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venerdì 8 luglio 2011

Pro.Di.Gio. Giovani Professionisti Cercasi


La regione Lazio stanzia € 2.500.000 per il Pro.Di.Gio, ovvero “Incentivi per il coinvolgimento di giovani professionisti in imprese Pro.Di.Gio – Giovani Under 35). – link -
Come funziona:
L’impresa , con sede operativa nella regione, che intende avvalersi della CONSULENZA di un giovane professionista, può presentare domanda per avere un rimborso “contributo” pari al 50% del compenso erogato al libero professionista, entro un tetto massimo di contributo ammissibile pari a 45.000 euro per singolo beneficiario richiedente (impresa), anche sommando più attività di consulenza, per un massimo di 15.000 euro per professionista.
Cosa vuol dire:
Piuttosto che trasferire nelle mani del giovane professionista la capacità contrattuale e il riconoscimento della propria professionalità si dà la possibilità all’impresa di pagare ancor meno per una “consulenza” già retribuita ai minimi.
Nel caso del Finto Lavoratore Autonomo (in acronimo FLA) la questione potrebbe diventare paradossale. Mettiamo il caso che io lavori in una società come FLA, questa mi chiede (di fatto mi obbliga) a partecipare al bando della regione Lazio in cui io figuro come Consulente (non stiamo parlando di contratto a tempo determinato, ma di contratto di consulenza) e all'azienda viene restituito il 50% dalla Regione per il mio compenso. Io non ho nessuna capacità di contrattazione nei confronti dell'azienda, né in termini di compenso, né in termini di gestione del lavoro, perché mi trovo in una condizione di subordinazione.
Oltretutto volendo pensare “molto male”: mettiamo il caso che la mia retribuzione annua sia già di 15000€, l’impresa effettuerà il bonifico con l’importo di € 30000, rientrerà dei 15000 € e poi mi chiederà di scalare/restituire in progress gli altri 15000 €, come già accadeva per eludere la tracciabilità introdotta dal decreto Bersani del 2006.
In sintesi, queste forme assistenziali a breve termine per le imprese si traducono molto spesso in incentivi spot per retribuire ancor meno il lavoratore. Oltretutto l’iniquità delle risorse messe a disposizione (2,5ml€/45000€) fa sì che solo 55 fortunatissime imprese potranno usufruire di giovani, creativi, innovativi professionisti e rispedirli al mittente se necessario.
Altro discorso sarebbe trasferire al giovane professionista la capacità di proporsi in modo autonomo e incentivare e promuovere progetti a medio termine di crescita individuale e imprenditoriale, garantendo l’accesso facilitato alle risorse e il sostegno al reddito nella fase di avvio.
Se avete informazioni/segnalazioni sul tema inviatele a ivaseipartita@gmail.com

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