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lunedì 26 marzo 2012

Finalmente ho i miei "progetti" a portata di mano!


Per allentare la tensione in attesa degli sviluppi della riforma del lavoro e per aprire un ulteriore canale di discussione vi proponiamo questa "simpatica" pubblicità, proposta dalla nota azienda di telefonia, in cui la figura dell' architetto/ingegnere viene presa a prestito per illustrare i vantaggi nell'uso del tablet.
Ma c'è un ma...
A uno sguardo solo un poco più attento sul progetto presentato dalla bella e sorridente professionista (vedi ingrandimento di Iva) si nota che: NESSUN ARCHITETTO O INGEGNERE, neanche iscritto al primo anno dell'università, si sognerebbe di progettare un appartamento così, con una comoda camera da letto passante in asse con l'ingresso ed altre geniali invenzioni. Ma, allora la domanda è, quelli dell'azienda di cui sopra non avevano neanche i soldi per prendere un progetto vero o reputano che per illustrare il lavoro dell'architetto/ingegnere bastino un pò di rosa alle pareti e uno smagliante sorriso?

6 commenti:

  1. e va bene che questo non è un paese per giovani...e va passi pure che l'essere giovani significa dover, a volte, accettare incarichi poco gratificanti e mal remunerati, ma se si crede davvero basti un sorrisino idiota e qualche chiacchera per spacciarsi come progettisti allora siamo alla frutta!! dobbiamo imparare ad essere più esigenti con noi stessi nella sostanza delle cose e rifiutare le facili (ma vuote) apparenze. gaspare, architetto, 35 anni.

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  2. Mi è capitato di ascoltare la versione radiofonica della stessa pubblicità; in questo caso il messaggio viene recitato da una voce di bambina che dice qualcosa del tipo "Mia mamma è architetto ed è magica... con il suo tablet e la tale offerta riesce a vedere i suoi progetti dall'ufficio anche mentre fa shopping".
    Forse ai creativi che hanno inventato questo spot radiofonico sfugge che, a causa dei ritmi lavorativi, della precarietà e dello sfruttamento, il tasso di fertilità delle giovani donne che svolgono la professione di architetto è bassissimo, per cui già la presenza della bambina è abbastanza irrealistica, ancor più se si pretende che la giovane architetto-madre possa contemporaneamente fare shopping, stare con la bambina e vedere i suoi progetti. Perché non aggiungere al tutto una bella seduta in palestra?

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  3. L'immagine dello spot (figuramoci cosa sia l'audio)è stata postata anche per avviare una riflessione su quale sia la percezione del lavoro dell'architetto, ma anche dell'ingegnere nel paese in cui viviamo. E guardate che la pubblicità, anche se a livello di superficie non sbaglia il tiro. Ma veramente vogliamo essere dei "veri professionisti" così? O meglio chiediamoci perchè ci dipingono così? Dove si è sbagliato? Nelle università? Nella ricerca? Nella mancanza di connessione tra professione e aziende/produzione? Nello strutturare un sistema che non premia le idee e l'innovazione? Nello scarso impegno che noi arch e ing, pur svolgendo un servizio di pubblica utilità investiamo nelle questioni politiche e sociali perchè con la testa fra le nuvole e i capelli al vento? E' desolante vedere alle assemblee degli iscritti agli ordini sempre le solite facce, e solitamente sono tutte sopra i 50 anni. Cominciamo a darci delle risposte.

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  4. x Iva:
    ti sei dimenticata che esiste real time!!(vedo/cerco casa disperatamente)...e da real time al tablet il passo e breve!:)))

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  5. Non sapevo ci fosse anche questa splendida versione della pubblicità. Anch'io ho sentito la splendida versione radiofonica della campagna pubblicitaria, ma pensavo urtasse i nervi solo a me.

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  6. L'idea di essere rappresentata come una donna in tailleur che fa le pareti rosa confetto mi turba: detesto i tailleur, le pareti colorate e sopratutto il rosa confetto.
    Help: chiederò asilo polito al Collegio dei Geometri...

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