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domenica 15 aprile 2012

Chi fa da se, fa per tre!

archleaks italia è un sito nato da poco che raccoglie le testimonianze sugli studi di progettazione. Ogni utente può inserire un commento in cui viene descritto il tipo di attività/ricerca che si svolge nello studio, il clima che si respira e il trattamento economico e umano che si riceve. Leggendo qualche commento, quello che ne viene fuori è che la maggior parte degli studi ha una struttura disorganizzata e improvvisata, che costringe le persone che ci lavorano a ritmi pressanti e retribuzioni bassissime, senza avere la possibilità di crescere professionalmente. 

Ci sembra che la struttura di "bottega" prospettata dal presidente del Consiglio Nazionale degli Ordini degli Architetti, non funzioni così bene e che sia urgente una riflessione sul ruolo dell'architetto e dell'ingegnere e sull'organizzazione degli studi professionali che, letteralmente, sprecano ore di lavoro sulle spalle dei loro collaboratori. Il CNA propone la costituzione di cooperative tra professionisti e strutture associate, siamo fiduciosi che il Consiglio si muova in questa direzione, piuttosto che continuare a negare il dilagare delle finte partite iva e la pessima condizione in cui versano gli studi professionali, l'architettura e l'ingegneria.

Una nota: lo studio Piano, riceve tre 3 commenti positivi, sarà un caso? 

2 commenti:

  1. Avevo già letto il sito e, pur con l'accortezza di prendere tutto con le dovute cautele, ho trovato agghiaccianti la maggior parte delle testimonianze riportate. In particolare sono gli studi più "rampanti" a offrire le condizioni lavorative peggiori, e non solo in termini economici (retribuzioni da fame) o di orari (il full time inteso come disponibilità h24), ma anche in termini umani, con la mancanza di qualsiasi riconoscimento relazionale o di carriera.
    Curioso poi come la maggior parte di questi narcisi affamatori si dichiari più o meno vagamente di sinistra, se non addirittura "comunista".
    Io trovo poi particolarmente interessante il dato riportato sulla disorganizzazione. Da tempo mi sono convinto dello sfacelo organizzativo in cui operano gli studi, e di quanto poco basterebbe per migliorare le cose fino ad ottenere dei risparmi intorno al 20%. Non serve spremere i collaboratori facendogli fare nottate o pagandoli con il resto del latte; sarebbe molto più utile eliminare gli sprechi di tempo, di carta e anche di burocrazia interna. A proposito di questo uno scambio di informazioni fluido ed efficiente all'interno della stessa struttura lavorativa, e un clima disteso che ne è il necessario substrato, quanto tempo e denaro farebbero risparmiare?

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  2. Strumento utile da prendere ovviamente con le pinze,
    però commenti positivi ci sono.
    Alla finanza arriva mica sto link?

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