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sabato 28 gennaio 2012

Di che sesso sono gli Ivi?







Un lettore ci segnala questo annuncio di lavoro, pubblicato sul sito dell'ordine degli Ingegneri di Roma:


25/01/2012 - Offerte di lavoro

Ingegnere meccanico


Azienda leader nel settore delle costruzioni, per impiego in attività di cantiere ricerca giovane ingegnere meccanico.

Si richiedono spiccate attitudini al dinamismo e doti al lavoro per raggiungimento obiettivi aziendali, ottime capacità relazionali e senso pratico.
Requisito fondamentale: Disponibilità a trasferte.
I candidati, preferibilmente di sesso maschile, possono inviare il CV al seguente indirizzo di posta elettronica: professione.ing@gmail.com


Sebbene l'annuncio non riporti il nominativo dell'azienda leader, abbiamo già inviato una segnalazione alle consigliere di parità della Provincia di Roma. Per chi non lo sapesse, infatti, il Dlgs 198/2006, oltre a vietare qualsiasi discriminazione sia sul posto di lavoro che per quanto riguarda anche i semplici annunci, istituisce la figura del consigliere locale di parità, a cui segnalare abusi e discriminazioni .

Presto inoltre incontreremo i rappresentanti dell'Ordine degli Ingegneri di Roma, che si sono mostrati molto disponibili ad ascoltare le richieste contenute nella nostra lettera sulle finte partite iva, a cui aggiungeremo anche quella di vigilare sugli annunci pubblicati tramite il loro sito.

Secondo stime ufficiali, nei campi dell'ingegneria e dell'architettura le donne guadagnano il 70% in meno dei loro colleghi maschi. Il 61% di questi ultimi, però, dice che questo non è vero (complimenti per la consapevolezza).

Inoltre, la discriminazione è ancora più sentita proprio per noi finte partite iva.

Citiamo brani di vita vissuta:

"Buongiorno architetto! Ah, questa è la sua collaboratrice...buongiorno signorina!"
"Ah, sei incinta?Bhè, siccome siamo magnanimi, ti conserviamo il posto (traduci: non ti paghiamo la maternità perchè sei una finta partita iva, ma quando partorisci se abbiamo ancora bisogno di te possiamo farci un pensierino. Nel frattempo assumiamo una stagista, così non paghiamo neanche lei), ma vedete di non rimanere incinte tutte assieme però, eh!"

E discriminazioni al contrario:

"Preferisco assumere donne, perchè sono più...ligie al dovere (traduci: sfruttabili e ricattabili)"

Se a questo punto siete un tantino incazzati, mandate come noi una mail ai leader dell'annuncio di cui sopra, con questo testo:

Gentile azienda leader nel settore delle costruzioni, 
in risposta al vostro annuncio di lavoro, sarei molto interessato alla vostra offerta, ma mi vedo costretto a rinunciare in quanto essa è in palese violazione del Dlgs 198/2006, e questa non è una buona premessa per iniziare un rapporto di collaborazione improntato alla lealtà e alla fiducia:

Difatti:

1. E' vietata qualsiasi discriminazione fondata sul sesso per quanto riguarda l'accesso al lavoro, in forma subordinata, autonoma o in qualsiasi altra forma, indipendentemente dalle modalità di assunzione e qualunque sia il settore o il ramo di attività, a tutti i livelli della gerarchia professionale.

2. La discriminazione di cui al comma 1 e' vietata anche se attuata:
a) attraverso il riferimento allo stato matrimoniale o di famiglia o di gravidanza;
b) in modo indiretto, attraverso meccanismi di preselezione ovvero a mezzo stampa o con qualsiasi altra forma pubblicitaria che indichi come requisito professionale l'appartenenza all'uno o all'altro sesso.

Cordiali saluti ad ambo i sessi.

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