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martedì 20 marzo 2012

Formazione obbligatoria? Fondazione obbligatoria!





L'Ordine degli Architetti di Roma ha avviato una riforma del Cesarch, organo di formazione finora autofinanziato; tale struttura, finora esterna all'ordine, sta per essere trasformata in una fondazione interna all'ordine e da esso direttamente finanziata, usando quindi parte dei nostri versamenti. 
Questa scelta, dibattuta lo scorso 19 marzo alle 15.30, può presentare diverse controindicazioni: si rischia infatti che la fondazione gestisca in modo poco efficiente e poco trasparente i fondi che tutti noi le metteremmo a disposizione tramite l'ordine, e finisca -come spesso succede in situazioni analoghe- per attivare dei corsi utili più ai docenti che agli eventuali discenti. 

E se invece l'ordine usasse gli stessi fondi per garantire delle forme di contributi o agevolazioni agli architetti che decidono di investire sulla propria formazione, lasciando loro la libertà di scegliere i corsi che ritengono migliori rispetto alle proprie esigenze?

Ieri abbiamo quindi partecipato all'Assemblea di bilancio dell'Ordine per capire meglio la situazione e fare presenti le nostre perplessità. 

Il punto 2 dell’ordine del giorno riguardava, in maniera inscindibile, la “approvazione del bilancio annuale e costituzione della fondazione” (testuale).

Le voci di spesa per la costituzione della fondazione (50.000 euro solo per il riconoscimento nazionale) erano inserite all'interno del bilancio e non esplicitate in maniera chiara, in modo da poter essere rintracciate solo conoscendone preventivamente l’esatta voce di bilancio. 

Poiché lo stanziamento per la fondazione era inserito all'interno del bilancio non è stata possibile alcuna votazione su di essa, e si è proceduto a votare sul bilancio in blocco così come presentato, per cui chi ha votato per l’approvazione del bilancio ha votato anche per la fondazione.

All'accesa discussione che si è sviluppata sulla costituzione della fondazione, sulla sua opportunità, sulla mancanza di informazione e di trasparenza, il succo della risposta data dal presidente Schiattarella è che tale iniziativa è perfettamente legittima, rientrando tra le facoltà statutarie del consiglio dell’ordine, e che addirittura il consiglio avrebbe potuto procedere senza alcun dibattito o informazione su di essa.

Nella sala dell’acquario, in rappresentanza dei circa 16.000 architetti romani, erano presenti ben 145 persone (meno dell’1% degli iscritti) che si sono così espresse: 96 a favore dell’approvazione del bilancio (e dunque della fondazione), 48 contrarie e 1 astenuto.

Si è dunque persa la possibilità di interpellare con strumenti di democrazia sostanziale (e non solo formale) gli architetti romani sulla scelta di costituire una fondazione e quindi di finanziare in parte, con le loro quote, un istituto che si dovrà occupare prevalentemente, ma non solo, della loro formazione. I convenuti hanno approvato, insieme al bilancio, una scatola vuota di cui si ignora lo statuto, le finalità, le modalità di composizione del CDA, le modalità di finanziamento per gli anni a venire, le modalità di selezione del personale.

Se il buon giorno si vede dal mattino…  

Invitiamo tutti i colleghi architetti a vigilare sulla nascente fondazione, affinché persegua con la massima trasparenza obiettivi di interesse generale pesando il meno possibile sulle quote associative e su altre forme di finanziamento pubblico.

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