1400 persone hanno sottoscritto la nostra lettera agli Ordini Professionali: leggila qui!

domenica 29 maggio 2011

Contratti di Consulenza - Prestazione d'opera


Molto spesso ci vengono presentati contratti di consulenza professionale a fronte di una richiesta di un lavoro subordinato. Ribadiamo che si può parlare di Prestazione d'opera (che comprendono anche le consulenze professionali) quando una persona, dietro corrispettivo, si impegna a compiere un’opera o un servizio prevalentemente attraverso il proprio lavoro e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente.

Ciò vuol dire che il lavoro viene svolto in totale autonomia organizzativa e senza vincoli di orario, perciò questi sono contratti "fasulli" quando nascondono un lavoro subordinato, ma molto spesso abbiamo poche alternative e li firmiamo.

Oltretutto essendo forme contrattuali tra privati non hanno nessun obbligo di riferimento ai Contratti Collettivi Nazionali e vista la nostra poca capacità di contrattare le forme di prestazione, sono sbilanciati verso la committenza, con scarse forme di tutela per il professionista.
Non esiste nessun obbligo di forma scritta di tale contratto,  ma è importante che tale documento ci sia, poiché è l’unico oggetto di riferimento in un eventuale contenzioso.

E' bene che comprenda: la descrizione sufficientemente dettagliata dell’opera o del servizio richiesti; i tempi di consegna da parte del committente dei materiali necessari alla progettazione ; i tempi di consegna del lavoratore; il prezzo pattuito; i tempi di pagamento; la data e le modalità di recesso.
Alcune osservazioni derivate dalla lettura di alcuni di questi contratti:

Fate molta attenzione alle forme di recesso, in cui spesso, la commitenza può recedere dal contratto con un minimo preavviso scritto, mentre il consulente può recedere solo per "giusta causa", questo vuol dire non avere nessuna garanzia di arrivare alla fine del contratto, la forma corretta dovrebbe essere questa:


Fate molta attenzione al fatto che il vostro lavoro dovrà essere svolto in sintonia con fantomatici sistemi di qualità aziendale, di cui non siete stati informati e di cui non avete preso visione.  Questo potrebbe essere utilizzato per non pagare le fatture e contestare il vostro lavoro.

Fate attenzione a come vengono riconosciute eventuali trasferte all'estero.

Inserire gli interessi di mora se le fatture non vengono pagate entro i termini di legge e che il mancato pagamento costituisce giusta causa di recesso dal contratto.

Queste alcune delle più lampanti "fregature" celate sotto i contratti di consulenza, inviateci segnalazioni rispetto alle vostre esperienze con i contratti di consulenza, in modo da rendere tutti più consapevoli al momento della firma.

venerdì 27 maggio 2011

Cerchi lavoro?

Riceviamo molte segnalazioni di annunci di lavoro in palese violazione  dela legge, ma ormai questa prassi è così consolidata che anche gli ordini professionali non hanno nessun pudore nel pubblicarli sui loro siti.

Alcune offerte di lavoro segnalateci e raccolte sul sito dell'Ordine degli Architetti violano il codice deontologico e nello specifico gli articoli:

Art.3
(Lealtà e correttezza)
1. L’Architetto deve svolgere la sua attività con lealtà e correttezza nei confronti del cliente, dei colleghi e dei terzi a qualunque titolo coinvolti.

Art. 23
(Rapporti con collaboratori e dipendenti)
1. Nei rapporti con i collaboratori e i dipendenti, l’Architetto è tenuto ad assicurare ad essi condizioni di lavoro adeguate.

Art. 24
(Rapporti con tirocinanti)
1. Nei rapporti con i tirocinanti, l’Architetto è tenuto a prestare in modo disinteressato il proprio insegnamento professionale e a compiere quanto necessario per assicurare ad essi il sostanziale adempimento della pratica professionale, con particolare cura per le regole deontologiche.

Dobbiamo cominciare a pensare che queste non sono proposte di lavoro, ma abusi!
Iva sta preparando una lettera da presentare a tutti gli ordini professionali, denunciando il mancato rispetto della deontologia.
Se volete contribuire alla redazione del documento con suggerimenti, proposte e richieste da avanzare agli ordini, mandateci una mail a ivaseipartita@gmail.com


ANNUCIO - Cercasi architetto da retribuire come tirocinante
Studio di Architettura con sede in ........ specializzato in Interior Design (boutiques, showrooms, uffici) cerca nr.1 stagista/tirocinante da inserire all’interno del proprio organico.
Sono richieste buone capacità relazionali e comunicative, precisione, ottima conoscenza di modellazione 3D, Archicad , Cinema 4D o Artlantis, Photoshop e della piattaforma MAC. Costituisce un requisito indispensabile un'eccellente conoscenza della lingua inglese parlata e scritta. Se seriamente motivati ed in possesso di tutti i requisiti richiesti, inviare curriculum e portfolio a:


ANNUCIO - Cercasi architetto finto lavoratore autonomo disinvolto
Studio Associato di Milano (http://www.******.com/) cerca, per collaborazione full-time, architetto, età max 35 anni, residente in Milano e dintorni. Si richiede il possesso di P.IVA, esperienza in materia di Sicurezza in cantiere (D.Lgs. 81 e s.m.i.) ed un utilizzo disinvolto dei seguenti software su piattaforma Windows: Pacchetto Office, Autocad 2D/3D, Photoshop. Se interessati ed in possesso dei requisiti, si prega di inviare cv a: *****@*****.com Verrete eventualmente contattati per un colloquio conoscitivo.


ANNUNCIO - Cercasi architetto finto lavoratore autonomo vicino di studio, onde evitare scuse accampate per ritardi dovuti a un inesistente problema di trasporto.
Società di progettazione cerca laureato / diplomato junior full-time come collaboratore interno. Prerequisiti: • formazione di Coordinatore per la Sicurezza nei cantieri; • disponibilità di autoveicolo. • disponibilità in tempi brevi; • conoscenza di Autocad 2D e pacchetto Office; gradita conoscenza di Autocad 3D e Revit; • esperienza lavorativa - anche breve – nel settore; • partita IVA; • residenza in Milano (o comunque prossima all’ubicazione dello studio); Lo studio svolge attività di progettazione e DL edile/architettonica, sicurezza nei cantieri

ANNUNCIO - Cercasi architetto alienato e finto lavoratore autonomo, senza vita personale, che all'occorrenza svolga anche mansioni di segreteria, così ci risparmiamo il disturbo di assumere una segretaria, che sarebbe l'unica assunta con contratto da dipendente.
Azienda operante nel settore degli allestimenti cerca architetto senior con i seguenti requisiti:
- Abilitazione all'esercizio della professione e PARTITA IVA
- Automunito e residente nella Provincia di Roma
- Perfetta conoscenza di Autocad 3d-2d
- Discreta conoscenza di Exel (?)
- TOTALE DISPONIBILITA' a svolgere mansioni di ufficio legate al contatto con la clientela e i fornitori
- TOTALE DISPONIBILITA' AD ORARI DI LAVORO NON CANONICI,DI SABATO E DOMENICA ANCHE SENZA PREAVVISO
astenersi TOTALMENTE se privi anche di uno soltanto dei suddetti requisiti.

lunedì 23 maggio 2011

Letture: Il lavoro non è una merce

Il lavoro non è una merce
Contro la flessibilità
Luciano Gallino
Editori Laterza, 2009  - €8,00


Partendo dall’analisi delle trasformazioni prodotte nella società, dall’assunto contemporaneo lavoro flessibile = società flessibile, Gallino descrive gli scenari prodotti dall’idea tipo di società flessibile:

La società flessibile è una società in cui sono cadute tutte le barriere che fissavano un individuo per la vita a una cerchia ristretta di rapporti sociali, di identificazioni, di appartenenze. Favorisce l’indipendenza, l’autonomia dell’azione come valore distintivo della modernità. Le reti, con la loro infrastruttura fisica e la loro sovrastruttura simbolica, sono la metafora e la realtà della società flessibile. La società flessibile è una società in cui tutti continuano la loro formazione intellettuale e professionale per l’intero arco della vita. Informazione, conoscenza, capacità di adattamento a situazioni sempre nuove, competenza, sono in essa le risorse più pregiate.”

Da questa definizione, Gallino, individua i punti critici dell’assunto positivista:

Prima di tutto la sovrapposizione tra lavoro flessibile e società flessibile non sembra ancora compiuta, laddove una parte della società segue ritmi e gerarchie postfordiste con orari rigidi e scarsa accessibilità (trasporti pubblici, scuole, negozi, uffici della pubblica amministrazione), in secondo luogo “non sembra attuarsi quel percorso di formazione permanente a garanzia di una collettività di lavoratori omogenea verso l’alto in termini di reddito, continuità di occupazione e possesso di conoscenze”.

Piuttosto “il lavoro tende a diventare un tempo senza confini e, al tempo stesso, un non-luogo”.

Gallino definisce il lavoro un non-luogo, e subito viene alla mente il non-luogo di Marc Augé come il teatro dove si muovono i lavoratori provvisori, generici, anonimi,  incapaci di una conoscenza che vada aldilà dell’informazione.
Niklas Luhmann li definisce “nodi passivi di flussi di comunicazione, inconsapevoli del senso reale dei messaggi che essi ricevono e ritrasmettono”.

La società delle reti di per sé, non sembra garantire l’emancipazione dell’individuo se non accompagnata da una significativa misura di ritualità, capace di cementare il senso del vivere sociale e dell’interscambio. I rituali sono per loro natura gratuiti, intransitivi, privi di giustificazione se non simbolica, e mal si sposano con una frammentazione, in termini di spazio e di tempo, prodotta del lavoro flessibile/precario che impedisce l’istaurarsi del senso di appartenenza, slegando il lavoro dalla persona e trattandolo al pari di una qualsiasi merce.

Gallino vede nella flessibilità una forma di alienazione, il lavoratore precario vive una condizione passiva, in quanto privato di una qualsiasi forma di contrattazione, incapace di pensare a forme organizzate di tutela, preoccupato per l’incertezza del reddito, non investe nella propria crescita professionale e nella realizzazione di una rete complessa di relazioni e scambi.

Manuel Castells nel saggio “la città delle reti” affida all’architettura il compito di “recuperare un significato simbolico” e “restituire un senso ai luoghi fisici immersi negli spazi fluidi”, e nella fattispecie allo spazio pubblico il compito di far interagire lo spazio fisico con lo spazio dei flussi.
Bisogna però fare un passo indietro e cominciare a riflettere sull’utilità dello spazio pubblico in una società che non sa come utilizzarlo, che non è in grado di far parte di una collettività, perché frammentata e precaria. Incapace, cioè, di sviluppare la propria individualità a partire dall’appartenenza.

Il discorso sulla flessibilità del lavoro coinvolge anche noi che ci occupiamo di “spazio”, perché lo spazio, o meglio i luoghi, non rappresentano altro che la configurazione fisica della società, e forse è per questo che  bisogna ricominciare a progettare ed abitare la città nel modo in cui pensiamo di voler vivere in società.   

martedì 17 maggio 2011

Inarcassa - polizza integrativa

A tutti gli iscritti Inarcassa è garantita una polizza base (di cui abbiamo già parlato nel post che trovate qui) , a questa si può aggiungere la polizza integrativa facoltativa a pagamento.
Questa polizza dovrebbe garantire all'assicurato la tranquilità di poter usufruire di visite specialistiche, esami, ricoveri, controlli (nelle strutture selezionate o con un parziale rimborso nelle altre) avere cioè un servizio utile in momenti di difficoltà, ma non è sempre così!

Franco ci scrive:
ho sottoscritto e pagato anche le polizza integrativa e facoltativa con un esborso, per nucleo di 2 persone, nel 2011 di € 2.868,96 (contro € 1.954,15 del 2010 ed € 1.372,00 che era il costo 2008 con la convenzione INARCASSA/Unisalute).

Alla prima richiesta di due banali esami (spirometria e elettrocardicolordopler),la stessa Sig.na Gilardi Paola di MAFPRE mi ha risposto il 3/5/2011 con la seguente e-mail:

"Gentile Assicurato,
In base alle nuove direttive,per poter procedere con la lavorazione di ogni richiesta di presa in carico,è necessario che insieme al modulo compilato ed alla prescrizione medica,pervenga anche copia del modulo adesione 2011 e copia del bonifico effettuato."

Ho provveduto all'immediato invio dei documenti pleonasticamente richiesti perché già in possesso di Cattolica.
Il 4/5 con altra e-mail (anonima) Mapfre comunicava:

"Gentile Assicurato,
la presente per comunicarle che non è possibile prendere in carico la sua richiesta di spirometria totale in quanto la patologia di bronchite cronica risulta essere preesistente alla data di primo acquisto della polizza Inarcassa Integrativa Facoltativa.
Mentre, per poter valutare la sua richiesta di ecocardiogramma colordoppler avremmo, necessità di ricevere un certificato medico che attesti la data in cui è avvenuto l’intervento di sostituzione della valvola aortica."


(N.B. La data di mio primo acquisto della polizza Inarcassa Integrativa Facoltativa risale al Gennaio 2003)
Il 6/5 ho risposto via e-mail chiedendo da cosa risultasse che avevo sofferto in precedenza di bronchite cronica, quando a me non risulta e l'esame era richiesto proprio per la verifica dell'esistenza o meno di tale ipotizzata affezione; ho trasmesso con la stessa e-mail 6/5 copia della lettera di dismissione dell'Ospedale San Raffaele in data 22/07/2004.

Il 12/5 ho ricevuto da Cattolica/MAFPRE due raccomandate A.R. datate 4/5/2011 e 5/5/2011(ancor prima che io potessi inviare il documento richiesto e da me trasmesso il 6/5), non firmata, ed avente per oggetto:"“NEGAZIONE AL PAGAMENTO DIRETTO DEL SINISTRO”.Lascio ai lettori ogni valutazione e commento.

Sul contratto che si stipula con la Cattolica, bisogna fare molta attenzione:

Ai termini di decorrenza per gli iscritti la 1° volta che possono anche essere di 180° girono per "stati patologici non conosciuti dall'assicurato, ma insorti anteriormente alla stipulazione della polizza" o dal 300° giorno per parto e malattie del puerperio.
Alle esclusioni, che sono molte tra cui: patologie accertate prima della data di adesione all'assicurazione, conseguenze di infortuni avvenuti prima, malattie mentali e psichiche, dipendenze, ecc...
Trovate i termini del contratto qui

Sui rapporti con la Cattolica abbiamo avuto altre segnalazioni, da segnalare la difficoltà che si riscontra nel caso di intervento chirurgico o parto di ottenere il rimborso per tutta l'equipe medica, è infatti accaduto a un assicurato di dover pagare di tasca propria il costo dell'anestesita perchè non aderente alla polizza.

Cerchiamo di raccogliere maggiori informazioni, anche attraverso le vostre esperienze personali, per mandare una segnalazione all'Inarcassa e alla Cattolica.

venerdì 13 maggio 2011

Manifesto dei Lavoratori Autonomi di 2° generazione

Mercoledì è stato presentato a Roma il Manifesto dei lavoratori autonomi di 2° generazione, promosso dall'associazione ACTA.
Chi sono i lavoratori autonomi di 2° generazione?
Tutti coloro che si occupano di beni immateriali, tutte le nuove professioni frutto dei cambiamenti avvenuti nell'ultimo trentennio nella società, nel mercato, nelle tecnologie.
Il manifesto definisce il ruolo sociale di queste figure (soprattutto quelle che non hanno un ordine di appartenenza) e analizza le problematiche connesse alla scarsa compresione delle problematiche da parte delle istituzioni.

Il pomeriggio si apre con alcune testimonianze di persone che in piedi in mezzo alla sala rossa a ventre di balene del MACRO raccontano la loro storia.
Samuel Becket aleggia nell'aria, quando qualcuno dice: io mi sveglio al mattino pensando ai soldi, ai soldi e alla morte. Ironizzando sulla sottomisione alle leggi del mercato.

A seguire gli interventi di A. Soru (presidente Acta) e S. Bologna (curatore del manifesto).
Le questioni sono:
Il fallimento della gestione separata INPS a cui il lavoratore versa il 26,72%, di questi il 26% va per una pensione che, calcolando un reddito medio di €1200, sarà di circa €300 mensili.
Illuminante la frase di un anno fa di Mastrapasqua (pres. INPS):
“Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale”.

Anche coloro che lavorano con contratti a progetti versano i contributi alla famigerata gestione separata, senza vedersi riconosciuta la malattia (se non ospedalizzata) e senza poter cumulare gratuitamente questi contributi con altre casse di previdenze. Molti di noi iniziano a lavorare con questo tipo di inquadramento, perdendo di fatto i contributi versati quando passano alla partita iva. Oltre il danno la beffa!

L'intervento di Davide Imola (CGIL professioni) ha posto l'accento sulla sempre maggiore consapevolezza che i professionisti necessitano di tutele e figure di riferimento.

Nello specifico il sindacato si sta occupando del rinnovo del contratto nazionale degli studi professionali, che interessa sia i dipendenti che i lavoratori autonomi (degli studi professionali) e in questa ultima categoria potrebbero entrare molti di noi.
Due le richieste che fa il sindacato: il riconoscimento, anche per gli autonomi di un'indennittà di malattia, maternità e aggiornamento professionale e l'utilizzo dei compensi minimi stabiliti nelle tabelle del contratto.

Questo testimonia le necessità di cominciare a pensare al lavoratore autonomo non più solo come imprenditore, ma come lavoratore atipico, un lavoratore soggetto a forme di precariato e instabilità che lo rendono debole e con scarse opportunità di contrattazione.

Cercheremo di approfondire...

mercoledì 11 maggio 2011

Manifesto dei lavoratori autonomi di 2° generazione

11 Maggio ore 18.30
MACRO via Nizza 138

ACTA presenta il manifesto dei lavoratori autonomi di 2° generazione.

dalla presentazione:

"Il nostro Manifesto è un nuovo programma per il riconoscimento del valore del lavoro professionale in Italia. Intende incentivare e rinforzare la coalizione tra chi non gode oggi di un’adeguata rappresentanza sociale.
Il Manifesto, presentato a Milano il 12 gennaio 2011 presso il Teatro Agorà della Triennale, esprime un giudizio impietoso sul modo in cui è evoluto (o si è deteriorato) il welfare in Italia e illustra alcune proposte chiare e una lista di rivendicazioni a cui il mondo politico e il sistema previdenziale dovranno dare risposta.

Ed è proprio con l’obiettivo di incentivare e rafforzare una coalizione tra una moltitudine di gruppi e realtà associative che operano sul territorio romano e laziale che il prossimo 11 maggio, alle 18:30, daremo vita a un incontro-dibattito per discutere e confrontarci su quelle che, a nostro avviso, sono le più problematiche più urgenti che incidono sulla sostenibilità del lavoro autonomo nel nostro paese: previdenza, fisco, formazione, welfare, tutele, diritti. Al dibattito interverranno, per ACTA, Sergio Bologna e Anna Soru."

Iva ci va! Troverete il resoconto della riunione nel prossimo post.

mercoledì 4 maggio 2011

6 maggio 2011 - Sciopero generale

Il comitato de "il nostro tempo è adesso", promotore della manifestazione del 9 aprile scorso e la rete dei precari, aderisce allo sciopero di venerdì.

"Siamo utilizzati come un esercito di riserva, un popolo a diritti zero e disposto a tutto, che suo malgrado è diventato la scusa per indebolire le tutele collettive, conquistate in anni di lotte sindacali e sancite nei contratti collettivi di lavoro. Quelle tutele che qualcuno preferisce strumentalmente definire "privilegi" per pochi, piuttosto che patrimonio di tutti.

Il 6 maggio la nostra condizione deve diventare il cuore dello sciopero: perché per difendere i diritti è necessario estenderli a tutti. E’ questa la grande sfida del movimento dei lavoratori."


lunedì 2 maggio 2011

Regime dei Minimi: a chi conviene?

Il regime dei CONTRIBUENTI MINIMI, istituito nel 2008, sembrerebbe una buona scelta per coloro che iniziano la professione, ma ci sono dei però?
Il reddito calcolato è pari alla differenza tra i ricavi e le spese sostenute (per sapere quali spese si possono detrarre leggere in fondo). Su questo reddito si applica una ritenuta di acconto pari al 20%, che, nel caso di prestazioni effettuate per società, viene messa in fattura e sarà versata dal datore di lavoro, mentre nel caso in cui il datore di lavoro sia un privato, la ritenuta non viene messa in fattura e l'imposta del 20% sarà calcolata in base al reddito dichiarato.
Questo cosa vuol dire?

Che se si emette fattura solo a società si andrà sempre in credito d'imposta.
Ad esempio (semplificando): se il ricavo proveniente da lavoro svolto per società è pari a €12000, di cui ho già versato al fisco €2400 (tramite la ritenuta di acconto messa in fattura), e se le mie spese sono di €3000, il mio reddito sarà pari a €9000. Applicando l'imposta del 20%, dovrei versare €1800, ma di fatto ho già versato €2400, perciò ho un credito con il fisco di €600. A questo punto posso chiedere un rimborso (sic!), oppure fare il cumulo con quello dell'anno successivo. Ma se continuo così non potrò far altro che accumulare credito.
Per questo, se si lavora esclusivamente per società, il Regime dei Minimi non risulta essere così conveniente, mentre se il reddito proviene da società e privati il discorso cambia.
Qui  potrete trovare un foglio di calcolo con un confronto tra il regime dei minimi (forfettone) e regime normale :
Ora vediamo:
Chi può usufruirne?
chi ha conseguito ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a € 30.000
chi non ha sostenuto spese per lavoratori dipendenti, Co.co.co. o lavoratori a
progetto
chi non ha effettuato cessioni all’esportazione
chi, nel triennio precedente, non abbia effettuato acquisti di beni strumentali, anche tramite appalto, locazione e leasing, per una ammontare superiore a € 15.000.

Da cosa si è esonerati?

si è esonerati dall’addebito in fattura dell’IVA a titolo di rivalsa, ma non si ha diritto alla detrazione dell’iva assolta sugli acquisti. Di conseguenza non bisogna effettuare la dichiarazione annuale dell’Iva.

si è esonerati  dagli obblighi di liquidazione, versamento, registrazione delle
fatture, dei corrispettivi, degli acquisti;

si è esonerati dalla tenuta e conservazione della contabilità

si è esonerati dagli studi di settore

A cosa si è obbligati?

a numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali

sulle fatture emesse dovrà essere annotato che si tratta di
operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, comma 100, della legge finanziaria
per il 2008”.

ad apporre in fattura marca da bollo di €1,81 per importi superiori a €77,47

Quali spese si possono detrarre?
In via generale si possono detrarre al 100% tutte le spese inerenti alla professione, mentre quelle promiscue sono detraibili al 50%.

Iscrizione albo 100%
Inarcassa 100%
Aggiornamento professionale (corsi, libri, riviste 100% convegni 50%)
Omaggi fatti ai clienti 100%
Spese relative affitto, telefono, adsl, condominio (sempre riferiti alla residenza fiscale ed intestati a chi ha la partita iva) 50%
Carburante, acquisto auto, moto, pc, stampanti ecc... 50%
Sulla questione delle spese detraibili c'è una grande confusione, ma seguire il principio inerente/promiscuo sembra possa aiutare a fare chiarezza.

Come si fa la fattura?
Se si emette fattura ad una società bisogna calcolare la ritenuta di acconto del 20% e il contributo Inarcassa del 4%.
Se si emette fattura a una società di ingegneria/architettura si calcola solo la ritenuta del 20%.
Se si emette fattura a un privato si calcola solo il contributo Inarcassa del 4%.
Importante: ricordarsi di apporre la dicitura operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, comma 100, della legge finanziaria per il 2008” e marca da bollo di €1,81 per importi superiori a €77,47.

Qui potete trovare un aiuto per la fattura.

Siete invitati a segnalarci eventuali imprecisioni e miglioramenti al testo.