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martedì 29 novembre 2011

¡Aquí hay tomate!

Iva visita il Donut...ovvero l'edificio Mirador di MVRDV


E così anche la trasferta spagnola è andata!

Come sapete, il 25,26 e 27 novembre a Madrid c'è stato il primo congresso del Sindacato degli Architetti Spagnolo (Sarq), a cui anche Iva sei partita ha partecipato.

Le tre giornate erano così organizzate:

- venerdì: presentazione del congresso e breve conferenza durante cui, tra l'altro, sono stati illustrati i risultati del questionario sulla situazione lavorativa degli architetti in Spagna (iniziativa che ha ispirato la nostra...a proposito, se non avete ancora compilato il questionario potete farlo a questo link!)..poi aperitivo e fiesta!

- sabato: la giornata ha visto il succedersi di varie tavole rotonde: una prima tavola in cui si è data una visione generale della situazione economica e della crisi, con l'intervento di diverse figure (un politologo, un'economista, un immobiliarista etc.); una seconda conferenza su quale possa essere il ruolo dell'architetto oggi; infine interessanti contributi sulle cooperative, una forma di associazione impresariale che gli architetti considerano molto poco.

- domenica: riunione per gli iscritti con votazione dello statuto.

Oltre a un bel po' di caňas e croquetas, siamo tornati a Roma con molti spunti di riflessione su cui lavorare nei prossimi mesi:

- intanto, ci è piaciuto molto l'approccio del sindacato spagnolo: un sindacato formato da persone giovani, che fanno questo perchè ci credono, a titolo totalmente gratuito, che prova a comprendere la situazione nella sua complessità, ad apportare un contributo creativo e a proporre soluzioni (vedi la conferenza sulle cooperative)...Il compito non è semplice, perchè la nostra categoria è individualista e la nostra generazione pigra...e non solo in Spagna!!(svegliamoci!) 

- il tema delle cooperative è da affrontare anche qui in Italia: mentre  sul web appaiono annunci di lavoro deliranti pubblicati dallo stesso Ordine degli architetti (leggete quello datato 28/11 qui...sfruttamento 2.0 ci riferisce un Ivo di Milano), la forma cooperativa potrebbe essere una buona opzione da studiare per verificarne la percorribilità. Siete tutti ufficialmente invitati a mandarci i vostri contributi e a metterli a disposizione dei lettori! Se non avete la più pallida idea di cosa sia una cooperativa, datevi un'infarinatura qui.

- la situazione spagnola è un po' diversa da quella italiana: la Spagna sta attraversando una crisi durissima da 4 anni, con percentuali di disoccupazione elevate, mentre i sussidi per chi ha perso il lavoro all'inizio della crisi stanno finendo; a questo si aggiunge che la precedente crescita economica era drogata da investimenti nel settore edilizio totalmente slegati dalla realtà: in Spagna negli ultimi 10 anni si è costruito più che in qualsiasi altro Paese d'Europa, e l'influenza della crisi dei mutui subprime qui è stata più forte. Per questi motivi, oggi per un architetto è difficilissimo trovare lavoro: il territorio è saturo, non c'è praticamente spazio per costruire, e soprattutto acquirenti a cui vendere.
In Italia la situazione è "meno" drammatica per quanto riguarda l'offerta di lavoro, ma più pesante per il numero di laureati in materie attinenti all'architettura: siamo il Paese in Europa col più alto numero di architetti (150.000), e poi ingegneri edili e geometri. 

Quale ruolo, dunque, per l'architetto, oggi?

La strada che tracciavano al congresso era chiaramente quella del recupero degli edifici, dove la bioclimatica diventa la nuova tecnica del XXI secolo, come il vetro e l'acciaio lo sono stati nel XIX secolo. 

A un livello ancora più profondo,  ci è sembrato di cogliere un filo conduttore all'interno di tutte le conferenze: uno smarrimento causato da una crisi davanti alla quale ci si sente impotenti, la sensazione che questo sistema economico, crollando, sveli che quello che davvero abbiamo smarrito negli ultimi 20 anni è il senso del vivere in società e del bene comune, il timore perché quello che ci chiedono di fare, per salvarci, è distruggere anche quei pochi fragili paletti messi a difesa della collettività. Senza pretendere che l'architettura salvi il mondo, quello che ci è sembrato di cogliere tra i conferenzieri, soprattutto i non-architetti, è stata questa richiesta: dobbiamo difendere e ricostruire pezzo per pezzo il senso della società, e per fare questo il ruolo dell'architetto è fondamentale.




Un grazie speciale a Daniele e Daniela che abbiamo conosciuto tramite il sito di Iva e ci hanno accolto e fatto intervenire all'interno del congresso.

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