1400 persone hanno sottoscritto la nostra lettera agli Ordini Professionali: leggila qui!

venerdì 30 settembre 2011

Prossimamente sui vostri schermi

                                               

Domenica 2 ottobre, alle ore 21 e 30, va in onda su Rai Tre la puntata di Presa Diretta dedicata al precariato. Iva ha collaborato con i giornalisti della trasmissione segnalando storie, contatti, e rilasciando un'intervista sul mondo delle finte partite iva e sui giovani - e non solo - architetti e ingegneri. Pubblichiamo qui il comunicato stampa inoltrato dalla redazione (il grassetto è nostro):

Quanti sono i precari in Italia? Quanto lavorano per paghe da fame?  E chi se ne approfitta? Chi consente lo sfruttamento di quanti non hanno alcun potere contrattuale, ma solo preziose competenze da offrire? 
Il 9 aprile di quest’anno i precari italiani si sono dati appuntamento in piazza per protestare contro una gravissima ingiustizia sociale.  Per la prima volta in molte città d’Italia rabbia e malcontento sono usciti dagli infiniti blog e dai siti di internet per trovare forma politica. La rassegnazione sembra finita per sempre.
Presadiretta ha deciso di dar voce alle migliaia e migliaia di persone che hanno perso il diritto al  futuro, giovani che sono costretti a piegarsi ai contratti a termine, di cui esistono infinite tipologie; ai disoccupati che per cercare di lavorare sono costretti ad aprire  partite Iva che in realtà nascondono un rapporto di lavoro subordinato; ai ragazzi che si sottopongono a infiniti stage che in realtà nascondono un vero e proprio impiego e non daranno loro alcun reale accesso al mercato del lavoro.  
La redazione di  Presadiretta  ha compiuto un enorme lavoro di ricerca per individuare tutti gli stratagemmi messi in atto dai datori di lavoro.  Ci sono, infatti, infiniti modi per sfruttare la disperazione di chi non ha  lavoro.  E molto spesso anche la Pubblica Amministrazione si avvale di questo tipo di contratti capestro. Un’intera generazione  non maturerà mai il diritto alla pensione, o dovrà sopravvivere con pochi spiccioli.
Riccardo Iacona è andato a Barcellona dove la comunità più numerosa di stranieri è composta da molti giovani italiani che sono fuggiti in Spagna per cercare migliori opportunità professionali. Ne è uscito un quadro sconvolgente, un vero proprio  far west normativo che nessuno vuole correggere e che  consente di non pagare,  o sottopagare i dipendenti. Un universo in cui le commesse sono finte stagiste, archeologi e architetti pagano Iva per guadagni da fame, i giovani avvocati possono solo lavorare gratis.
“Generazione sfruttata”  e’ un racconto di  Riccardo Iacona,  Raffaella Pusceddu,  Alessandro Macina e Elena Stramentinoli.

mercoledì 28 settembre 2011

Dubbi amletici su busillis normativi



In queste settimane, dopo la pubblicazione dell'articolo su "Il fatto quotidiano", ci sono arrivate numerose mail, tutte avente per oggetto un dubbio amletico: ma il nuovo regime con tassazione al 5%, vale o no per chi ha tutti i requisiti previsti dalla legge ma più di 35 anni?

Un lettore del blog ha preso in mano la situazione e ha scritto all'Agenzia delle Entrate, e poi a noi. Ecco il testo del post che ha scritto per Iva:

Sono un ingegnere nel regime dei minimi (Finanziaria 2008) da gennaio 2011 e mi occupo di informatica/ elettronica.
Voglio dare qualche informazione. Da tempo seguo le vicende della manovra finanziaria 2011 (scritta solo per fare cassa) per comprendere in quale contesto contributivo andrò a finire nel 2012.
Tramite il canale telematico dell’agenzia delle entrate, ho richiesto un chiarimento, che riporto:

“Testo della richiesta:
Buongiorno, ho bisogno per cortesia di informazioni relative al nuovo regime dei minimi. Ho 37 anni e possiedo la PIVA nel regime dei minimi da gennaio. Vorrei sapere:..1. dal prossimo anno, entrero`nel regime dei nuovi minimi oppure ne usciro`?..2. nell'ipotesi di uscire, in quale regime fiscale saro`
identificato?....Distinti Saluti.

Testo risposta Agenzia delle Entrate:
Gentile Contribuente, in via preliminare, si precisa che questo Servizio di web-mail fornisce assistenza al contribuente in ordine all'applicazione di norme tributarie secondo le istruzioni e i chiarimenti contenuti in Circolari e Risoluzioni dell'Agenzia delle Entrate e non opera alcuna interpretazione che vada al di là del senso strettamente letterale delle disposizioni. In attesa di chiarimenti sul nuovo regime, non possiamo fare altro che ribadire quanto disposto dall'art. 27, c.1, del Dl 98/2011. In particolare, il regime è applicabile anche oltre il quarto periodo di imposta successivo a quello di inizio dell'attività ma non oltre il periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età. La fuoriuscita dal regime comporta la determinazione dell'Irpef e dell'Iva nei modi ordinari. La disciplina normativa di cui sopra è disponibile sul sito www.agenziaentrate.gov.it in Normativa e prassi. Cordiali saluti”

In pratica nemmeno l’ade, è in grado di dare una risposta precisa.
Ho letto l’art. 27 del DL98/2011 e la legge di modifica 15 luglio 2011 n. 111, ma sono ambigue, scritte davvero male.
Pubblico il post augurandomi di poter trovare riscontri, esperienze simili tra Voi.

Ma questa legge, precisamente, che dice, se neanche l'Agenzia delle Entrate se la sente di "interpretarla"?

Il DL 98/2011 (il primo famigerato decreto, risalente a luglio 2011) recita:


 1. Per favorire la  costituzione  di  nuove  imprese  da  parte  di giovani ovvero di coloro  che  perdono  il  lavoro  e,  inoltre,  per favorire  la  costituzione  di  nuove  imprese,  gli  attuali  regimi forfettari  sono  riformati  e  concentrati  in  funzione  di  questi obiettivi. 

Il nuovo regime che dopo descrive non riguarda solo i giovani, dunque, ma chiunque voglia avviare un'impresa (o l'ha avviata dopo il 31/12/2007). Successivamente il Decreto passa ad elencare quali sono i requisiti che bisogna avere per usufruire del nuovo regime: guadagni inferiori a 30.000 euro e così via, ma del limite di età nessuna traccia. Vi è invece un limite temporale: di questo regime non si può usufruire per più di 5 anni.

Arriva agosto, e il decreto viene convertito in legge. E qui, in fretta e furia, si aggiunge una postilla:

il regime è applicabile anche oltre il quarto periodo di imposta successivo a quello di inizio dell'attività ma non oltre il periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età.

Cioè: se hai meno di 35 anni, puoi usufruire del nuovo regime anche per più di 5 anni, fino al 35esimo anno di età. E se hai più di 35 anni? Il limite imposto è da intendersi in assoluto, o solo relativamente al calcolo dei 5 anni di regime agevolato? Secondo la nostra interpretazione, e anche secondo l'esperto del Sole 24 ore, il limite non è assoluto: se hai più di 35 anni, il regime agevolato vale 5 anni da quando hai aperto partita iva con regime dei minimi. Ma anche oltre i 5 anni se hai meno di 35 anni, anzi vale tanti anni fino al 35esimo anno di età. Altrimenti, perchè questa legge dovrebbe favorire chiunque voglia intraprendere attività d'impresa?


Se l'Agenzia delle Entrate però vede margini di interpretazione della norma, non possiamo che rimetterci alla sua posizione ufficiale nel momento in cui verrà emanato un regolamento chiarificatore. E qui sorge un altro dubbio amletico, ancora più inquietante: ma è l'Agenzia delle Entrate che eccede in prudenza (forse perchè conosce i suoi polli), o la legge che manca di logica?

domenica 25 settembre 2011

Commenti ai POST!

Pubblichiamo le risposte ad alcuni commenti che sono arrivati ad IVA, in modo da renderli visibili per tutti:

Iva al 5%

Valeria:
io sono un finto libero professionista pagato ad ore. Il mio capo ha definito un lordo a ora (una super miseria) e poi mi scala la ritenuta del 20%. In tasca quindi mi rimarrà di più da capodanno giusto? Perchè lui sborserà la stessa cifra.
Questa resta comunque una magra consolazione con il terrore degli studi di settore tra tre anni (inviterò anche io il fisco a interrogare il mio capo), e sempre senza malattia, ferie o tutele di alcun tipo. Per non parlare del fatto che ci si sente sviliti come persone ad essere trattati così. Questo va oltre il precariato.


IVA:
Cara Valeria,
Non è assolutamente detto che il tuo capo mantenga il lordo che avevate pattuito, netto+20%. Potrebbe anche proporti di mantenere fisso il netto e pagarti il 5% di ritenuta, dopotutto potrebbe dirti che a te non cambia nulla però lui risparmia un 15% sulla ritenuta.
QUESTA E' UNA COSA CHE NON DEVI ACCETARE!! Se c'è qualcuno che deve usufruire dell'agevolazione QUESTA SEI TU e non chi già usufruisce di una scappatoia per non assumerti. Chiarisci subito la situazione per non trovarti a inizio anno con lo stesso stipendio netto e un panettone con canditi regalato dal tuo capo per ringraziarti di avergli fatto risparmiare parecchie migliaia di euro!
Facci Sapere.



CCNL per gli Studi Professionali

ANONIMO: 
Bla bla bla...sempre tutti bravi a lamentarsi, salvo poi avallare le illegalità accettando questi posti da lavoratori dipendenti sotto forma di false partite IVA...bravi,complimenti...e invece denunciare?

Chiara:
x Anonimo 2:mi sa che anonimo 2 nn conosce il mondo degli studi professionali...Preferiresti stare a casa senza assegno di disoccupazione o aprire una p.iva per cercare di sbarcare il lunario? E se denunci cosa pensi che succeda? che poi ci sia la fila ad assumerti con regolare contratto? ma per favore!Guarda che noi nn abbiamo un sindacato da mandare avanti al posto nostro.Le contrattazioni ce le facciamo da soli e siamo super ricattabili.Evidentemente nn hai mai provato quello che in molti stanno passando in questi anni.Guarda che noi non abbiamo un sindacato da mandare avanti al posto nostro.Le contrattazioni ce le facciamo da soli e siamo super ricattabili. Evidentemente non hai mai provato quello che in molti stanno passando in questi anni.

IVA:
Sicuramente la scelta di "sbarcare il lunario" è leggittima e molto spesso necessaria, ma questa deve essere una scelta provvisoria e contingente, non può diventare la normalità. Le differenze tra "lavoro fisso" e "lavoro precario" si stanno assottigliando e questo sta generando una unificazione delle istanze e delle richieste. Anche i sindacati si stanno svegliando e stanno capendo (sono un pò lenti di comprendonio) che devono occuparsi del popolo delle finte e vere Partita IVA. Ma siamo noi che dobbiamo cominciare a muoverci e capire cosa chiedere, non possiamo affidarci esclusivamente a chi fino ad ora non ha dimostrato di tutelare i nostri Diritti.
Il CCNL per gli Studi Professionali può essere un punto di riferimento per cominciare a chiedere ciò che ci spetta, molto spesso queste richieste sono totalmente ignorate (e allora è meglio non lavorare proprio per chi ci ignora, andrà comunque a finire male), ma a volte chiedere di riconoscere il valore del nostro lavoro può essere preso come sintomo di maturità e consapevolezza, oltre che creare i presupposti per lavorare meglio.

ORDINI PROFESSIONALI

Peppe:
Forse sarebbe anche il caso di fare notare al presidente dell'ordine degli architetti di Roma che sul loro (nostro?) sito vengono pubblicati quotidianamente annunci di nostri "colleghi" che offrono lavoro a neolaureati con partita iva a meno di 1000 euro al mese - quando non è addirittura prevista la figura di "stagista", cioè LAVORI E NON TI PAGO - .

IVA:
Codice Deontologico degli Architetti Italiani - Art. 3
(Lealtà e correttezza)
1. L’Architetto deve svolgere la sua attività con lealtà e correttezza nei confronti
del cliente, dei colleghi e dei terzi a qualunque titolo coinvolti.

Codice Deontologico degli Ingegneri Italiani - Art. 3 sui rapporti con i colleghi
Ogni ingegnere deve improntare i suoi rapporti professionali con i colleghi alla massima lealtà e correttezza, anche allo scopo di affermare una comune cultura ed identità professionale pur nei differenti settori in cui si articola la professione.


Se gli Ordini non saranno disposti a rappresentare tutti i loro iscritti e a lavorare come coordinatori delle istanze, richieste e difficoltà di tutti, vorrà dire che la nostra quota, che versiamo ogni anno, dovrà essere ridotta a 1/3.


sabato 17 settembre 2011

Attenzione!

Attenzione!
Prima di compilare il questionario: contrariamente a quanto scritto sul Fatto Quotidiano nell'articolo pubblicato oggi online (17/09/2011) IVA SEI PARTITA NON SI OCCUPA DI TUTTE le categorie di finti lavoratori autonomi, ma solo di architetti ed ingegneri. Auspichiamo comunque di diventare un sito di riferimento per tutti, ma per ora questo questionario è stato pensato solo per queste due ultime categorie. Se non sei un architetto e un ingegnere e vuoi collaborare, mandaci un 'email per diventare referente delle altre professioni a info@ivaseipartita.it

venerdì 16 settembre 2011

Voglia di Impresa?

Segnaliamo questa manifestazione che si terrà il 28 e 29 settembre a Torino sul ruolo della generazione a Partita Iva e sulle possibilità del lavoro autonomo.


E' importante che chi è di Torino partecipi per poi scrivere  un documento "critico/analitico" da pubblicare su IvaseiPartita sui temi emersi e gli scenari delineati.


28 settembre Auditorium Provincia di Torino - Corso Inghilterra, 7 - Torino
29 settembre Sala Consiglieri Palazzo Cisterna - Via Maria Vittoria, 12 - Torino

(link)

abstract del comunicato:

VOGLIA D’IMPRESA 2011
l’appuntamento dedicato al mondo della neo imprenditoria e a chi vuole mettersi in proprio: Voglia d’Impresa, evento biennale promosso dalla Provincia di Torino. Nel 2011 si affronterà il tema della crescita imprenditoriale e delle variabili che possono condizionarlo e si analizzerà un aspetto emergente nel panorama del lavoro in proprio: la generazione dei lavoratori a Partita Iva, una realtà a cavallo tra microimprenditoria e lavoro autonomo. La manifestazione, inclusa nella “Settimana europea delle Pmi 2011”, prevede l’intervento di rappresentanti delle Istituzioni europee, del Ministero dello Sviluppo economico, del mondo accademico e delle imprese.

giovedì 8 settembre 2011

Formazione continua e assicurazione obbligatoria

Ieri è stato convertito in legge il D.L. del 13 agosto 2011 e le successive modifiche che hanno scandito gli umori di questa estate; si è così passati dall’ipotesi di soppressione degli ordini al riconoscimento del loro indispensabile operato, tutto ciò nello spazio di poche ore.
Quello che ne è uscito, per quanto riguarda le nostre professioni, è un ibrido che abbraccia il liberismo sfrenato ma, dall’altra parte, crea nuove lobby e disparità.

Viene ribadito che l’accesso alla professione è libero, ma dall’altro lato si obbliga il professionista a seguire percorsi di formazione continua e permanenti regolati e riconosciuti dai consigli nazionali degli ordini e istituiti sulla base di organi territoriali.

Bisognerà a questo punto capire come gli ordini organizzeranno e finanzieranno la formazione (il “sospetto” è che i costi ricadranno sul professionista), ma l’assurdo è che la dichiarazione di libertà di esercizio della professione viene contraddetta dall’obbligo unilaterale di conoscenza e formazione e che sia l’ordine stesso a vigilare e a sanzionare il professionista che non provvederà all’aggiornamento.

Ci sembra che, piuttosto che alleggerire il carico del professionista e incoraggiarlo verso un’autonomia professionale, formativa, d’impresa, si stia delineando un percorso obbligato, gestito in totale elusione delle capacità del professionista.

Altro passo importante è quello che riguarda l’obbligo per il professionista di stipulare un’assicurazione a tutela del cliente. Se in via generale si può essere concordi, non si capisce quali siano i requisiti della prestazione che rendano obbligatoria l’assicurazione, né come questi costi possano essere ammortizzati in un mercato che arriva a dei ribassi del 70% sulla parcella del professionista.
Riportiamo le parti che ci interessano dell’art. 3  – Abrogazione delle indebite restrizioni all'accesso e all'esercizio delle professioni e delle attivita' economiche (Comma 5):

Gli ordinamenti professionali dovranno essere riformati entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto per recepire i seguenti principi:

a)   l'accesso alla professione e' libero e il suo esercizio e' fondato e ordinato sull'autonomia e sull'indipendenza di giudizio, intellettuale e tecnica, del professionista.

b)  previsione dell'obbligo per il professionista di seguire percorsi di formazione continua permanente predisposti sulla base di appositi regolamenti emanati dai consigli nazionali… La violazione dell'obbligo di formazione continua determina un illecito disciplinare e come tale e' sanzionato sulla base di quanto stabilito dall'ordinamento professionale che dovra' integrare tale previsione;

c)    la disciplina del tirocinio per l'accesso alla professione deve conformarsi a criteri che garantiscano l'effettivo svolgimento dell'attivita' formativa e il suo adeguamento costante all'esigenza di assicurare il miglior esercizio della professione. Al tirocinante dovra' essere corrisposto un equo compenso di natura indennitaria, commisurato al suo concreto apporto. Al fine di accelerare l'accesso al mondo del lavoro, la durata del tirocinio non potra' essere complessivamente superiore a tre anni e potra' essere svolto, in presenza di una apposita convenzione quadro stipulata fra i Consigli Nazionali e il Ministero dell'Istruzione, Universita' e Ricerca, in concomitanza al corso di studio per il conseguimento della laurea di primo livello o della laurea magistrale o specialistica.

d)    il compenso spettante al professionista e' pattuito per iscritto all'atto del conferimento dell'incarico professionale prendendo come riferimento le tariffe professionali. E' ammessa la pattuizione dei compensi anche in deroga alle tariffe…

e)    a tutela del cliente, il professionista e' tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall'esercizio dell'attivita' professionale. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell'assunzione dell'incarico, gli estremi della polizza stipulata per la responsabilita' professionale e il relativo massimale. Le condizioni generali delle polizze assicurative di cui al presente comma possono essere negoziate, in convenzione con i propri iscritti, dai Consigli Nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti;

f)    gli ordinamenti professionali dovranno prevedere l'istituzione di organi a livello territoriale, diversi da quelli aventi funzioni amministrative, ai quali sono specificamente affidate l'istruzione e la decisione delle questioni disciplinari e di un organo nazionale di disciplina.

Per chi volesse leggere il testo completo della Manovra (link) e delle Modifiche approvate(link) 

lunedì 5 settembre 2011

Finanziaria art.8 - La Partita al ribasso

Lo statuto dei Lavoratori e l'insieme delle leggi sul lavoro sono obsolete e non adeguate alla sempre maggiore richiesta di flessibilità da parte del mercato? Allora quale futuro per il mondo del lavoro e i lavoratori?

A nessuno di questi interrogativi c'è risposta nelle modifiche all'art.8 del Decreto sulla Manovra Finanziaria, che, se saranno convertite in legge, apriranno le porte all'utilizzo "legalizzato" dei Finti Lavoratori Autonomi e dei Finti Contratti a Progetto: vediamo perchè.

Il comma1 offre la possibilità di realizzare accordi, in deroga ai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL), tra sindacati, associazioni di categoria su base territoriale (anche comunale) e aziende: ciò vuol dire una sempre maggiore frammentazione dei contratti di lavoro e una dispersione delle forze sindacali.

Ma c'è di più: il comma2 specifica che gli accordi contemplano anche i contratti di lavoro atipico all'interno delle aziende come: co.co.co, contratti a progetto, partita iva (link), per quanto riguarda le modalità di assunzione e disciplina del rapporto di lavoro, assimilando di fatto il lavoro autonomo o a progetto al lavoro dipendente.

Luciano Gallino su "La Repubblica" di oggi evidenzia che, d'ora in poi, "il sindacato o le associazioni di categoria potranno sottoscrivere contratti che prevedono l'impiego di lavoratori autonomi, quali sono formalmente i collaboratori e le partite iva, come lavoratori dipendenti. Finora, se qualcuno cercava di realizzare simile aberrazione finiva dritto in tribunale. L'art.8 del decreto trasforma l'aberrazione in legge."

Anzichè compiere un percorso di riforma strutturale del lavoro e portare a termine Lo Statuto dei Lavoratori Autonomi (di cui il Ministro Sacconi ha avuto delega dal Governo) si cerca di smontare e rendere inefficaci i diritti dei lavoratori senza prefigurare nessuno scenario alternativo possibile. La strategia è quella della deregolamentazione e dell'esercizio individuale del diritto. 

La modifica all'art. 8 non risponde a quanto l'Unione Europea ci ha chiesto di fare, ovvero di arginare il margine tra il lavoro dipendente e il lavoro precario, nè è inquadrabile all'interno di una strategia a lungo termine per lo sviluppo del Paese; misure come questa puntano evidentemente ad un risultato scontato e di basso profilo, che squalifica i traguardi raggiunti in anni di impegno sociale.

 

venerdì 2 settembre 2011

Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per gli Studi Professionali

Uno dei temi chiave per frenare l’abuso della Partita Iva è quello di ristabilire la capacità contrattuale del lavoratore: ad oggi la Partita Iva viene richiesta, proposta e imposta perché garantisce il minor costo per il datore di lavoro e nessun impegno in termini contrattuali.
Molto spesso dopo uno/due/tre colloqui di lavoro ci viene detto che le condizioni sono queste: partita iva, orario di lavoro prestabilito, disponibilità a straordinari, ferie obbligate, e ci viene comunicata l’entità dello stipendio mensile che verrà pagato dopo l’emissione delle fattura.
In alcuni casi si può aprire una contrattazione, ma nella maggior parte si accetta quello che ci viene proposto pensando che, dopo tutto, è quello che il mercato ci offre.
E’ bene sapere invece che esiste il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per i dipendenti degli studi professionali siglato dalle associazioni di categoria e dai sindacati che offre un punto di riferimento per affrontare una contrattazione. Il CCNL a cui facciamo riferimento è scaduto e si sta lavorando per il rinnovo. Ovviamente il contratto si riferisce ai dipendenti e non ai Finti Lavoratori Autonomi che non godono di nessuna delle tutele previste e devono pagarsi per intero le spese relative alla Cassa di Previdenza, L’Iva, la gestione fiscale ecc…
L’area di appartenenza delle nostre professioni è quella Tecnica, suddivisa in Livelli relativi alle competenze e responsabilità lavorative, in questo caso prendiamo in esame i:


Livello II:  a questo livello appartengono i lavoratori che svolgono mansioni di concetto con specifiche ed elevate capacità tecnico-professionali e/o creative, con autonomia di iniziativa nell'ambito delle direttive generali del titolare dello studio nonché con eventuali responsabilità di uno o più settori dello studio che implichi coordinamento e controllo dell'attività di altri dipendenti quali i progettisti disegnatori.
Livello III: a questo livello appartengono i lavoratori che svolgono mansioni di concetto operativamente autonome che comportino particolari conoscenze ed esperienze tecnico-professionali comunque acquisite, anche con eventuale coordinamento esecutivo dell'attività di altri dipendenti, quali: disegnatori non progettisti con mansioni di rilevamento e/o sviluppo di particolari esecutivi.
Minimi Tabellari in vigore dal 01/05/2008 (link)
Livello II – 1523,93€ mensili
Livello IIIs – 1428,84€ mensili
Per quanto riguarda il contratto di apprendistato il minimo è di €1137,10 per un periodo non superiore ai 24mesi.

Per quanto riguarda gli straordinari il CCNL stabilisce che questi vengano retribuiti:
15% in più per le ore di lavoro eccedenti gli orari di lavoro settimanali
30% per le ore di lavoro straordinario prestate nei giorni festivi.
30% per le ore di lavoro prestate la notte, intendendosi per tali quelle effettuate dalle ore 22
alle ore 6 del mattino, sempre che non si tratti di turni regolari di servizio
50% nel caso di lavoro straordinario notturno festivo.

Da questa breve analisi è chiaro che la gran parte delle offerte di lavoro che ci vengono fatte sono ben al di sotto di quanto stabilito dal CCNL. Risulta paradossale che un lavoratore a Partita Iva debba essere retribuito meno di un dipendente e che questa situazione passi sotto silenzio.

Iva sei Partita si sta occupando della vicenda dl rinnovo del CCNL per gli studi professionali; l’obbiettivo è quello di inserire nel documento anche i lavoratori a Partita Iva.
Questo sarebbe già un piccolo/grande traguardo, perché fino a quando l’utilizzo della Finta Partita Iva sarà così conveniente rispetto ai contratti a tempo determinato/indeterminato, i controlli degli ispettori del lavoro inadeguati, le vertenze osteggiate, si continuerà a far pagare alla parte più debole, ma più giovane, preparata e creativa del paese il prezzo di una crisi, economica e sociale, che ha costruito qualcun altro.