1400 persone hanno sottoscritto la nostra lettera agli Ordini Professionali: leggila qui!

venerdì 13 maggio 2011

Manifesto dei Lavoratori Autonomi di 2° generazione

Mercoledì è stato presentato a Roma il Manifesto dei lavoratori autonomi di 2° generazione, promosso dall'associazione ACTA.
Chi sono i lavoratori autonomi di 2° generazione?
Tutti coloro che si occupano di beni immateriali, tutte le nuove professioni frutto dei cambiamenti avvenuti nell'ultimo trentennio nella società, nel mercato, nelle tecnologie.
Il manifesto definisce il ruolo sociale di queste figure (soprattutto quelle che non hanno un ordine di appartenenza) e analizza le problematiche connesse alla scarsa compresione delle problematiche da parte delle istituzioni.

Il pomeriggio si apre con alcune testimonianze di persone che in piedi in mezzo alla sala rossa a ventre di balene del MACRO raccontano la loro storia.
Samuel Becket aleggia nell'aria, quando qualcuno dice: io mi sveglio al mattino pensando ai soldi, ai soldi e alla morte. Ironizzando sulla sottomisione alle leggi del mercato.

A seguire gli interventi di A. Soru (presidente Acta) e S. Bologna (curatore del manifesto).
Le questioni sono:
Il fallimento della gestione separata INPS a cui il lavoratore versa il 26,72%, di questi il 26% va per una pensione che, calcolando un reddito medio di €1200, sarà di circa €300 mensili.
Illuminante la frase di un anno fa di Mastrapasqua (pres. INPS):
“Se dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati rischieremmo un sommovimento sociale”.

Anche coloro che lavorano con contratti a progetti versano i contributi alla famigerata gestione separata, senza vedersi riconosciuta la malattia (se non ospedalizzata) e senza poter cumulare gratuitamente questi contributi con altre casse di previdenze. Molti di noi iniziano a lavorare con questo tipo di inquadramento, perdendo di fatto i contributi versati quando passano alla partita iva. Oltre il danno la beffa!

L'intervento di Davide Imola (CGIL professioni) ha posto l'accento sulla sempre maggiore consapevolezza che i professionisti necessitano di tutele e figure di riferimento.

Nello specifico il sindacato si sta occupando del rinnovo del contratto nazionale degli studi professionali, che interessa sia i dipendenti che i lavoratori autonomi (degli studi professionali) e in questa ultima categoria potrebbero entrare molti di noi.
Due le richieste che fa il sindacato: il riconoscimento, anche per gli autonomi di un'indennittà di malattia, maternità e aggiornamento professionale e l'utilizzo dei compensi minimi stabiliti nelle tabelle del contratto.

Questo testimonia le necessità di cominciare a pensare al lavoratore autonomo non più solo come imprenditore, ma come lavoratore atipico, un lavoratore soggetto a forme di precariato e instabilità che lo rendono debole e con scarse opportunità di contrattazione.

Cercheremo di approfondire...

1 commento:

  1. Errata corrige:
    La data del mio primo acquisto della polizza Inarcassa integrativa e facoltative é il 28 gennaio 2003 e non il gennaio 1953 come, per errore, avevo scritto.

    RispondiElimina