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sabato 15 ottobre 2011

Cronaca di uno scontro annunciato

Ore 14.00 in piazza della Repubblica, c'è molta gente, molto diversa tra loro, ognuno si riconosce per la volontà di cambiare e esserci. Essere indignados, non è solo manifestare la propria rabbia, ma anche pensare a come costruire un'alternativa. "Indignarsi non basta" recita più di un cartello ed è questo lo spirito in cui si riconoscono i molti che iniziano il corteo verso piazza san Giovanni.
Un corteo eterogeneo e generico che reclama: lavoro, casa, giustizia, libertà, identità, un corteo che si sfalda e si ricompone negli episodi di caos provocati da più gruppi di incappucciati riuscendo a trasformare un'occasione di identità sociale in un puerile fatto di cronaca che tra qualche giorno sarà dimenticato.










































1 commento:

  1. Noi comunque resistiamo. Non dobbiamo piegare al volere di chi ci vuol togliere la forza di reagire, di cambiare le nostre vite e questo paese. Siamo noi che dobbiamo spaventare: con la forza della ragione, della consapevolezza e la voglia di vivere in mondo migliore. Diventiamo i protagonisti del nostro tempo attraverso azioni condivise e condivisibilie e non ci limitiamo all'inutile polemica! Giulia Romana Calvino

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