1400 persone hanno sottoscritto la nostra lettera agli Ordini Professionali: leggila qui!

martedì 18 dicembre 2012

Iva incontra Freyrie


Il 12/12/2012, sul Sole 24 Ore, compare un articolo che ci spiega perché questa data è magica: “Dodici è il numero della saggezza. Quella che deriva dall'esperienza di vita, che permette alla calma di prevalere anche nelle situazioni più turbolente. Chissà che la giornata di mercoledì non sia adatta.”

Sarà per questo che il presidente del CNAPPC, Leopoldo Freyrie, ha scelto questa data per incontrarci?


All’incontro, chiesto attraverso la nostra lettera inviata il 03/12/2012 e sottoscritta da quasi 1400 persone, il presidente Freyrie ha risposto con solerzia e disponibilità, di cui lo ringraziamo. Su molte delle proposte da noi presentate ci ha comunicato di stare già provvedendo attraverso la revisione del codice deontologico che sarà presto conclusa. Pertanto, consideriamo quest'incontro come l'inizio di un dialogo, e non il  coronamento di un anno e mezzo di attività di Iva sei Partita. Invitiamo i soci e i lettori del blog a prendere parte a questo dialogo arricchendolo di spunti e proposte, vigilando con noi perchè porti a misure concrete, allargandolo agli Ordini provinciali a cui ognuno di noi è iscritto.


Scendendo più nei particolari, queste le proposte che abbiamo portato:

1. istituzione di un tavolo di lavoro che studi da vicino il fenomeno delle finte partite iva e forme di accesso realmente libero e paritario alla professione;

2. inserimento esplicito, all’interno delle norme deontologiche, della contrattazione irregolare tra professionisti come forma di violazione grave e sanzionabile su segnalazione dell’iscritto;

3. istituzione dell’obbligatorietà di un contratto scritto anche tra professionisti, con impegno del CNAPPC di redigere e mettere a disposizione sul proprio sito una bozza di contratto tipo;

4. misure per rendere gli obblighi di assicurazione e formazione il più possibile compatibili con le fasce di professionisti più deboli.


Queste le risposte forniteci dall’arch. Freyrie:

1. Il CNAPPC, in collaborazione col Cresme, sta redigendo uno studio sullo stato della professione in cui sono stati inseriti alcuni quesiti volti a quantificare esplicitamente forme di sfruttamento all’interno della professione. Tale strumento, di preliminare e necessaria conoscenza del fenomeno, sarà pronto fra pochi mesi.

2. Entro pochi mesi sarà inoltre portata a compimento la riforma del codice deontologico, nel quale sarà inserito l’obbligo di contratto scritto anche fra professionisti e un capitolo completamente dedicato al rapporto fra colleghi

Nel corso dell'incontro abbiamo fornito un nostro modello di contratto-tipo, redatto sul modello di quello messo on line dall'Associazione XX Maggio tramite il suo "Manuale di sopravvivenza per precari", un documento molto utile che vi invitiamo a consultare. Potete scaricare il contratto tipo a questo link, segnalandoci anche come migliorarlo.

Riguardo ai compensi, il CNAPPC non è titolato, per le norme sulla concorrenza, a indicare compensi minimi nell’ambito della contrattazione sul lavoro. Ciononostante, essendo stato reso obbligatorio il tirocinio a cui riconoscere un rimborso spese, ci ha comunicato il suo impegno a inserire tale rimborso come riferimento di massima per stabilire una corretta compensazione del lavoro professionale.

A questo proposito, dobbiamo rilevare che la legge di riforma delle professioni ha compiuto un notevole passo indietro nel suo iter di approvazione, passando dalla previsione di un “equo compenso” a quella di un “rimborso spese” pattuito tra le parti. Questa sottile differenza semantica rende più difficile agganciare le retribuzioni per i professionisti a quelle per i tirocinanti, che di fatto non sono retribuzioni, ma semplici supporti economici, che potrebbero rivelarsi nella realtà completamente irrisori.
Pertanto il CNAPPC, che, non obbligato dalla legge, ha scelto di far diventare il tirocinio obbligatorio, potrebbe compiere un passo di notevole importanza determinando compensi di riferimento non irrisori per i tirocinanti.
Sul tema, peraltro, si stanno muovendo anche i sindacati, attraverso una trattativa che punta ad agganciare i compensi dei tirocinanti, ma anche dei professionisti e delle partite iva, alle retribuzioni previste dal CCNL per gli Studi Professionali. Tali misure vengono prese a riferimento in sede di giudizio qualora la parte datoriale (lo studio professionale), anche se non facente parte dei sindacati firmatari dell’accordo, viene chiamata in causa dal lavoratore/tirocinante.

3. Sul tema della formazione continua e permanente, il CNAPPC emanerà nei prossimi mesi un regolamento nel quale:

- il primario obiettivo sarà puntare a un’offerta formativa di qualità stabilendo criteri di accreditamento a cui dovranno attenersi sia gli Ordini Provinciali che gli altri enti erogatori di formazione
- parte di tale offerta emanata dagli Ordini dovrà essere gratuita o a costi irrisori
- parte della formazione sarà costituita da “autoformazione

4. Anche sul tema dell’assicurazione obbligatoria, il CNAPPC chiarirà chi sono i soggetti obbligati a dotarsene: secondo quanto comunicatoci verbalmente dall'arch. Freyrie, solo coloro che sono titolari di incarico professionale per il quale è conditio sine qua non l’iscrizione all’ordine e che si assumono la titolarità di tale incarico nei confronti del cliente finale: sostanzialmente i professionisti incaricati di timbrare, la cui assicurazione dovrà coprire anche eventuali collaboratori. 
Per far sì che le assicurazioni propongano sul mercato una offerta realmente differenziata, adeguata alle esigenze dei professionisti con differenti tipi di incarico e fatturato, flessibili e “a consumo”, il CNAPPC sta avviando una contrattazione con differenti compagnie assicurative per poter garantire ai professionisti il maggior numero possibile di convenzioni.

5. Per quanto riguarda l’accesso alla professione, questi i progetti che il CNAPPC sta portando avanti:

- SeeArch, sistema per pubblicizzare la propria offerta professionale on line
- Nuvola degli Architetti, un sistema cloud attraverso il quale poter accedere alle licenze dei vari software di supporto alla professione pagando solo il consumo effettivo e non l’intera licenza
- Format per quantificare le spese di tenuta di uno studio professionale
- Business network che metta in rete tutti i soggetti a diverso titolo operanti nel settore dell’edilizia (professionisti, imprese, etc)
- Studio di nuove formule di associazione fra professionisti ( società tra professionisti, ma anche network, associazioni-junior etc.) che si pongano sul mercato del lavoro come alternativa al tradizionale studio professionale.

Buona parte del colloquio si è concentrata infine sulla richiesta, nostra ma anche di gran parte del mondo dei professionisti, delle associazioni e dell’opinione pubblica, di una maggiore incisività e tempestività delle azioni del CNAPPC nei confronti delle violazioni della deontologia. L’arch. Freyrie è stato molto disponibile nello spiegarci quali sono gli impedimenti burocratici e normativi con i quali la macchina del CNAPPC deve confrontarsi. Siamo consapevoli di vivere in un sistema ai limiti della schizofrenia per molti dei suoi aspetti, e vogliamo opporci con le nostre capacità e il nostro desiderio di trasparenza e limpidezza. Pertanto, siamo disponibili ad appoggiare e allo stesso tempo stimolare il CNAPPC perché denunci all’opinione pubblica e alle istituzioni gli “errori del sistema”, che gli impediscono di funzionare come i cittadini si aspettano. Non ravvisiamo altra via che quella di un costante, vigile impegno perché le storture a cui assistiamo vengano denunciate e corrette e non metabolizzate come dati di fatto che siamo ineluttabilmente costretti a subire.

4 commenti:

  1. Ho profondi dubbi sulla ritrovata saggezza del presidente del CNAPPC.
    Avete visto le bozze del nuovo codice deontologico o ve le ha solo raccontate?
    Vedrete che con la sua indagine del Cresme ribadirà che il fenomeno da voi denunciato è solo marginale al mondo degli studi professionali.
    Non fatevi incantare o plagiare come è accaduto per tutti i sindacati di categoria.
    L'unico modo di cambiare gli Ordini è "entrare nella stanza dei bottoni" proponendo una lista IVA SEI PARTITA alle prossime elezioni dei consigli degli Ordini in tutte le provincie e portare in evidenza il problema delle finte partite iva nelle Professioni delle quali nessuno vuole occuparsi (neppure l'ispettorato del lavoro).

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  2. Caro Antonio,
    dubbi, anzi certezze, condivisibili e soprattutto, fondatissimi/e condivido il tuo appello.
    Ma invito a fare una riflessione su quanto sia determinante sperimentare di persona il comportamento di questa Istituzione dello Stato (e non ente di rappresentanza- che il CNA non è)che, ad oggi, ha concordato, anzi pressato i governi ad assumere decisioni devastanti non solo per i giovani architetti, ma per l'intera professione. Aggiungo che misurare le proprie capacità intuitive e di argomentazione è sempre e comunque un fatto positivo. Questo non significa che si condividano le opinioni di Freyrie (non è che poi ci voglia molto).
    Infine, il fascino discreto del CNA non è che dura in eterno. Freyrie e il CNA sono quello che sono perchè noi siamo quello che siamo; questi stanno lì solo perchè 2 leggi (dell'epoca d'oro dello stato corporativo)lo consentono- buttato il paraocchi e migliorati noi, questi vecchi arnesi, questi rappresentanti di sè stessi toglieranno il disturbo.
    A proposito di cambiare gli Ordini entrandoci dentro ho i miei bravi dubbi. Comunque l'importante è che decisioni di questo tipo siano prese in modo giusto, cioè discutendo prima: con chi, che cosa si farà e come, in modo condiviso- altrimenti riè (quasi) la storia di prima, come a Firenze, dove nei fatti la condivisione non si sa dove stia di casa.

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  3. Carissimi di Iva. Sarei cauto nel pronunciare la parola "appoggiare il CNA" perchè denunci, in definitiva, sè stesso. Non lo farà, perchè vive proprio di quegli "errori di sistema" che tali sono solo per noi (purtroppo non sono neanche errori- ma caratteristiche strutturali).
    Per loro sono caratteristiche perfettamente adeguate al sistema di potere che sviluppano nei confronti della quasi totalità degli Architetti, con l'aggravante di farlo nella più totale autoreferenzialità. Il che è un fatto inaccettabile, io credo.

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  4. Caro taun, hai ragione, ma per noi "appoggiare" vuol dire stare alle costole, strappare degli impegni concreti dalla retorica parolaia, "appoggiare" vuol dire impegnarsi affinché il CNA sia costretto a dialogare con i suoi iscritti e rispondere in maniera circostanziata e delle domande precise.
    grazie delle tue riflessioni, un saluto.

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