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sabato 4 agosto 2012

Riforma degli Ordini professionali

Ieri è stato approvato in Consiglio dei Ministri il testo che regolamenterà la Riforma degli Ordini Professionali e al quale i Consigli Nazionali dovranno riferirsi per emanare entro un anno le nuove norme. In questi mesi c'è stato un fitto carteggio e una prima bozza del Ministro Severino (vedi post del 29 giugno) che ha suscitato critiche da più parti. Vediamo nel dettaglio le novità rispetto alla bozza precedente, ricordando che il testo non è ancora legge:


1) Le nuove norme riguarderanno solo gli iscritti agli ordini professionali e non gli iscritti alle professioni regolamentate come era stato previsto nella bozza. C'è da chiedersi se professioni non ordinistiche come consulenti fiscali, fisioterapisti, erboristi, amm. condominiali, (l'elenco è lungo, potete vedere il rapporto CNE, che stima circa 1,5 ml di professionisti non regolamentati link) non debbano dare al cittadino le stesse garanzie richieste agli iscritti agli ordini in termini di formazione continua, assicurazione, deontologia.


2) Viene confermata la libertà di promozione e pubblicità da parte del professionista, anche per quanto riguarda i compensi richiesti. Quest'ultimo punto ha suscitato molte critiche soprattutto da parte del CN degli architetti che ha obiettato l'impossibilità del professionista di quantificare il suo lavoro ancor prima della richiesta del cliente. Affermazione non sempre vera soprattutto per quanto riguarda pratiche consolidate e ordinarie.


3) L'obbligo di assicurazione viene prorogato di 12 mesi, solamente gli Ordini e gli Enti Previdenziali (Inarcassa) potranno stipulare e negoziare convenzioni con le assicurazioni. Questa esclusività implica anche una funzione di rappresentatività e tutela dei propri iscritti, cosa che fino ad ora gli Ordini rifuggono come la peste. Cambierà qualcosa? E' giusta una norma che delega esclusivamente a loro la contrattazione di un assolvimento obbligatorio per l'iscritto? L'assicurazione rimane obbligatoria solo per gli eventuali danni procurati dal professionista nell'esercizio della professione, un'interpretazione "ristretta" lascia presumere che solo chi timbra sarà obbligato a contrarre la polizza. Cercheremo di chiarire questo punto aleatorio.


4) Per quanto riguarda il tirocinio è stata abolita la norma che vietava al tirocinante di lavorare nella pubblica amministrazione e per privati, fermo restando l'obbligo di garantire adeguate ore al tirocinio. Spetterà agli ordini regolamentare e definire quali e quante ore. Purtroppo rimane un rimborso spese forfettario per il tirocinante dopo 6 mesi, senza nessun parametro per la sua quantificazione come se quest'ultimo avesse un qualche potere contrattuale.E' stata abolita anche l'obbligatorietà dei corsi di formazione durante il tirocinio, che appariva come un'ulteriore tassa post-laurea.


5) La formazione obbligatoria sarà gestita dagli ordini che dovranno emanare regolamenti per quanto riguarda l'offerta e il sistema dei crediti, e potranno predisporre i corsi: gli Ordini, le Associazioni degli iscritti agli ordini ed altri soggetti, ma solo se autorizzati dai Consigli degli Ordini e con parere favorevole del Ministro vigilante. In questo modo qualsiasi soggetto promotore dovrà passare al vaglio degli Ordini che sono essi stessi soggetti interessati ad accaparrarsi il maggior numero di corsisti. Un bel conflitto di interessi! Sarebbe più trasparente istituire una Commissione Nazionale ed estranea agli Ordini per l'accreditamento dei soggetti, come d'altro canto emerso dal nostro questionario.


Da settembre ci sarà da lavorare, perché in questi mesi si è passato dall'ipotesi della soppressioni degli ordini ad attribuire loro un più ampio campo di azione: ed infatti ogni ordine si sta muovendo per gestire quest'aumento di lavoro e di introiti. Non che in assoluto questo sia sbagliato, ma se non è possibile istituire un sistema concorrenziale di libero mercato controllato, allora siamo noi iscritti che dobbiamo vigilare su chi per "legge dello stato" ci deve rappresentare.

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