1400 persone hanno sottoscritto la nostra lettera agli Ordini Professionali: leggila qui!

giovedì 24 maggio 2012

Leopoldo ci risponde

Le nostre mail hanno sortito un piccolo effetto,  il Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti ci ha risposto, seppur indirettamente, con un comunicato stampa del 22 maggio pubblicato da alcuni siti.


Ringraziamo l'arch. Freyrie per aver accolto e risposto alle nostre proposte, siamo consapevoli del fatto che l'ordine non sia un ente astratto ma un organismo di rappresentanza, democraticamente eletto da tutti gli iscritti e su cui gli iscritti possono effettuare la propria vigilanza ed apportare il proprio contributo. Per questo IvaSeiPartita continuerà ad interessarsi per vedere attuati i propositi del CNA sulle nostre proposte.


mercoledì 16 maggio 2012

Il ruolo degli Ordini Professionali - Iva scrive a Freyrie

Ancora una volta, abbiamo deciso di replicare alle dichiarazioni degli ultimi giorni del Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti PPC, arch. Leopoldo Freyrie, che in una sua dichiarazione del 11 maggio (link) chiedeva al Governo la necessaria esclusione degli iscritti agli Ordini nelle previsioni del DDL per scongiurare la calamità che avrebbe investito gli studi di architettura e le giovani generazioni destinate a un futuro certo di disoccupazione. Il 14 maggio in un articolo/intervista su ItaliaOggi7 (link) dichiara che gli Ordini Professionali devono essere il referente per individuare e combattere le forme di sfruttamento e garantire il rispetto delle norme deontologiche. Siamo concordi con questa posizione, ma vorremmo vedere delle azioni concrete in questo senso e non solo dichiarazioni unilaterali.


Di seguito il testo della Lettera inviata da IvaSeiPartita che vi invitiamo ad inoltrare a:
direzione.cnappc@archiworldpec.it 
direzione.cnappc@archiworld.it 
E' importante che arrivino più mail possibili affinché L'Ordine professionale sia espressione di tutti i suoi iscritti!



Al Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti PPC
Architetto Leopoldo Freyrie
Via di Santa Maria dell’Anima,10   00186 Roma
Fax  06 6879520

Gentile Presidente,
Il suo comunicato dell’11 maggio dal titolo: “Lavoro: Partite iva, iscritti agli Albi siano esclusi da assunzioni indipendentemente dalle soglie di reddito” ci sembra quantomeno contraddittorio e inadeguato alla reale situazione della nostra professione.

Contraddittorio:

Perché nelle sue precedenti dichiarazioni evidenziava come il fenomeno delle finte partite iva fosse del tutto marginale nel campo dell’architettura.
Perché non sussiste nessun vincolo all’esercizio della professione e un rapporto di lavoro di tipo subordinato. La scelta di esercitare la professione come libero professionista deve essere lasciata al singolo e non imposta come unico modello possibile.
Perché il DDL non impedisce lo svolgimento di una “genuina” libera professione, ma può diventare uno strumento per incentivare l’emersione di forme illegittime e ripristinare un mercato del lavoro più equilibrato a tutti i livelli.

venerdì 11 maggio 2012

Che paura la Partita Iva - Ultime sulla Riforma del Lavoro

C'è uno spettro che si aggira per l'Italia: La Partita Iva.
Nel 2011 ne sono state aperte 535mila, di cui il 48% da under 35, solo nello scorso marzo sono cresciute di 62mila unità con un incremento del 12,5% su base mensile. Nelle promesse del Governo, la battaglia alle finte partite iva avrebbe permesso un riequilibrio del mercato del lavoro e un punto importante contro la precarietà.


Negli emendamenti presentati ieri c'è stato un passo indietro:
Sono stati presentati dai relatori Tiziano Treu (Pd) e Maurizio Castro (Pdl) 16 emendamenti che andranno in discussione in Senato, tra questi un'attenzione particolare è stata posta  ad allargare le maglie per l'individuazione delle finte partite iva, nello specifico:


1) Vengono esclusi, dalla lotta alle finte partite iva, non solo gli iscritti agli ordini professionali, ma anche tutte le prestazioni connotate da "competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi, ovvero da capacità tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell'esercizio pratico della'attività".
E' facile capire che questa definizione, quantomai aleatoria, abbraccia qualsiasi tipo di attività, dal muratore all'archeologo, dal designer all'idraulico, dall'antennista al programmatore informatico. 
Non è chiaro quali siano "i significativi percorsi formativi": laurea, master, dottorato, corso di burraco? Non è chiaro quali siano "le rilevanti esperienze maturate": un anno, due anni, dieci? 
E non sono chiari i criteri per cui si presuppone che un iscritto all'Ordine sia necessariamente un reale libero professionista, non sussistendo incompatibilità, se non per gli avvocati, tra l'iscrizione all'ordine e lo svolgimento della professione come lavoratore subordinato.


giovedì 10 maggio 2012

Giornata contro la Precarietà










I precari scendono in piazza con oltre 100 iniziative in tutta Italia per chiedere:


1)La cancellazione dei contratti più precari e stop alle truffe.


2)Un Equo compenso. Impedire che collaboratori e partite iva paghino di tasca propria gli aumenti contributivi.


3)Ammortizzatori davvero universali


4)Indennità di maternità e malattia più accessibili e consistenti.


5)Tutele nell'accesso al lavoro. Basta stage truffa.


6)Basta precarietà, anche nel pubblico impiego.


Parteciapate a:
Roma ore 18.00 Pz del Pantheon
Milano: ore 11:30 Piazza S. Babila installazione del Precariopoli
Napoli: Manifestazione al centro Direzionale ISOLA F6 dalle 11:30 alle 15



mercoledì 9 maggio 2012

Come cambierà Inarcassa?

Secondo il  D.L. 201/2011, entro il 30 settembre  le casse di previdenza private, e quindi anche Inarcassa, avranno l'obbligo di portare le loro previsioni di bilancio a 50 anni, anzichè ai 30 attuali;  in assenza di queste garanzie, la legge prevede l’introduzione del metodo di calcolo contributivo adottato dall'Inps, in forma pro rata, e un contributo di solidarietà dell’1% a carico dei pensionati nel 2012 e 2013


Per questo motivo la cassa degli ingegneri e architetti sta formulando una riforma strutturale per adeguare le previsioni ai nuovi parametri e in virtù di ciò ha promosso degli incontri per condividere con i suoi iscritti le linee guida che seguirà per garantire la sostenibilità del sistema previdenziale.


Come sappiamo, con la riforma del 2008, da quest'anno il contributo soggettivo passerà dal 12,5% al 13,5% e crescerà nel prossimo anno al 14,5%, ma il cambio di paradigma, sostanziale, che Inarcassa ha scelto di attuare nella nuova riforma sarà il passaggio dal sistema RETRIBUTIVO al sistema CONTRIBUTIVO pro rata. 


Cosa vuol dire?


Nel sistema retributivo la pensione viene calcolata in percentuale in base agli ultimi redditi dichiarati; ciò vuol dire che se un iscritto ha versato poco nei primi anni, ma ha avuto un'impennata negli ultimi, avrà una pensione commisurata ai suoi ultimi redditi.
Mentre il sistema contributivo pro rata prevede che sia restituito solo quanto versato con una capitalizzazione percentuale variabile in base all'andamento annuo della cassa (la percentuale media è intorno al 3,5%, ma non sono stati forniti ulteriori parametri in merito); il nuovo sistema non è retroattivo, nel senso che i contributi versati con il sistema retributivo verranno con questo contabilizzati.
Il 2% del contributo integrativo (del 4% totale) andrà a coprire le forme, così definite nell'incontro, "assistenziali" e cioè le pensioni di inabilità, invalidità, maternità ecc...


Alcune questioni:


1) La prima questione è di tipo generazionale e se volete retorico, della serie "le colpe dei padri ricadono sui figli"; il ragionamento è: la cassa non è sostenibile a 50 anni quindi è d'obbligo il passaggio al contributivo, mantenendo però inalterate le pensioni accantonate finora. Alla domanda se fossero state messe in campo delle forme di perequazione per coloro che si accolleranno i costi dell' "insostenibile leggerezza pensionistica" con cui fino ad ora sono state calcolate le pensioni, la risposta è stata elusiva, ma sostanzialmente non sono state previste.


giovedì 3 maggio 2012

Una risposta per Martone

Il 2 maggio è andata in onda su La 7 la puntata de "L'aria che tira" che ha visto ospite il viceministro del welfare Michel Martone, in veste di interlocutore di alcuni precari, lavoratori atipici e partite iva - vere e finte - che raccontavano le loro esperienze lavorative e presentavano le loro istanze.

Abbiamo apprezzato l'intenzione del viceministro di confrontarsi con categorie di lavoratori troppo spesso inascoltate e non rappresentate, ma vorremmo muovergli i nostri rilievi sui temi emersi, lontano dai tempi e dai luoghi televisivi.

1. Il viceministro ribadisce l'opportunità di non estendere forme di deterrenza contro le finte partite iva ai lavoratori iscritti agli Ordini professionali, in quanto questi sono dei liberi professionisti che non aspirano all'assunzione ma, per la natura intellettuale delle proprie prestazioni, non possono che essere autonomi; aggiunge inoltre, sulla base della propria esperienza da avvocato, che un po’ di gavetta è necessaria per imparare il mestiere e farsi valere come professionista. Tutto questo è impreciso, distante dalla realtà e riduttivo.