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lunedì 14 gennaio 2013

dimmi quanti anni hai e ti dico quanto guadagni!

Come sappiamo nella Riforma Inarcassa è stato previsto che il contributo integrativo del 4% sia dovuto anche per i rapporti tra professionisti.

Nel precedente post, il delegato Inarcassa Marco Alcaro ci spiegava che mentre prima della riforma il 4% andava per la gestione della Cassa e per i contributi di solidarietà, ora il 50% del contributo servirà per incrementare il montante contributivo con una percentuale maggiore per chi ha meno anni di contributivi.

Aspettando di leggere il testo definitivo della Riforma e di fare le dovute considerazioni, ci sembra quantomeno bizzarra la posizione di Federarchitetti Campania (Sindacato architetti liberi professionisti) che, dando per scontato la presenza massiccia delle Finte Partite Iva, vede nel 4% una mannaia per i titolari di studio che dovranno gravarsi di un onere in più o, nella maggior parte dei casi, farlo pagare ai loro "finti" collaboratori. 

Appare bizzarro che pur nella consapevolezza che "  le prestazioni di collaborazioni sono effettuate per lo più da soggetti definiti con false partite IVA" la preoccupazione vada a quel 4% in più e non ci si preoccupi di denunciare con fermezza un sistema irregolare di rapporto di lavoro che ingessa questo paese e genera concorrenza sleale

Concorrenza sleale per gli studi che assumono le persone che svolgono un lavoro da dipendente o utilizzano veri collaboratori autonomi riconoscendo loro un adeguato compenso

Tutto questo assume dei macabri contorni, anche alla luce di quanto emerso dall'inchiesta sullo stato di salute della professione e delle università, promossa da Domus nel n.964 di dicembre.
Nell'inchiesta si evidenzia che la differenza del volume di affari degli architetti giovani e senior è enormemente maggiore in Italia che nel resto d'Europea. 

Per fare un esempio se la media del volume d'affari è 100, in Europa un architetto tra i 55-59 anni guadagnerà 145,5 e un giovane tra i 30-34 anni ne guadagnerà 97,4, 
IN ITALIA un architetto tra i 55-59 anni guadagnerà 182,4 e un giovane tra i 30-34 anni guadagnerà 47,6.

E se il volume d'affari medio è di €18800 in Italia, il senior guadagnerà €34216 e il giovane €8836, sono cifre, medie statistiche, ma non siamo molto lontani dalla realtà!

Non è una battaglia generazionale che vogliamo portare avanti, ma far capire che solamente uscendo da protezionismi di casta con la predisposizione a rimettere in discussione i privilegi acquisiti si può cambiare rotta. 

In tutta sincerità, strumentalizzare "i più deboli" ovvero le finte P.iva per chiedere ad Inarcassa di tornare sui suoi passi ci sembra, ancora una volta, bizzarro. Ci chiediamo dove fosse Federarchitetti quando si inseriva, nella riforma Fornero, l'esclusione degli iscritti agli ordini professionali, quando venivano innalzati i minimi contributivi, quando veniva approvato il contributo di solidarietà al 2% per chiedere ora di innalzarlo al 5%.

Abbiamo bisogno di proposte, serie e concrete, perchè è vero che la situazione non è rosea per nessuno, ma per molti è proprio nera.

In ogni caso ricordate di aggiungere sempre il 4% alla vostra fattura!







8 commenti:

  1. Siete una voce preziosa come sempre

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  2. Chiaro e illuminante.
    Purtroppo credo che occorra una correzione al grafico delle età/differenza dalla media, perché penso che al posto dell'età ci si debba mettere l'anno di nascita. Se fosse "solo" un problema di età, significherebbe semplicemente che "basta aspettare". Temo che non sia così. E credo anche sia una delle questioni più importanti e difficili da spiegare.

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    1. Si, infatti, non basta aspettare, visto anche che l'italia per volume d'affari è 19° su 23 a seguire estonia, bulgaria, lituania, romania!

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    2. io credo che esista una netta cesura tra chi è entrato nel mondo del lavoro prima o dopo del 2001. Quelli come me che hanno iniziato a lavorare dopo l'avvento dell'euro (che comunque non è direttamente rilevante ai fini del discorso) hanno dovuto subire maggiore precarietà e minore retribuzioni, per una serie complessa di motivi, il cui fattor comune però è ben identificabile: i governi che si sono succeduti negli ultimi 10-15 anni hanno praticato una politica complessiva che ha garantito le generazioni nate prima del 1970, scaricandone il peso sulle generazioni nate negli ultimi 40 anni. La invenzione, tolleranza ed incentivazione di forme di lavoro precario ha di fatto operato questa cesura generazionale. Nel nostro campo la circostanza è resa più dura e visibile dalla oontemporanea crisi del settore, dalla più generale crisi economica, dal malfunzionamento dell'università, dalla normativa confusa e contraddittoria, dalla difficoltà di praticare le professioni di architetto e ingegneri in maniera pulita, al di fuori di circoli e in mancanza di agganci, da alcune normative come la Merloni via via modificata fino al codice dei contratti, che invece di limitare la corruzione e incentivare la professionalità ha concentrato il lavoro in pochi grandi studi.

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  3. E qualcuno invece potrebbe spiegarmi la ragione dell'obolo contributivo del 4% anche per chi non ha obbligo di iscrizione (es. già iscritto ad altri enti previdenziali)?

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  4. Ciao amici di IVA
    Visto la vostra intenzione di inviare una lettera al Presidente di Inarcassa Muratori per "sensibilzzarla" ad un necessario riequilibrio generazionale della Riforma appena approvata (praticamente il passaggio al contributivo viene pagato solo dai "giovani"), mi permetto di ribadire le seguenti proposte:

    - porre un tetto massimo alle pensioni erogabili oggi, proporzionato con la pensione minima (3-4 volte?);
    - porre oggi un contributo di solidarietà (sopra una soglia di pensione erogata che permetta una vita dignitosa) sugli attuali pensionati (che evidentemente godono di una pensione sproporzionata rispetto quanto versato);
    - ritirare oggi il timbro a tutti i pensionati inarcassa (sopra una soglia di pensione erogata che permetta una vita dignitosa) per favorire un ricambio generazionale nelle professioni favorendo “i giovani” che così potranno incrementare i loro redditi e di conseguenza la futura pensione.

    Personalmente credo che sia inutile trattare sia con la Muratori (Inarcassa) che con Freyrie (CNA) perchè, sono evidentemente in malafede.
    Meglio sarebbe lavorare subito per una protesta collettiva ma capisco la vostra prudenza.

    Chiedo a tutti un commento su queste proposte e se ne avete altre esponetele e discutiamone insieme.
    Grazie

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  5. E' facile fare demagogia influenzando i più deboli, invece è difficile comprendere le conseguenze delle scelte politiche che i nostri Delegati hanno effettuato con la nuova riforma INARCASSA a favore dei più forti. Riteniamo, per il bene della categoria che rappresentiamo e che tutti, a parole, vogliono perseguire,che le informazioni siano date in modo corretto senza dar luogo a storture che servono solo ad alimentare confusione in questo nostro complesso mondo della libera professione.
    Il redattore dell'articolo non ha necessità di attendere "di leggere il testo definitivo della Riforma e di fare le dovute considerazioni" perchè il testo integrale della riforma è pubblicato da diverso tempo sul sito di INARCASSA e, quindi, ognuno di noi può rendersi conto di cosa è la nuova riforma pensionistica varata dal nostro Ente Previdenziale ed approvata dal Ministero competente.
    La dizione "Finte Partite IVA" non l'ha coniata la Federarchitetti Campania ma è una problematica che da diversi anni è posta all'attenzione della classe politica e dai sindacati e che viene inserita per la priva volta nella riforma "Fornero" del mercato del lavoro. La stessa riforma "Fornero" individua anche una soluzione ma non si applica a coloro che risultano iscritti agli Ordini Professionali. Per cui alcuna denuncia sull'argomento la Federarchitetti Campania ha l'obbligo di fare poichè tale fenomeno è già stato in passato portato a conoscenza delle istituzioni, tanto è vero che è stata inserita nella riforma del mercato del lavoro "Fornero".
    La problematica del 4 % da noi sollevata, invece, poneva l'accento sull'eliminazione dell'agevolazione tra professioinisti che, con la scusa della sostenibiltà a 50 anni della nuova riforma INARCASSA si vedono ulteriormente ridotte le già labili disponibilità economiche.
    In un momento di crisi del lavoro professionale, come risulta anche dalla relazione che accompagna il bilancio preventivo 2013 di INARCASSSA, la corresponsione del contributo integrativo 4 % anche tra i professionisti iscritti INARCASSA comporta un ulteriore abbassamento del reddito che questi soggetti hanno a disposizione entro l'anno.
    Per coloro i quali vogliono rendersi conto di quanto da noi pubblicato si rinvia al seguente link: http://www.federarchitettiregionecampania.it/index.php?option=com_content&view=article&id=582:inarcassa-contributo-integrativo-tra-professionisti-oltre-al-danno-la-beffa&catid=1:news&Itemid=3

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  6. Concordiamo con il rappresentante di Fedearchitetti Campania sull'inequità di alcune scelte della Riforma Inarcassa (aumento dei minimi, aumento aliquote, 1% contributo per già pensionati, nessuna forma di flessibilità).
    Ricordiamo però che il contributo integrativo pari al 4%, nella nuova riforma, concorrerà a definire il proprio montante individuale con percentuali maggiori nei primi anni di contribuzione (art.26 comma 5 del regolamento). Inoltre il contributo integrativo versato dal professionista ad altro professionista può essere sottratto dal dal totale del contributo integrativo dovuto in base al proprio volume d’affari professionale, a meno di non essere il committente finale (art.5 comma 5). In questo senso ci sembra che la possibilità di utilizzare il contributo integrativo (con percentuali variabili dal 50% al 25%) per concorrere al proprio montante individuale sia una piccola misura "positiva".

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