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venerdì 20 aprile 2012

Chi fa cosa? Problemi di competenze architetti/ingegneri/geometri



E' stato presentato il 17 aprile in Senato il DDL 1865 promosso dal Sen. Arch. Simona Vicari volto a chiarire le competenze degli iscritti all'Albo dei Geometri in cui sono inclusi anche i geometri laureti e i periti industriali laureati, con competenze professionali ancora riconducibili al Regio Decreto del 1929 che ne circoscriveva gli ambiti ad "Edifici di modesta costruzione" termine, concordiamo, abbastanza vago e aleatorio.


Ci sembra necessario ed opportuno ristabilire le specifiche competenze delle varie professioni anche in un'ottica collaborativa e non meramente competitiva, che si risolve molto spesso in una continua ingessatura (ricorsi, sentenze ecc...) del sistema e in un botta e risposta dei vari ordini.


Analizziamo il testo in alcune parti:


art. 1 Viene riconosciuta la figura del geometra/perito industriale laureto, che ha la possibilità di iscriversi all'ordine con questa dicitura, figura quantomeno ambigua che male si coniuga con quella dell'architetto/ingegnere junior, creando ulteriore confusione tra i soggetti in campo.


art.2  Viene riconosciuta la  competenza anche dei geometri, dei geometri laureati, dei periti industriali con specializzazione in edilizia e dei periti industriali laureati nelle classi di laurea L-7, L-17, L-21 e L-23 il progetto architettonico e strutturale, i calcoli statici, con esclusione dei calcoli statici di complessi di strutture organicamente e solidamente collegate e svolgenti una funzione statica unitaria, in conglomerato cementizio armato, la direzione lavori, la contabilità, la liquidazione e il collaudo statico ed amministrativo degli edifici di nuova costruzione, l’ampliamento, la sopraelevazione, la ristrutturazione ed il recupero edilizio, nonché il posizionamento interno ed esterno, con esclusione del dimensionamento, degli impianti tecnologici di dotazione ed erogazione, con i seguenti limiti: a) in zona non sismica: non più di tre piani fuori terra oltre al piano seminterrato o interrato; b) in zona sismica: non più di due piani fuori terra. 



art.2 sono consentiti su qualsiasi edificio, anche eccedente i limiti previsti dal presente articolo, la contabilità dei lavori, gli interventi di manutenzione ordinaria, gli interventi igienico-sanitari e funzionali, gli interventi di manutenzione straordinaria, di risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia, purché non comportino interventi statico-strutturali su complessi di strutture in cemento armato di cui al comma 1 e con esclusione degli edifici con vincolo specifico ai sensi del citato codice di cui al decreto legislativo n.  42 del 2004.


Fin qui basterebbe per dire che:


Praticamente la figura descritta sarebbe una mera sovrapposizione più o meno di quella dell'architetto/ingegnere, vengono in sostanza esclusi il solo calcolo statico per strutture organicamente e solidamente collegate (tutte da definire) e sapete bene che sotto la dicitura "gli interventi di manutenzione straordinaria, di risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia" vengono inclusi interventi anche di grossa entità che necessitano di competenze molteplici e che molto spesso non basta nemmeno un corso quinquennale di studi per approfondirle. 


Per non parlare delle competenze in ambito urbanistico, direzione lavori, sicurezza, impatto acustico e ambientale e via dicendo.


Senza voler nulla togliere al lavoro e alla professionalità della figura del geometra, ci sembra opportuno sottolineare che la complessità della gestione del progetto, dal suo iter amministrativo a quello progettuale, strutturale, economico, debba essere gestito con chiarezza nei modi e nelle attribuzioni dei rispettivi ambiti e non crediamo che questo DDL vada in questa direzione.


segnaliamo Amate l'architettura e il gruppo Amo l'Architettura che si stanno muovendo con una raccolte firme e con una lettera da inviare al CCN degli architetti.

1 commento:

  1. La cosa sarebbe comica se non fosse tragica. Il geometra è un titolo di studio secondario, non universitario. Nel secondo dopoguerra, a causa delle impellenti necessità legate alla ricostruzione, si è chiuso un occhio e si è permesso - usando la vaga definizione delle competenze del geometra - che i geometri facessero ciò che francamente non compete loro. Poi, all'italiana, questa eccezione è divenuta prassi. Oggi, in cui un titolo di scuola superiore non si nega a nessuno, questo ddl sa molto di presa in giro. A quando la parificazione di infermieri e medici?

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