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giovedì 1 dicembre 2011

150k Architetti

Pubblichiamo molto volentieri il documento inviatoci da Amate l'architettura per mobilitare gli architetti a un'assemblea sui temi della professione, a cui senz'altro parteciperemo portando le nostre istanze e le conoscenze che abbiamo acquisito in questi mesi di vita di Iva, anche e soprattutto grazie alle vostre mail e ai questionari, l'unico tentativo in Italia di dare qualche numero sulle situazioni lavorative degli architetti e degli ingegneri finti autonomi. Un documento con 10 domande che, nella loro semplicità, evidenziano tutta la follia del sistema in cui viviamo, e ci fanno capire che è ora di agire.


Per porre l’attenzione sulla insostenibile condizione professionale degli architetti in Italia, e promuovere una mobilitazione allargata a tutti i professionisti convinti del bisogno di una maggiore qualità architettonica nel processo di trasformazione del territorio, il Movimento “Amate l’Architettura”ha formulato 10 Domande per “CAMBIARE”:

1) PERCHE’ solo in Italia è diventato impossibile esercitare dignitosamente la professione dell'architetto nel rispetto di quanto stabilito dagli artt. 4 e 36 della nostra Costituzione?
2) PERCHE’ solo in Italia si è raggiunto il numero incredibile di circa 150.000 architetti, pari a quasi un terzo di tutti gli architetti europei?
3) PERCHE’ solo in Italia ci sono figure professionali che, nonostante l’esistenza di leggi e sentenze che definiscono le loro competenze, continuano a svolgere impunemente attività riservate solo all’architetto e all’ingegnere?
4) PERCHE’ si permette ai Professori universitari a tempo pieno e addirittura ad interi Dipartimenti delle università italiane di esercitare attività riservate alla libera professione, contravvenendo alle leggi vigenti?
5) PERCHE’ si è voluta creare ed immettere su un mercato del lavoro già saturo e caotico, la figura dell'Architetto Junior senza definirne precise competenze e professionalità?
6) PERCHE’ si accetta che neolaureati e giovani architetti “a partita IVA” lavorino negli studi professionali in condizioni di dipendenza senza alcuna tutela.
7) PERCHE’ la nostra cassa previdenziale (Inarcassa) non trova un modo per sostenere quei tanti professionisti che, senza reddito per mancanza di lavoro, sono comunque obbligati a versare un pesante contributo pensionistico?
8) PERCHE’ solo in Italia il pagamento delle parcelle professionali degli architetti non ha alcuna tutela?
9) PERCHE’ solo in Italia gli incarichi professionali, soprattutto per le opere pubbliche, sono assegnati al massimo ribasso, ledendo la dignità professionale e contribuendo a ridurre la qualità del Progetto, dell’Architettura e dei Servizi affidati?
10) PERCHE’ gli Ordini professionali, il CNA e i Sindacati, oltre alle esternazioni di facciata a mezzo stampa, nulla di concreto hanno mai conseguito in termini di tutela della dignità, della professionalità e del diritto al lavoro degli architetti e quindi oggi qual è il loro ruolo e la loro funzione?

A queste domande vorremmo aggiungere  tutte  quelle che i colleghi interessati vorranno formulare.
A queste domande vogliamo trovare delle risposte per uscire da una situazione che non possiamo più accettare, promuovendo un’ assemblea aperta a tutti che intendiamo organizzare all’inizio del 2012.
Sono anni che gli architetti avvertono il disagio crescente per le condizioni di lavoro in cui operano.
L’aggravarsi delle condizioni economiche, sociali e culturali del paese ha fatto precipitare la professione d’architetto in una crisi senza precedenti.

AVVERTIAMO L’URGENZA DI AGIRE.

Non possiamo nascondere inoltre, le responsabilità di una intera classe politica, che negli ultimi 15-20 anni, ha agito in direzione opposta al conseguimento della qualità nell’architettura. 
Abbiamo l’intenzione di creare una rete di architetti che esprima con chiarezza il proprio disagio per costruire un’agenda sui temi della professione e della trasformazione del territorio, da imporre sia ai nostri organi di rappresentanza sia al mondo politico e governativo.
C’è bisogno del contributo di tutte le realtà associative e culturali che la nostra professione esprime.

LA NOSTRA INIZIATIVA.

Proponiamo una giornata di incontro aperto a tutti gli architetti che hanno idee da proporre e che hanno intenzione di confrontarsi e mettersi in gioco insieme ad altri professionisti. Partiremo dalle 10 domande che noi di  Amate L’Architettura abbiamo formulato come spunto di discussione iniziale.
Accoglieremo tutte le ulteriori domande che i partecipanti riterranno opportuno aggiungere.
Chiederemo a tutti i partecipanti alla giornata di fornire le loro proposte

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