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venerdì 16 settembre 2011

Voglia di Impresa?

Segnaliamo questa manifestazione che si terrà il 28 e 29 settembre a Torino sul ruolo della generazione a Partita Iva e sulle possibilità del lavoro autonomo.


E' importante che chi è di Torino partecipi per poi scrivere  un documento "critico/analitico" da pubblicare su IvaseiPartita sui temi emersi e gli scenari delineati.


28 settembre Auditorium Provincia di Torino - Corso Inghilterra, 7 - Torino
29 settembre Sala Consiglieri Palazzo Cisterna - Via Maria Vittoria, 12 - Torino

(link)

abstract del comunicato:

VOGLIA D’IMPRESA 2011
l’appuntamento dedicato al mondo della neo imprenditoria e a chi vuole mettersi in proprio: Voglia d’Impresa, evento biennale promosso dalla Provincia di Torino. Nel 2011 si affronterà il tema della crescita imprenditoriale e delle variabili che possono condizionarlo e si analizzerà un aspetto emergente nel panorama del lavoro in proprio: la generazione dei lavoratori a Partita Iva, una realtà a cavallo tra microimprenditoria e lavoro autonomo. La manifestazione, inclusa nella “Settimana europea delle Pmi 2011”, prevede l’intervento di rappresentanti delle Istituzioni europee, del Ministero dello Sviluppo economico, del mondo accademico e delle imprese.

4 commenti:

  1. Grazie per averne parlato e grazie anche al fatto quotidiano che ha pubblicato oggi un articolo sugli ex minimi. Anche io, ingegnere, rientravo in questo regime che tutto sommato mi permetteva ancora di vivere e sognare qualcosa di meglio. Oggi e' arrivato questo ennesimo schiaffo da questo stato. Ebbene, questa volta non mi arrabbio. Questa volta mando, mi si passi il termine, affanculo questo paese. La vita e' una sola, non voglio piu' sprecarla qua in un paese che fino ad oggi mi ha trattato come un soggetto sacrificabile a vantaggio dei tanti soliti noti parassiti.
    Sono dell'idea che questo paese sia retto solo da una piccola percentuale di persone che fanno sacrifici sostenendo anche i tanti, troppi parassiti che lo abitano. E' ora che i parassiti inizino ad essere indipendenti ... sarebbe bello se questa piccola percentuale di persone oneste, lavoratrici che hanno magari voglia di crescere e migliorarsi se ne andasse in un paese che sicuramente li apprezzerebbe di piu' lasciando nel contempo morire tutta la feccia che c'e' in italia. Perche' perdere tempo a protestare quando la fuori c'e' un mondo migliore che ci aspetta? Pensate veramente di riuscire ad ottenere qualcosa? Questo non e' un paese libero. Cosa pretendete da un paese al degrado in cui ormai la fa da padrone l'ignoranza, il menefreghismo e il parassitismo?

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  2. Troppo buonismo.
    Bisogna estrarre l'ascia di guerra , non paghiamo tutti d'accordo, tutti per uno ,uno per tutti.

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  3. questo paese ha preso la direzione che voleva (inconsapevolmente). Estrarre l'ascia non servira' a nulla. L'unica cura per questo paese e' il totale fallimento... solo da li', ricostruendo tutto da zero, forse si riuscira' ad ottenere qualcosa di buono. Da parte mia sono stanco, ho 32 anni, il tempo che mi resta da vivere me lo voglio "godere" in un paese piu' a persona d'uomo e non a misura di parassita/truffatore/ignorante/etc.
    I miei figli non nasceranno in italia, non voglio dargli gia' dalla nascita un peso che dovranno portarsi dietro per tutta la vita: la cittadinanza italiana.

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  4. Ho piu' di 35 anni e anche io ho aperto la PIVA a Gennaio. Se il Fatto quotidiano non avesse pubblicato l'articolo del 17/09/2011, non avrei mai trovato questo sito di informazione.
    Ho letto gli articoli qui pubblicati: sono molto importanti e informativi, soprattutto, perchè mettono in evidenza ciò che le "manovre economiche" di questo stato intendono realizzare: + divisione sociale, + pressione fiscale e meno libertà. Occorre organizzarsi, farsi sentire, almeno provarci e fare presto. Organizziamo un incontro con il governo e con i funzionari del ministero dello sviluppo, lavoro e con l'opposizione parlamentare, con le testate giornalistiche. Occorre resistere e non demordere. Al governo, occorre fargli prendere l'impegno di aggiornare le condizioni dell'articolo 27 del dl 98, partendo da:
    1. cancellare studi di settore dal regime dei minimi
    2. non applicare l'iva
    3. non applicare l'IRPEF + addizionali regionali e comunali.

    Sono misure che eviteranno a me, ma credo anche a molti altri, di chiudere l'attività e a questo stato di incassare di meno.

    Vorrei segnalare anche un altro sito, col quale forse IvaSeiPartita, potrà attuare qualche tipo di collaborazione e sinergia.

    http://www.actainrete.it/
    Francesco

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