulla(nulla) di pensione.
    Uniamoci e neghiamoci al parassita Inarcassa.

    RispondiElimina
  8. 1979
    Per capire il netto bisogna aggiungere anche le spese per il commercialista e tasse regionali/comunali e quindi ti accorgi che prendi meno di un operaio semplice.

    Se penso che prendo meno del perito o del disegnatore a cui faccio i calcoli e le verifiche per i disegni sto proprio male

    RispondiElimina