1400 persone hanno sottoscritto la nostra lettera agli Ordini Professionali: leggila qui!

martedì 29 novembre 2011

¡Aquí hay tomate!

Iva visita il Donut...ovvero l'edificio Mirador di MVRDV


E così anche la trasferta spagnola è andata!

Come sapete, il 25,26 e 27 novembre a Madrid c'è stato il primo congresso del Sindacato degli Architetti Spagnolo (Sarq), a cui anche Iva sei partita ha partecipato.

Le tre giornate erano così organizzate:

- venerdì: presentazione del congresso e breve conferenza durante cui, tra l'altro, sono stati illustrati i risultati del questionario sulla situazione lavorativa degli architetti in Spagna (iniziativa che ha ispirato la nostra...a proposito, se non avete ancora compilato il questionario potete farlo a questo link!)..poi aperitivo e fiesta!

- sabato: la giornata ha visto il succedersi di varie tavole rotonde: una prima tavola in cui si è data una visione generale della situazione economica e della crisi, con l'intervento di diverse figure (un politologo, un'economista, un immobiliarista etc.); una seconda conferenza su quale possa essere il ruolo dell'architetto oggi; infine interessanti contributi sulle cooperative, una forma di associazione impresariale che gli architetti considerano molto poco.

- domenica: riunione per gli iscritti con votazione dello statuto.

domenica 20 novembre 2011

Deontologia a TARGHE ALTERNE

Vi dicono qualcosa i nomi di Diego Anemone, dell'ex Ministro dello sviluppo economico Cladio Scajola e dell'architetto Angelo Zampolini?

No? Vi rinfreschiamo la memoria.

Solitamente IvaSeiPartita non ama alimentare polemiche, ma in questo caso facciamo un'eccezione per il caso dell'architetto Angelo Zampolini che pur avendo patteggiato una pena di 11mesi di reclusione per favoreggiamento, non ha ricevuto neanche un richiamo dall'Ordine degli Architetti di Roma e Provincia.

Assieme ad amate l'architettura ed a professionisti liberi abbiamo segnalato questa "anomalia" al Fatto Quotidiano affinchè l'Ordine di Roma chiarisca la sua posizione e ci spieghi i motivi del mancato intervento.

L'Ordine salva l'architetto della "Cricca"
sul Fatto quotidiano di Sabato 20 novembre
di Luigi Franco

venerdì 18 novembre 2011

Iva in streaming!

Cari Ivi vicini e lontani,
ma soprattutto lontani. Se domani non potrete essere con noi all'Assemblea Nazionale all'Alpheus di Roma, potrete seguirci a questo link:


Qualora quella pila di vestiti da stirare fosse proprio improcrastinabile, indubbiamente teniamo più compagnia di una puntata di Sereno Variabile!Quindi niente scuse: anche in streaming, partecipate!



martedì 15 novembre 2011

Quattro ricette facili facili contro le finte partite iva



Ecco il documento che porteremo sabato 19 novembre e domenica 20 all'Assemblea del comitato Il nostro tempo è adesso (dalle 13 all'Alpheus, via del Commercio 36, Roma). Si tratta di un documento aperto, da arricchire e modificare con l'apporto di tutti. Vi aspettiamo!


L’Italia è il secondo paese in Europa dopo la Grecia per numero di partite iva: sono in tutto circa 9 milioni. Dietro l’apparenza di un’economia dinamica fatta di piccoli imprenditori si cela in realtà un gran numero di forme di lavoro in elusione: finte partite iva, cioè lavoratori dipendenti senza diritti e tutele.

Perché questo fenomeno è tanto diffuso?

Assumendo tramite partita iva il datore di lavoro:

-         Risparmia circa il 50% sul costo del lavoro in termini fiscali
-         Non deve fare riferimento alla Contrattazione Collettiva Nazionale per determinare la retribuzione
-         Può licenziare in qualunque momento
-         Può ritardare o rifiutare il pagamento in quanto non c’è nessuna legge che lo obbliga a una contrattazione scritta.
-         Ha un corpo di lavoratori poco coesi e facilmente ricattabili che non hanno diritto di sciopero e non hanno rappresentanza sindacale

Il finto lavoratore autonomo:

-         Deve pagare autonomamente la propria previdenza e gestione fiscale
-         Non accede al welfare (maternità, sussidi di disoccupazione etc.) , in quanto è formalmente un piccolo imprenditore
-         Non ha ferie e malattie pagate
-         Non ha continuità di reddito e possibilità di accedere al credito
-         Spesso riceve una remunerazione inferiore alle proprie competenze in quanto non ha potere contrattuale.


Cosa può fare il finto lavoratore autonomo per sfuggire a questa situazione?

Lo Stato riconosce come illegali tali forme di contrattazione che mascherano un rapporto di lavoro subordinato. Di fatto, i controlli sono inesistenti e l’attività di contrasto è affidata all’iniziativa del lavoratore, che può promuovere una vertenza contro i propri datori di lavoro.
Nella realtà, è facile eludere le leggi così come sono formulate attualmente, anzi, molte delle ultime riforme del lavoro sembrano andare proprio in questa direzione: una tacita agevolazione al proliferare delle finte partite iva per abbassare i costi del lavoro.
Per di più, in alcuni settori del mondo del lavoro – per esempio le professioni intellettuali – il mercato non propone altro: il finto lavoratore autonomo si ritrova a fare i conti con una realtà in cui, da un lato, sa che difficilmente troverà un lavoro dipendente regolarmente inquadrato come tale, dall’altro, sente che lo Stato condanna a parole il fenomeno, ma consente nei fatti che esso proliferi sotto gli occhi di tutti, come se fosse normale.

Quindi:

lunedì 14 novembre 2011

Liberiamoci dalla precarietà!


Che fate questo fine settimana?


Iva va all' Alpheus  (via del Commercio 36) a Roma, per la prima assemblea nazionale del comitato "Il nostro tempo è adesso", già organizzatore della prima manifestazione dei precari del 9 aprile 2011.


Sabato 19 e domenica 20 novembre avremo uno stand tutto nostro dove potremo incontrarci, e parteciperemo ai workshop per formulare un documento finale da presentare alle istituzioni, con le nostre istanze, ma anche, e soprattutto, con le nostre proposte.


Due giorni per lavorare insieme e costruire un'alternativa! Vi aspettiamo sabato e domenica!


(non valgono scuse come: ho una pila di vestiti da stirare e lo posso fare solo il sabato e la domenica, devo andare a Cattolica per un rave di liscio, e meno che mai ho una consegna per cui per altro non verrò pagato neanche un euro di più...venite stropicciati, in tutù, squattrinati, non ci formalizziamo!)


Questo il programma:



Sabato 19 Novembre

ore 13:00
 Sincronizziamo gli orologi

ore 13:30
 Le reti si presentano: chi siamo

ore 14:00
 Assemblea plenaria: inizia il countdown

ore 14:30
 A proposito di numeri. La crisi spiegata da Carlo de Gregorio, ricercatore ISTAT

ore 14:45
 Il decalogo

ore 16:00
 La bufala del secolo - Francesca Fornario intervista i "Garantiti"

ore 16:30
 Workshop paralleli: il futuro non è ancora stato scritto
- Lavoro stabile contratto stabile
- Continuità di reddito
- Diritti al futuro (Pensione, maternità/paternità,malattia)
- Formazione continua..e garantita!
- Questa è la mia casa, la casa dov'è!

ore 19:00
 Aperitivo c/o Rising Love - Via delle Conce, 14
Domenica 20 novembre

ore 10:00
 Assemblea plenaria: report dei workshop

ore 11:00 Assemblea plenaria: fuori dalla precarietà alla velocità della luce

ore 12:00 Ci colleghiamo con il laboratorio politico la Fonderia-Oxford

ore 15:00 Conclusioni

A breve saranno disponibili altri aggiornamenti sul programma!

venerdì 4 novembre 2011

Flexsecurity

In questi giorni è riemerso il dibattito sulla riforma della legislazione del lavoro e da più parti si è ricominciato a parlare di "contratto unico", "flessibilità in uscita", "Modello danese", "Flexisicurezza".
Cerchiamo di fare un pò di chiarezza.
La proposta del sen. Pietro Ichino, di cui abbiamo già parlato in un post precedente, parte da alcuni assunti molto chiari:

1) Il mercato non è più in grado di garantire una stabilità e continuità lavorativa, ma per adeguarsi agli assestamenti e oscillazioni ha bisogno di semplificazione legislativa e flessibilità nella gestione della forza lavoro.

2) I lavoratori non possono sostenere da soli il peso della precarietà, ma devono essere garantiti nel welfare e nella possibilità di accedere a una formazione continua e un reiserimento nel mondo del lavoro.

La proposta riguarda:

1) semplificazione della normativa che da 1570 pagine passa a 70 articoli

2) l'abolizione delle svariate forme di contratto per sostituirle con un unico contratto a tempo indeterminato anche per i lavoratori autonomi che traggano più di 2/3 del proprio reddito di lavoro complessivo dal rapporto con una determinata azienda,

salvo che:
- la sua retribuzione annua lorda superi i 40.000 euro
- il prestatore sia iscritto a un ordine incompatibile con la posizione di lavoratore dipendente.

Come funziona il licenziamento?
Il datore di lavoro può licenziare per un motivo oggettivo e non discriminatorio.
Al lavoratore viene garantita un'indennità di disoccupazione (oltre all'iscrizione a un'agenzia per il ricollocamento) pari al 90% dello stipendio per il 1° anno e dell'80% e del 70% nel 2° e 3° anno, il costo dell'indennità è assunto per la maggior quota dallo Stato per il 1°anno, mentre per gli anni successivi la quota maggiore viene assunta dal datore di lavoro che in questo caso avrà maggiori incentivi a reinserire il lavoratore.

Le questioni aperte sono:

La proposta di legge riguarda le sole aziende con più di 15 dipendenti?
L'assunzione farà riferimento ai Contratti Collettivi di Lavoro?
La posizione di incompatibilità tra lavoro dipendente e iscrizione all'ordine quali figure professionali riguarda?
Come funzioneranno le agenzie per il ricollocamento e da quali soggetti saranno gestite?