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venerdì 27 aprile 2012

Una domanda per Martone

Abbiamo la possibilità di porre una domanda a Michel Martone il vice Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, durante la trasmissione "L'Aria che Tira" di mercoledì 2 maggio su LA7, sul tema dei lavoratori a partita iva. Vorremmo portare un quesito condiviso con gli utenti del blog di Iva che sia anche una proposta. 


Quindi fatevi sotto e ponete la vostra domanda.


Chi è Michel Martone

Cosa dice Michel Martone

Abbiamo tempo fino a lunedì


17 commenti:

  1. Esattamente una domanda ? Vediamo un pò come impostarla ; si potrebbe chiedergli:
    Qual'è la posizione del governo relativamente alle false partite IVA iscritte ad un albo, alla luce anche della bozza dell'articolo 69 bis comparso nella bozza del ddl "riforma del lavoro " ?

    La mia intenzione è quindi fare una domanda che lo obblighi a spiegare bene il comma 4 dell'articolo 69 bis

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  2. Concordando pienamente con quanto suggerito da Andrea, mi interesserebbe anche sapere se hanno idea di come realizzare i controlli in caso di sospetto rapporto subordinato, se saranno automatici o se, come ho letto, legati alla denuncia della falsa partita iva. Inoltre configurandosi come un problema non solo di welfare giovanile, ma anche di deontologia e accertato che le commissioni preposte interne agli ordini non sono in grado di assolvere questo compito, se in fase di futura revisione degli ordinamenti professionali si possa prendere in considerazione l'istituzione di un'autority indipendente. grazie mille per il vostro lavoro.

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  3. La domanda di Andrea mi sembra corretta. La proposta potrebbe essere quella di una norma sui minimi tariffari, eventualmente legati alle reali competenze (distinzione tra i diversi titoli di laurea, anzianità di iscrizione all'ordine, curriculum...) riguardante gli "onorari" non conseguenti ad un incarico professionale, indipendentemente dalla continuità dei sei mesi in modo da sgomberare il campo da questioni di assunzioni a tempo più o meno indeterminato, e distinguere chi fa liberamente un ribasso di parcella (nel contesto di una gara o per ottenere un incarico di progettazione privato) e chi invece fornisce in sostanza la propria mano d'opera ma è privo di potere contrattuale sia in termini economici che di modalità di svolgimento della prestazione (alla fine mi sembra che la distinzione vera tra partite iva vere e finte sia questa).
    Se ne avrete la possibilità, direi anche qualcosa per smentire le statistiche di Freyrie e ribadire che non ci sentiamo rappresentati e tutelati né da loro né dall'ordine.

    Quando va in onda?

    AUTOCADaver

    "Ho visto cose che voi umani non potreste immaginare..."

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  4. La trasmissione mi sembra sia martedì 1° Maggio, alla mattina, dopo le 11:00 ( mattina ), ovviamente su La 7; non so se vi sono repliche previste.
    Ritengo cruciale quanto scritto da Valentina circa i controlli; con che modalità sarebbero fatti ? Da chi ?

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  5. Buongiorno a tutti; circa la domanda da rivolgere a Martone, e che io stesso ho provato a buttar giù nel primo commento di cui sopra, al fine di evitare risposte " fumose " , penso che potrebbe porsi anche in questo modo, anche se difatto il testo ne risulta allungato alquanto:

    Qual'è la posizione del governo relativamente alle false partite IVA iscritte ad un albo, alla luce anche della bozza dell'articolo 69 bis comparso nella bozza del ddl "riforma del lavoro " ? Volendo fare un esempio, il caso di un' architetto/ingegnere partita IVA che lavora presso uno studio professionale, con orario d'ufficio fissato, postazione di lavoro, collaborazione per tutto l'anno, compenso lordo annuo per ben oltre il 75% derivante da tale studio, e che ivi svolge qualsiasi mansione sia richiesta dal titolare ( disegnare al pc, computazione, progettazione, segreteria, ecc. ecc. ) , è considerato collaborazione coordinata e continuativa, esclusivamente se è non iscritto all'albo ? Oppure il solo fatto che è iscritto all'albo trasforma la collaborazione da coordinata e continuativa in libera professione ?

    Ammetto che la domanda così posta è molto più lunga, ma penso lasci poche possibilità a Martone di girare attorno al problema senza dare una risposta precisa.

    Ciaooo a tutti, e buon primo Maggio

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  6. bravo andrea, la seconda versione della domanda mi sembra ottima.
    credo che si potrebbe anche chiedere a martone quale pensa che sia il compenso di un architetto con esperienza (si parla spesso di € 10/h...).

    è importante, perché chi è al governo queste cose non le sa. vi ricordate quando ad inizio mandato monti e fornero hanno detto: "abbiamo dovuto imparare che la pensione minima è di € 400,00"...

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  7. forse così: "lei crede che nella fase iniziale di definizione dei rapporti economici tra il titolare di uno studio e il professionista che vi lavora vi sia una trattativa alla pari o piuttosto un imposizione da parte del titolare?"
    il solito "se non ti va bene quella è la porta")

    e ancora: "lei pensa che lo strumento dell'autocertificazione volontaria contro la presunzione di subordinazione sia uno strumento efficace oppure teme che possa essere oggetto di ricatto da parte dei datori di lavoro?"
    (del tipo "o firmi, o non lavori")

    oggi a quanto pare oggi non sono ispirato però credo che il concetto si capisca...

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  8. Salve a tutti,

    scusate, ma vorrei continuare ad esprimere anche la posizione di chi vede nelle nuove norme anche un grosso pericolo per l'esercizio della libera professione: tra i professionisti 'ordinistici' non vi sono solo p.iva sfruttate dagli studi professionali, ma anche professionisti affermati, con un proprio studio professionale indipendente, che usano la propria p.iva per negoziare compensi con le aziende che non sarebbero possibili con la contrattazione dei CCNL.
    Non importa se questi professionisti sono quasi del tutto monomandatari, se lavorano da anni con la stesso committente principale e se hanno una postazione fissa o in condivisione presso il committente (pur non lavorando con orari e giornate fisse). Non vedo dove questo sia impedito dal Cod. Civile, qualora il rapporto non subisca vessazioni da parte del committente, ma, anzi, configuri un genuino rapporto di consulenza e non di subordinazione.

    Quello che dico e' che difendendo la norma che tanto sembrate auspicare e che, a parer vostro, dovrebbe aiutare le 'finte p.iva ordinistiche e sottopagate', a mio parere fate un grosso errore di valutazione.

    Il rischio concreto e', con queste norme, di distruggere il mondo della libera professione 'vera' che ha solo la colpa di non distinguersi da quella 'finta' a causa di una normativa fatta con superficialita' e colpevole leggerezza, per compiacere la CGIL (che ci vorrebbe tutti operai metalmeccanici...), e l'INPS (per far eventualmente convergere tutte le contribuzioni dalle casse private).

    Quello che voglio dire e': non affrettatevi troppo a difendere 'questa' Legge, scritta cosi', magari sollecitandone l'applicazione anche agli 'ordinistici' (come vorrebbe Ichino del PD), perche' cosi' com'e' scritta non solo non tutelera' i 'finti' (siete proprio convinti che gli studi inizieranno a fare assunzioni di massa? io non penso proprio!), ma mettera' in crisi la possibilita' che ci e' data di far valere il nostro curriculum, la nostra carriera e la nostra indipendeza di poter fornire il nostro lavoro non solo ad un committente in esclusiva, ma di poter negoziare il 'valore' della nostra competenza.

    E mi sembra anche che se la norma nasce per colpire commesse e muratori con la 'falsa' p. iva, ci sara' pure un minimo di distinzione col caso di professionalita' come quelle di architetti e ingegneri, oppure per affermare i vostri/nostri sacrosanti diritti dobbiamo usufruire anche noi dell'AIUTINO?

    Dico, se ci sono riuscito io, e ci sono riusciti molti dei miei colleghi, non vedo perche' dobbiate tagliarci le gambe per ottenere un risultato dubbio (chissa' come si orientera' la giurisprudenza in materia di utilizzo di tali norme...) e che rovinera' un mercato che anche alle attuali 'finte p.iva ordinistiche' potrebbe riservare delle enormi opportunita'.
    Per cui, a Martone, farei presente che con la superficialita' con cui hanno pensato l'art. 69-bis e il famigerato comma 4, non favoriscono ne' le 'finte', ne' le 'vere'...

    Grazie e scusate l'intromissione da parte di chi, in mancanza di proposte piu' efficaci e meno superficiali, preferirebbe restasse tutto cosi' com'e'.

    Milo

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  9. Pensavo che la trasmissione in cui sarebbe intervenuto Martone fosse la puntata del 1° Maggio, in corrispondenza alla giornata dedicata al lavoro; invece oggi si è parlato d'auto; chiederei quindi a " Iva sei Partita " se è al corrente di quale sia la puntata della trasmissione "L'Aria che Tira" in cui interverrà Martone; così me la registro

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    1. Ciao Andrea, la trasmissione ci sarà domani 2 maggio...abbiamo aggiornato anche il post perchè credevamo di averlo scritto invece ci è sfuggito...a domani!

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  10. Ho letto proprio oggi il titolo dell’articolo nel sito Edilportale. Cita: “Riforma del lavoro: i professionisti iscritti agli Albi sono ‘‘vere Partite Iva’’”.
    Immagino già l’esultanza e la gioia di molti affermati professionisti, ordini e rappresentanze politiche che li sostengono. Di contro in quel titolo si legge tutta l’espressione dell’Italia: un Paese di illegalità, corruzione e corruttibilità. Come descrivere una decisone del genere, se non alla stregua della legittimazione dell’illegalità?
    Non sono rimasto per nulla sorpreso della strada che nelle ultime settimane sta prendendo l’atteggiamento verso le finte partita iva, conoscendo il sistema che regna negli studi professionali, ordini e classe politica.
    Il problema più grave è un altro, ovvero su che basi e motivazioni verrà giustificata una tal presa di posizione. Si afferma di frequente che l’Italia è un Paese inefficiente, improduttivo, ove non regna la meritocrazia. Bene, questa scelta che si vuol adottare sulle finte partita iva consolida le basi di queste problematiche del tutto italiane.
    I giovani professionisti lavorano a tutti gli effetti negli studi professionali come veri e propri dipendenti, sottopagati, senza alcuna tutela lavorativa e contributiva, perdipiù col maggior onere di doversi gestire la contabilità dovuta al possesso di una partita iva.
    Si dice che si vogliono proteggere gli studi professionali (non tutti, perchè ne esistono anche molti che lavorano nella legalità e nel rispetto dei diritti dei lavoratori), che per loro natura sono così organizzati. Ma cosa sarebbero questi studi professionali nel mercato se non imprese fallite? Compensano inefficienze strutturali e mancanza di aggiornamenti professionali, legislativi e tecnici scaricandoli sull’unica parte produttiva e debole del sistema, ovvero i giovani professionisti, gli unici che, nella maggior parte dei casi, generano il reddito anche per i titolari degli studi. E questi ultimi sanno bene che il sistema si regge su queste basi, diversamente sarebbero costretti a pagare maggiormente i propri dipendenti, riducendo i propri redditi, e rischiando di permettere una reale emancipazione dei giovani professionisti, che potrebbero così togliere in modo concorrenziale quote sostanziali di mercato a quelle parti del sistema ora tutelate da ordini, politica e cattiva economia.
    Questi giovani professionisti poi tanto giovani non sono. Si parla tranquillamente di una generazione che spazia dai 25 fino a rasentare i 40 anni.
    Si vuole continuare su questa strada, sostenendo la solita Italietta? Approviamo la legalizzazione delle finte partite iva iscritte agli ordini professionali. La strada maestra per la temuta e osteggiata Grecia è aperta!

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  11. è troppo chiedere di pubblicare la risposta di martone sul sito? non so voi, ma questa mattina lavoro e proprio non posso guardare la tv...

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  12. Probabilmente, o almeno lo spero, sarà possibile vedere la trasmissione via internet al seguente link:
    http://www.la7.tv/settimana/

    Cercare appunto la puntata di " l'aria che tira " del 2 Maggio, se e quando la inseriranno.

    Per l'anonimo scoraggiato che ha scritto sopra, gli consiglio di non fidarsi ciecamente di tutto ciò che si trova su internet, perchè si trova di tutto; meglio appunto dar retta sempre e solo alle dichiarazioni ufficiali del governo, come quelle di Fornero e Martone per l'appunto.

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  13. grazie andrea. mitica la7: martone è già disponibile!

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  14. mi sono visto l'intervista, evidentemente il governo ha sposato la linea dell'arch. frayre...
    comunque martone non può giustificare la cosa con "anche io ho fatto pratica in uno studio legale".
    gli avvocati per codice deontologico non possono essere dipendenti, è diverso.

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    1. E' diverso fino ad un certo punto.
      Se leggete tutte le norme relative ai professionisti iscritti all'albo, è evidente che si considera la libera professione come sbocco naturale, anche se essere dipendenti non è naturalmente vietato ai fini dell'iscrizione.
      Non ho visto la risposta di Martone, ma mi torna: i professionisti iscritti all'albo non sono considerati "deboli" in quanto professionalmente qualificati.
      Continuo a pensare che state combattendo la battaglia sbagliata: se volete ottenere più tutele dovete spingere per la riforma degli albi professionali, oppure abbandonare l'albo e diventare delle "normali" (false?) partite iva e a quel punto approfittare del DDL (se verrà approvato in questa forma).

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  15. In effetti le modifiche al ddl sono probabili, ma ahimè ritengo che semmai è più facile che siano accolte le proposte dei " poteri forti ", ovvero dei titolari degli studi professionali, ben rappresentati ( soprattutto come avvocati, commercialisti e tributaristi ) nel pdl e udc, ma ci scommetterei anche nel pd.
    Faccio notare che durante l'intervista Martone dava l'idea di non saperne di più di quanto ne sappiamo noi stessi !
    Vabbè

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