1400 persone hanno sottoscritto la nostra lettera agli Ordini Professionali: leggila qui!

giovedì 22 dicembre 2011

Regime dei super minimi 2012 - dubbi e chiarimenti



L'anno sta per finire, e molti di noi si stanno chiedendo: ma tra 10 giorni, che tipo di fattura dovrò emettere? Rientro o no nel nuovo regime dei super-minimi, quello famigerato con l'imposta complessiva al 5%?

Chiariamo innanzitutto che l'Agenzia delle Entrate non ha ancora emanato tutte le attese circolari esplicative sulla manovra di quest'estate (qui il testo) che ha introdotto le novità sul regime dei minimi, per cui le informazioni contenute in questo post sono tratte dalla stampa specialistica (principalmente Il Sole 24 ore) e dai chiarimenti che ci hanno fornito i nostri commercialisti e gli utenti del blog...siete caldamente invitati a contribuire alla messa in rete delle conoscenze!

Ecco i dubbi più frequenti a cui tentiamo di dare un chiarimento, punto per punto:


mercoledì 14 dicembre 2011

Ordini Professionali e Deontologia (?)

Per fare chiarezza sulla questione sollevata dall’articolo uscito sul Fatto Quotidiano il 19 novembre “L’Ordine salva l’architetto della cricca”, in cui si trattava il caso dell’architetto Angelo Zampolini, (accusato di favoreggiamento per l’inchiesta sugli appalti dei Grandi Eventi dei Mondiali di Nuoto 2009, accusa patteggiata il 19 maggio scorso con una pena di 11 mesi, pena sospesa)  ivaseipartita ha intervistato l’arch. Andrea Bruschi, consigliere della commissione deontologica dell’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia.
Gentile architetto, prima di tutto vogliamo ringraziarla per la sua disponibilità a far luce su una vicenda complessa che però può aiutarci a comprendere quali siano le procedure che la commissione deontologica da lei presieduta mette in atto per garantire “la tutela della dignità e del decoro della professione” come espresso dall’art.1 del codice deontologico.

1.     L’ art.43 del R.D. 23 ottobre 1925, n. 2537 cita “il consiglio dell’ordine è chiamato a reprimere, d'ufficio o su ricorso delle parti, ovvero su richiesta del pubblico ministero, gli abusi e le mancanze che gli iscritti abbiano commesso nell'esercizio della loro professione.” e nel successivo art.44 “Il presidente assumendo le informazioni che stimerà opportune, verifica i fatti che formano oggetto dell'imputazione. Udito l'incolpato, su rapporto del presidente, il consiglio decide se vi sia motivo a giudizio disciplinare.” Dalla lettura degli art.44 e 45 appare che il Consiglio dell’Ordine sia dotato di una certa autonomia in merito alle questioni sanzionatorie, può spiegarci fin dove arriva il suo campo di azione e quali sono i limiti che ostacolano l’esercizio dell’ autogoverno?

La Commissione deontologica esamina i procedimenti sulla scorta delle testimonianze dei danneggiati e delle memorie degli incolpati, anche facendo ricorso, come cita l’art. 44, ad audizioni. Queste avvengono sia in Commissione deontologica che in Consiglio. Quest’ultimo, una volta chiarite le vicende con l’ausilio della necessaria documentazione, stabilisce autonomamente le sanzioni da comminare. L’istruttoria è comunque piuttosto lunga in quanto è necessario ricevere le memorie degli accusati, ascoltarli in audizione e, solo quando il Consiglio stabilisce di procedere con la citazione, riascoltarli nuovamente in giudizio per poi decidere l’eventuale pena. Questa procedura, fra le convocazioni, le audizioni ecc. richiede un notevole lasso di tempo.

domenica 11 dicembre 2011

L' amico della «cricca» nella nuova Tor Vergata


di Gian Antonio Stella - Corriere della Sera 7 dicembre 2011


Due progetti milionari affidati dall'università all'architetto Angelo Zampolini


A pensar male si fa peccato, diceva Andreotti, ma spesso si indovina. Alcuni docenti dell' università di Tor Vergata si chiedono dunque: come mai sulle recinzioni del cantiere del nuovo rettorato «non è presente nessun cartello» e «tutto procede nell' anonimato»? Che sia perché, suggeriscono, mette imbarazzo il nome del progettista? Domanda maliziosa: l' autore del progetto del nuovo «cuore» dell' Ateneo da 98 milioni e 800 mila euro, approvato dal CdA il 28 Ottobre 2009, è infatti Angelo Zampolini, l' architetto della «cricca» legata al costruttore Diego Anemone (leggi)

giovedì 1 dicembre 2011

150k Architetti

Pubblichiamo molto volentieri il documento inviatoci da Amate l'architettura per mobilitare gli architetti a un'assemblea sui temi della professione, a cui senz'altro parteciperemo portando le nostre istanze e le conoscenze che abbiamo acquisito in questi mesi di vita di Iva, anche e soprattutto grazie alle vostre mail e ai questionari, l'unico tentativo in Italia di dare qualche numero sulle situazioni lavorative degli architetti e degli ingegneri finti autonomi. Un documento con 10 domande che, nella loro semplicità, evidenziano tutta la follia del sistema in cui viviamo, e ci fanno capire che è ora di agire.


Per porre l’attenzione sulla insostenibile condizione professionale degli architetti in Italia, e promuovere una mobilitazione allargata a tutti i professionisti convinti del bisogno di una maggiore qualità architettonica nel processo di trasformazione del territorio, il Movimento “Amate l’Architettura”ha formulato 10 Domande per “CAMBIARE”:

1) PERCHE’ solo in Italia è diventato impossibile esercitare dignitosamente la professione dell'architetto nel rispetto di quanto stabilito dagli artt. 4 e 36 della nostra Costituzione?
2) PERCHE’ solo in Italia si è raggiunto il numero incredibile di circa 150.000 architetti, pari a quasi un terzo di tutti gli architetti europei?
3) PERCHE’ solo in Italia ci sono figure professionali che, nonostante l’esistenza di leggi e sentenze che definiscono le loro competenze, continuano a svolgere impunemente attività riservate solo all’architetto e all’ingegnere?
4) PERCHE’ si permette ai Professori universitari a tempo pieno e addirittura ad interi Dipartimenti delle università italiane di esercitare attività riservate alla libera professione, contravvenendo alle leggi vigenti?
5) PERCHE’ si è voluta creare ed immettere su un mercato del lavoro già saturo e caotico, la figura dell'Architetto Junior senza definirne precise competenze e professionalità?
6) PERCHE’ si accetta che neolaureati e giovani architetti “a partita IVA” lavorino negli studi professionali in condizioni di dipendenza senza alcuna tutela.
7) PERCHE’ la nostra cassa previdenziale (Inarcassa) non trova un modo per sostenere quei tanti professionisti che, senza reddito per mancanza di lavoro, sono comunque obbligati a versare un pesante contributo pensionistico?
8) PERCHE’ solo in Italia il pagamento delle parcelle professionali degli architetti non ha alcuna tutela?
9) PERCHE’ solo in Italia gli incarichi professionali, soprattutto per le opere pubbliche, sono assegnati al massimo ribasso, ledendo la dignità professionale e contribuendo a ridurre la qualità del Progetto, dell’Architettura e dei Servizi affidati?
10) PERCHE’ gli Ordini professionali, il CNA e i Sindacati, oltre alle esternazioni di facciata a mezzo stampa, nulla di concreto hanno mai conseguito in termini di tutela della dignità, della professionalità e del diritto al lavoro degli architetti e quindi oggi qual è il loro ruolo e la loro funzione?