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domenica 5 giugno 2011

La firma del professionista - sceneggiatura di un brutto film

Il lavoro non è una merce, scrivevamo qualche post fa, prendendo spunto dal saggio di Luciano Gallino sulla precarietà, ma molto spesso la realtà supera le fantasia ed ecco che un'altra forma di mercificazione della nostra professione si profila all'orizzonte.

La trama è questa:

Interno - uno studio di geometri - giorno
Un giovane architetto lavora in uno studio di geometri, lo stipendio non è male, anche se il regime è quello di Partita Iva e di contratto di consulenza nemmeno l'ombra. Un bel giorno il datore di lavoro prospetta al giovane professionista la possibilità di avere degli incarichi "personali" nel senso di collaborare e firmare tutte quelle pratiche che un geometra non può firmare. La proposta viene accolta con genuino entusiasmo perchè si prospetta la possibilità di cominciare ad esercitare la professione da "vero" autonomo e di acquisire esperienza e competenze. La divisione dei compensi sarà da concordare via via che il lavoro andrà avanti.

Esterno - una strada qualunque - giorno
Passato il primo entusiasmo il giovane comincia ad avere qualche dubbio sulla bontà della proposta, ma le alternative non sono molte e forte del buon rapporto instaurato con il datore di lavoro, si rassicura e pensa di chiedere maggiori chiarimenti l'indomani stesso.

Interno - il solito bar della pausa caffè - giorno 
il giovane architetto e il geometra navigato parlano del loro futuro, le risposte ai dubbi del primo sono vaghe e frammentate, ma le rassicurazioni sul successo della loro collaborazione sono decise e rassicuranti. L'architetto decide di andare avanti e mettersi al lavoro!

Interno - uno studio di geometri - notte
Effettivamente il lavoro c'è ed infatti il nostro architetto lavora fino a tardi e comincia a firmare progetti e pratiche amministrative, certo il compenso non è molto, ma le prospettive sono buone, anche se il nostro non ha contatti diretti con i committenti per cui firma i lavori, contatti che sono gestiti esclusivamente dal geometra, e non sa realmente quale sia il valore del suo lavoro e della sua firma. Qualche dubbio però comincia a far capolino.

Interno - uno studio di geometri - giorno
Casualmente l'architetto viene a conoscenza che il geometra aveva percepito per i lavori fatti in "collaborazione", almeno venti volte più di lui, un rapporto di €1000 per l'architetto e €20000 per il geometra. Restandone sorpreso ed amareggiato chiede spiegazioni alle quali il geometra risponde -  È il lavoro, bellezza, il lavoro. E tu non ci puoi fare niente... niente. -
I rapporti tra i due finiscono e l'architetto si mette a cercare un altro lavoro archiviando la faccenda come una brutta esperienza.

Dopo alcuni mesi

Interno - la casa dell'architetto - giorno
L'architetto rientra a casa, ha in mano la posta della settimana, una bolletta, l'ultimo numero di Casabella, e due lettere, la prima è del suo ordine professionale, la seconda dell'Agenzia delle Entrate.
Apre la prima - strano le tasse le ho già pagate - pensa
eh no, non sono le tasse, ma un richiamo dell'Ordine nella persona del presidente che lo informa che percepire la ridicola cifra di €1000 per un lavoro di €20000 si configura come "concorrenza sleale" e viola le regole deontologiche tra professionisti.
Apre la seconda che lo ipnotizza di cifre e numeri finchè non appare chiaro come da una verifica risulti "non credibile" la cifra fatturata a monte dei lavori eseguiti e che saranno necessari ulteriori accertamenti e verifiche.
L'architetto si siede ancora stordito, ripensa a tutto quello che è successo, alla sua poca esperienza, su come fosse chiaro che non potesse "vendere" la propria firma da professionista, che sarebbe dovuto essere più accorto, più maturo, più attento, ma lui d'altro canto voleva solo progettare, solo fare il suo lavoro.

Il film è tratto da una testimonianza arrivata sul Blog. Ogni riferimento a fatti e persone è puramente casuale, il riferimento al geometra è strumentale alla trama e non vuole in nessun caso esprimere opinioni di merito sulla categoria.

6 commenti:

  1. Incredibile...che amarezza...

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  2. Scusate,film senza dubbio interessante.... ma per ricevere un richiamo dell'Ordine non bisogna che qualcuno (magari un altro professionista) segnali all'ordine stesso che hai tenuto un comportamento non corretto? L'Ordine non sa mica l'importo dei lavori per cui tu hai firmato quindi non può sapere se hai percepito un'inezia.

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  3. Ciao Chiara, il "film" è stato un pretesto per rielaborare un racconto personale arrivatoci via mail, interessante perchè non riguarda un caso isolato: la richiesta di "subaffittare" il proprio timbro e la propria firma è abbastanza frequente. Ci premeva sottolineare che, oltre che ingiusta per noi che la subiamo pur di lavorare, è rischiosa: si finisce per aggiungere al danno la beffa, perchè si diventa di fatto complici di un illecito.

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  4. Sul fatto che sia rischioso, non ci sono dubbi. Anche perchè, porto il caso più semplice, al geometra serve la firma dell'architteto per lavori su edifici vincolati quindi firmando e timbrando ci si va ad assumere responsabilità di tipo penale. Io direi che è situazione pericolosa in questo senso e magari uno firma pur di non perdere la collaborazione con lo studio del geometra perchè ha solo quella fonte di redditto. Non ho però capito l'Ordine come faccia a sapere quanto l'architetto abbia percepito e gli faccia un richiamo per comportamento scorretto.Nel senso che l'Ordine non è un'organismo di verifica fiscale come può essere l'Agenzia delle Entrate che sa cosa ho fatturato.Tutto qua.

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  5. Scusate, l'apostrofo di troppo (volevo scrivere inizialmente "un'agenzia di verifica fiscale").

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  6. ciao, secondo me comunque lo scopo è quello di mettere in guardia i giovani architetti su collaborazioni dove è prevista la firma. in effetti l'Ordine non fa verifiche di sua iniziativa, ma in ipotesi di cause o segnalazioni deve fare le sue verifiche e sarebbero dolori!

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