1400 persone hanno sottoscritto la nostra lettera agli Ordini Professionali: leggila qui!

lunedì 4 giugno 2012

DL Lavoro e Partite Iva - Le mille bolle blu

Mercoledì scorso è stato approvato in Senato con la fiducia una parte del DDL lavoro, tra cui anche gli emendamenti riguardanti le partite iva. Abbiamo più volte espresso le nostre perplessità per delle misure di deterrenza all'uso delle finte P.Iva che, già ambigue in partenza, con l'avanzare dell'iter legislativo si sono sgonfiate fino a diventare, nella forma attuale, una bolla di sapone.


Vediamo perchè:
l'art. 26 che si lega all'art.69 del DL n.276 del 2003 prevede che siano considerati rapporti di collaborazione coordinata e continuativa i rapporti instaurati successivamente all'entrata in vigore della legge nei quali ricorrono almeno due dei seguenti presupposti :
1) hanno una durata di oltre 8 mesi in un anno
2) le fatture corrispondono a più dell'80% del totale fatturato dal professionista
3) la presenza di una postazione fissa all'interno della struttura



Questi rapporti di lavoro autonomo devono quindi essere trasformati in contratti a progetto; per i rapporti in essere ci sono 12 mesi per regolarizzare la posizione del collaboratore. In mancanza del progetto, secondo l'art.69 del DL 279, e su verifica del giudice, sono tramutati in rapporti di lavoro subordinati.


Tralasciando la semplicità con cui aggirare i punti 1 e 2 e la difficoltà con cui dimostrare il punto 3, arriviamo alla parte più birichina ed evanescente:


A) Sono esclusi: i collaboratori con competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi (sic!) percorsi formativi. 
B) Sono esclusi: i collaboratori con capacità tecnico/pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell'esercizio concreto dell'attività. 
C) Sono esclusi: i collaboratori con reddito maggiore di circa €18000,00 annui. 
D) Sono esclusi: gli iscritti agli ordini professionali, registri o elenchi professionali se l'attività svolta presuppone l'obbligo di iscrizione. Per definire quali attività necessitano di iscrizione è stato predisposto un decreto apposito che verrà emanato nei 3 mesi successivi all'approvazione del DL, sentite le parti sociali.


I punti A e B di fatto escludono quasi tutto il variegato mondo delle P.iva, come già detto in un post precedente, utilizzando delle definizione aleatorie che non chiariscono affatto il campo di applicazione della norma.


Il punto C è di gentile introduzione degli ultimi emendamenti in contraddizione, tra l'altro, con i 30000€ di reddito lordo annuo del regime fiscale dei superminimi in cui si presume che sotto questo importo il lavoratore autonomo necessiti di alcune agevolazioni.


L'ultimo punto merita un ulteriore approfondimento. Continuiamo a non capire su quale base vengano esclusi gli iscritti a un Ordine o Albo che sia, quando la subordinazione non è di per se incompatibile con la libera professione (eccezion fatta per gli avvocati) . Come era facile prevedere, e di fatti i nostri quesiti agli ordini sono rimasti senza risposta, non sarà facile stabilire quali attività richiedano l'obbligo di iscrizione agli ordini, visto che le competenze degli architetti e ingegneri hanno subito parecchi sviluppi dal Regio Decreto del 1925 e su quest'ultimo punto ci sarà molto da discutere anche perché entreranno in campo parecchi attori.


Alla fine della fiera, l'impressione è quella di una grande mancanza di coraggio e di una grande ipocrisia nell'affrontare la tematica delle finte partite iva: se la bozza iniziale aveva fatto tremare i committenti/datori di lavoro ma anche le vere partite iva per l'ambiguità delle misure di deterrenza, poco chiare nello stabilire se esse si applicassero in sede di contenzioso o se rendessero automaticamente illegali determinati tipi di rapporti lavorativi, il testo che giungerà in Senato non fa di fatto nulla per combattere le finte partite iva (mentre quasi certamente per le vere partite iva ci sarà la batosta dei contributi inps innalzati al 33%), anzi crea un pericoloso precedente normativo, per cui, se esiste una legge che dice che i rapporti di lavoro sopra i 18.000 euro o per "spiccate competenze professionali" (tipo saper usare autocad?) devono essere esclusi dalla presunzione di subordinazione, sarà ancora più difficile per i pochi coraggiosi che denunciano far valere le proprie ragioni in sede di vertenza (alla faccia di quelli che dicono che la colpa è di chi non denuncia).


Nelle prossime settimane prenderemo parte alle numerose azioni di protesta e partecipazione che si stanno moltiplicando in tutta Italia: seguiteci e, se volete, suggerite azioni di protesta creative e propositive da organizzare insieme.

9 commenti:

  1. Come al solito lo status quo e le lobby comandano tutto in questo paese malandato.
    Siamo destinati al fallimento totale, e non ci vorrà molto.
    Auguri

    RispondiElimina
  2. io ho fiducia in questo governo, certo però questa riforma per le partite iva non fa propio nulla e, come già dice l'articolo, sancisce la precarietà a vita per noi sfigati.

    leggo su facebook che domani fanno un incontro per la promozione del mestiere di architetto.
    promuovere?
    ma sono completamente fuori di testa?
    quanti morti di fame vogliono ancora?

    RispondiElimina
  3. Il presupposto era sbagliato, non si può arrivare a risolvere problemi del genere con delle regole, perchè il mondo dei lavoratori autonomi è troppo vario per riuscire a trovare un insieme di regole sensate.
    Alla fine l'unica regola che per lo meno provocava meno svantaggi alle vere partie iva, cioè la soglia di reddito, l'hanno messa, meno male.
    Una sola nota a margine: tenetevi stretti INARCASSA, che le cose possono sempre peggiorare...

    RispondiElimina
  4. Difficile trovare ottimismo, aiutiamoci!

    RispondiElimina
  5. ciao a tutti. qualcuno mi sa dire se una designer con laurea 3+2 e 6 anni di esperienza lavorativa (oltre che al compenso lordo di 18.000 euro) sono sufficienti per rispondere alle caratteristiche che consentono di rientrare nelle "vere partite iva"?
    cit: "collaboratori con competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi. e collaboratori con capacità tecnico/pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell'esercizio concreto dell'attività"

    RispondiElimina
  6. Quali siano i significativi percorsi formativi, a meno di ulteriori specifiche, risulta essere il 4° mistero di Fatima. Cmq se sei una vera partita iva non hai da che preoccuparti visto che basta superare i 18000€ lordi annui per non essere compresa nell'art del DL lavoro e in ogni caso la presunzione non è automatica, ma solo dopo controllo o segnalazione del lavoratore.

    RispondiElimina
  7. Non ho parole... si sono fatti tutti belli sbandierando la "stretta sulle finte partite iva"... alla fine il risultato mi sembra proprio l'opposto!!
    Hanno di fatto legalizzato a maglie larghe molte delle P.I. illegali, compresi architetti e ingegneri degli studi professionali...

    RispondiElimina
  8. Se vi può interessare vi segnalo questo portale che permette di controllare e verificare qualunque partita iva comunitaria utilizzando il sistema VIES messo a punto con l'ausilio delle banche dati fiscali di tutti i paesi membri della comunità europea. Grazie

    RispondiElimina
  9. molto interessante, potrebbe essere utilizzato per verificare i nostri committenti. Lo segnaleremo in un post. grazie

    RispondiElimina