1400 persone hanno sottoscritto la nostra lettera agli Ordini Professionali: leggila qui!

venerdì 27 aprile 2012

Una domanda per Martone

Abbiamo la possibilità di porre una domanda a Michel Martone il vice Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, durante la trasmissione "L'Aria che Tira" di mercoledì 2 maggio su LA7, sul tema dei lavoratori a partita iva. Vorremmo portare un quesito condiviso con gli utenti del blog di Iva che sia anche una proposta. 


Quindi fatevi sotto e ponete la vostra domanda.


Chi è Michel Martone

Cosa dice Michel Martone

Abbiamo tempo fino a lunedì


martedì 24 aprile 2012

Open House Roma 5-6 Maggio

Open House Roma 2012
una buona notizia

Sabato 5 e Domenica 6 Maggio si potranno visitare gratuitamente 100 siti di architettura antica, moderna e contemporanea e partecipare a tour tematici, eventi, concerti.

Open House Roma nasce dall'impegno di un gruppo di giovani architetti decisi a portare nella capitale l'evento di architettura che ha svelato i luoghi segreti di molte città del mondo come Londra, N.Y, Dublino, Barcellona, Melborne, Gerusalemme. L'idea è quella di riappropriarsi della città attraverso la curiosità, la partecipazione e la scoperta. Un evento che è partito dal basso, ma che è riuscito a convogliare un gran numero di istituzioni, associazioni, enti, e che sarà supportato da più di 200 volontari.


100 luoghi saranno aperti gratuitamente con visite guidate, tour tematici, workshop per bambini, concerti, mostre e molto altro, per far si che ognuno possa costruire il proprio itinerario ideale, alla scoperta di luoghi sconosciuti della città o per guardare con altri occhi quello che già si conosce.


le prenotazioni sul sito www.openhouseroma.org


OPEN HOUSE






venerdì 20 aprile 2012

Chi fa cosa? Problemi di competenze architetti/ingegneri/geometri



E' stato presentato il 17 aprile in Senato il DDL 1865 promosso dal Sen. Arch. Simona Vicari volto a chiarire le competenze degli iscritti all'Albo dei Geometri in cui sono inclusi anche i geometri laureti e i periti industriali laureati, con competenze professionali ancora riconducibili al Regio Decreto del 1929 che ne circoscriveva gli ambiti ad "Edifici di modesta costruzione" termine, concordiamo, abbastanza vago e aleatorio.


Ci sembra necessario ed opportuno ristabilire le specifiche competenze delle varie professioni anche in un'ottica collaborativa e non meramente competitiva, che si risolve molto spesso in una continua ingessatura (ricorsi, sentenze ecc...) del sistema e in un botta e risposta dei vari ordini.


Analizziamo il testo in alcune parti:


art. 1 Viene riconosciuta la figura del geometra/perito industriale laureto, che ha la possibilità di iscriversi all'ordine con questa dicitura, figura quantomeno ambigua che male si coniuga con quella dell'architetto/ingegnere junior, creando ulteriore confusione tra i soggetti in campo.


art.2  Viene riconosciuta la  competenza anche dei geometri, dei geometri laureati, dei periti industriali con specializzazione in edilizia e dei periti industriali laureati nelle classi di laurea L-7, L-17, L-21 e L-23 il progetto architettonico e strutturale, i calcoli statici, con esclusione dei calcoli statici di complessi di strutture organicamente e solidamente collegate e svolgenti una funzione statica unitaria, in conglomerato cementizio armato, la direzione lavori, la contabilità, la liquidazione e il collaudo statico ed amministrativo degli edifici di nuova costruzione, l’ampliamento, la sopraelevazione, la ristrutturazione ed il recupero edilizio, nonché il posizionamento interno ed esterno, con esclusione del dimensionamento, degli impianti tecnologici di dotazione ed erogazione, con i seguenti limiti: a) in zona non sismica: non più di tre piani fuori terra oltre al piano seminterrato o interrato; b) in zona sismica: non più di due piani fuori terra. 


lunedì 16 aprile 2012

Il modello sbagliato

Perché non possiamo essere d’accordo con il CNAPPC

Facciamo l’esempio di un collaboratore in partita iva, presumibilmente laureato, se vogliamo anche iscritto ad un ordine professionale, che svolga irregolarmente le sue regolari 8 ore giornaliere per 22 giorni mensili, per un totale di 176 ore al mese. Come tutti ben sappiamo egli dovrà ritenersi molto, ma molto fortunato se riuscirà a strappare al datore di lavoro per il suo apporto un costo lordo onnicomprensivo per l’azienda di 10 euro l’ora iva inclusa, che fanno 1760 euro al mese lorde. Bene, prendiamo questi benedetti 1760 e togliamoci la gran parte del 21% di IVA, la contribuzione IRPEF e le tasse locali, anche se già pagate in parte tramite ritenuta di acconto, e rimarranno circa 1100 euro mensili; poi prendiamo questi 1100 euro mensili ed eliminiamo anche altri circa 300 euro al mese tra iscrizione al proprio albo e contributi pensionistici obbligatori e ci troveremo per le mani ciò che, con altre tipologie contrattuali, sarebbe la busta paga: la bellezza di 800 euro al mese. Se invece questo lavoratore fosse ancora più fortunato di quanto non sia già, e quei famosi 10 euro l’ora fossero da ritenersi al netto dell’iva, la busta paga aumenterebbe fino a ben 1000 euro al mese, spicciolo più, spicciolo meno.

domenica 15 aprile 2012

Chi fa da se, fa per tre!

archleaks italia è un sito nato da poco che raccoglie le testimonianze sugli studi di progettazione. Ogni utente può inserire un commento in cui viene descritto il tipo di attività/ricerca che si svolge nello studio, il clima che si respira e il trattamento economico e umano che si riceve. Leggendo qualche commento, quello che ne viene fuori è che la maggior parte degli studi ha una struttura disorganizzata e improvvisata, che costringe le persone che ci lavorano a ritmi pressanti e retribuzioni bassissime, senza avere la possibilità di crescere professionalmente. 

Ci sembra che la struttura di "bottega" prospettata dal presidente del Consiglio Nazionale degli Ordini degli Architetti, non funzioni così bene e che sia urgente una riflessione sul ruolo dell'architetto e dell'ingegnere e sull'organizzazione degli studi professionali che, letteralmente, sprecano ore di lavoro sulle spalle dei loro collaboratori. Il CNA propone la costituzione di cooperative tra professionisti e strutture associate, siamo fiduciosi che il Consiglio si muova in questa direzione, piuttosto che continuare a negare il dilagare delle finte partite iva e la pessima condizione in cui versano gli studi professionali, l'architettura e l'ingegneria.

Una nota: lo studio Piano, riceve tre 3 commenti positivi, sarà un caso? 

domenica 8 aprile 2012

Repubblica Pasquale

Su "La Repubblica" di oggi nell'articolo "Gli under 35, Stagisti, partita iva e precari - La nuova legge non ci aiuterà" pag. 13 a firma di Filippo Santelli


C'è anche la voce di Iva:


..."Le chiamano finte partita iva, lavoratori dipendenti camuffati da autonomi. Circa 900 mila in Italia, molti under 35, il ddl dispone che vengano stabilizzati in presenza di due su tre condizioni: almeno il 75% del reddito dallo stesso committente, più di sei mesi di rapporto e una postazione fissa in sede. Al datore di lavoro basterà però indicare un progetto per trasformarli in co.co.pro., altro rapporto autonomo che non riconosce la subordinazione. Sugli atipici rischiano di scaricarsi molti dei costi extra dei contratti precari...

giovedì 5 aprile 2012

Aggiornamento flash sulla riforma del lavoro

"La disposizione di cui alla prima parte del primo periodo del comma 3 dell’articolo 61 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, si interpreta nel senso che l’esclusione dal campo di applicazione del Capo I del Titolo VII del medesimo decreto riguarda le sole collaborazioni coordinate e continuative il cui contenuto concreto sia riconducibile alle attività professionali intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi professionali. In caso contrario, l’iscrizione del collaboratore ad albi professionali non è circostanza idonea di per sé a determinare l’esclusione dal campo di applicazione del presente Capo."

Siete riusciti ad arrivare in fondo al testo? Avete capito qualcosa? Siete morti di noia nel frattempo?

Per tutti i coraggiosi che sono riusciti ad arrivare fino a qui, vi premiamo con la soluzione dell'indovinello: questo è l'articolo del disegno di legge sulla riforma del lavoro presentato dal Governo, in cui, con un elegante gioco di parole degno del miglior Azzeccagarbugli, ci dicono che le professioni ordinistiche sono escluse di fatto dalle misure di deterrenza contro le finte partite iva.


Le norme di deterrenza non riguarderanno infatti coloro che esercitano una prestazione per cui è richiesta l'iscrizione all'albo (così com'era originariamente nella prima bozza diffusa).


Ora, questo è il punto dirimente: quali sono le prestazioni per cui è necessaria l'iscrizione all'albo? Quelle per cui si timbra, o, più genericamente, le prestazioni intellettuali? Un architetto che collabora alla progettazione di un edificio ma non timbra, necessita per esercitare la sua attività dell'iscrizione all'ordine? Un datore di lavoro contro cui un architetto vuole fare vertenza, può far valere questa eccezione? Un medico che esercita la propria professione in una clinica con partita iva, ma di fatto è subordinato, potrà appellarsi alla nuova legge?


Vi segnaliamo l'articolo di lavoripubblicit.it, più ottimista rispetto al nostro post, e vi invitiamo a raccogliere informazioni con noi (come sempre).

L'augurio per i nostri governanti invece rimane invariato: trovare nell'uovo di Pasqua il dono della sintesi, della chiarezza e dell'onestà intellettuale (perchè non guastano mai).

I vostri bottegai che, come si dice ora, fanno "team" col Ghirlandaio.
Se volete leggervi il DDL ecco il link