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giovedì 8 settembre 2011

Formazione continua e assicurazione obbligatoria

Ieri è stato convertito in legge il D.L. del 13 agosto 2011 e le successive modifiche che hanno scandito gli umori di questa estate; si è così passati dall’ipotesi di soppressione degli ordini al riconoscimento del loro indispensabile operato, tutto ciò nello spazio di poche ore.
Quello che ne è uscito, per quanto riguarda le nostre professioni, è un ibrido che abbraccia il liberismo sfrenato ma, dall’altra parte, crea nuove lobby e disparità.

Viene ribadito che l’accesso alla professione è libero, ma dall’altro lato si obbliga il professionista a seguire percorsi di formazione continua e permanenti regolati e riconosciuti dai consigli nazionali degli ordini e istituiti sulla base di organi territoriali.

Bisognerà a questo punto capire come gli ordini organizzeranno e finanzieranno la formazione (il “sospetto” è che i costi ricadranno sul professionista), ma l’assurdo è che la dichiarazione di libertà di esercizio della professione viene contraddetta dall’obbligo unilaterale di conoscenza e formazione e che sia l’ordine stesso a vigilare e a sanzionare il professionista che non provvederà all’aggiornamento.

Ci sembra che, piuttosto che alleggerire il carico del professionista e incoraggiarlo verso un’autonomia professionale, formativa, d’impresa, si stia delineando un percorso obbligato, gestito in totale elusione delle capacità del professionista.

Altro passo importante è quello che riguarda l’obbligo per il professionista di stipulare un’assicurazione a tutela del cliente. Se in via generale si può essere concordi, non si capisce quali siano i requisiti della prestazione che rendano obbligatoria l’assicurazione, né come questi costi possano essere ammortizzati in un mercato che arriva a dei ribassi del 70% sulla parcella del professionista.
Riportiamo le parti che ci interessano dell’art. 3  – Abrogazione delle indebite restrizioni all'accesso e all'esercizio delle professioni e delle attivita' economiche (Comma 5):

Gli ordinamenti professionali dovranno essere riformati entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto per recepire i seguenti principi:

a)   l'accesso alla professione e' libero e il suo esercizio e' fondato e ordinato sull'autonomia e sull'indipendenza di giudizio, intellettuale e tecnica, del professionista.

b)  previsione dell'obbligo per il professionista di seguire percorsi di formazione continua permanente predisposti sulla base di appositi regolamenti emanati dai consigli nazionali… La violazione dell'obbligo di formazione continua determina un illecito disciplinare e come tale e' sanzionato sulla base di quanto stabilito dall'ordinamento professionale che dovra' integrare tale previsione;

c)    la disciplina del tirocinio per l'accesso alla professione deve conformarsi a criteri che garantiscano l'effettivo svolgimento dell'attivita' formativa e il suo adeguamento costante all'esigenza di assicurare il miglior esercizio della professione. Al tirocinante dovra' essere corrisposto un equo compenso di natura indennitaria, commisurato al suo concreto apporto. Al fine di accelerare l'accesso al mondo del lavoro, la durata del tirocinio non potra' essere complessivamente superiore a tre anni e potra' essere svolto, in presenza di una apposita convenzione quadro stipulata fra i Consigli Nazionali e il Ministero dell'Istruzione, Universita' e Ricerca, in concomitanza al corso di studio per il conseguimento della laurea di primo livello o della laurea magistrale o specialistica.

d)    il compenso spettante al professionista e' pattuito per iscritto all'atto del conferimento dell'incarico professionale prendendo come riferimento le tariffe professionali. E' ammessa la pattuizione dei compensi anche in deroga alle tariffe…

e)    a tutela del cliente, il professionista e' tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall'esercizio dell'attivita' professionale. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell'assunzione dell'incarico, gli estremi della polizza stipulata per la responsabilita' professionale e il relativo massimale. Le condizioni generali delle polizze assicurative di cui al presente comma possono essere negoziate, in convenzione con i propri iscritti, dai Consigli Nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti;

f)    gli ordinamenti professionali dovranno prevedere l'istituzione di organi a livello territoriale, diversi da quelli aventi funzioni amministrative, ai quali sono specificamente affidate l'istruzione e la decisione delle questioni disciplinari e di un organo nazionale di disciplina.

Per chi volesse leggere il testo completo della Manovra (link) e delle Modifiche approvate(link) 

2 commenti:

  1. Trovo la situazione sempre più preoccupante...

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  2. Questo è un altro bel regalo che questo Governo ci sta facendo.
    Quanti Architetti hanno effettivamente necessità di avere un'assicurazione se non firmano alcun chè.
    Inoltre si prevede che è "[...] Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell'assunzione dell'incarico, gli estremi della polizza stipulata per la responsabilita' professionale e il relativo massimale. [...]
    A quel punto però io voglio vedere l'estratto conto del Cliente per vedere se avrà i soldi necessari a pagarmi la parcella ed i lavori che gli sto progettando.
    Oltre al costo dell'assicurazione non teniamo conto poi del fatto che, se il Cliente non dovesse pagare, mi devo rivolgere anche all'Avvocato.
    Alè costi ...
    Cosa ci rimane in tasca?

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