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giovedì 7 febbraio 2013

Dalla bottega al Combo-working

Tra una puntata di Inarcassa e l'altra, prosegue il viaggio di Iva per conoscere le nuove forme di organizzazione del lavoro che stanno nascendo in Italia come valide alternative all'idea che la nostra professione si possa fare solamente aprendo "il proprio studio" o tutt'al più  mettendosi insieme a 2-3 compagni di ventura.

Oggi vi raccontiamo di Comboproject di Firenze il cui motto è: 
Quello che ti serve, quando ti serve! 
Un'idea semplice che risponde alla necessità di utilizzare uno spazio flessibile e malleabile alle proprie esigenze dove lavorare, organizzare corsi, sviluppare progetti assieme ad altre persone, e poi, avete mai sentito parlare di COMBO crediti?
Diteci cosa ne pensate...

1)  Come nasce Comboproject e qual è l'idea innovativa di spazio di lavoro e di condivisione che propone ?


Il progetto nasce come frutto dell’esperienza triennale di 22A|22, un progetto ora concluso che ho co-fondato nel 2009 e che si basava sulla commistione delle funzioni di spazio di lavoro condiviso e galleria di design. 

COMBO nasce anche come un tentativo puntuale di migliorare quel progetto con la costruzione di un modello che concili la piccola dimensione degli spazi con la vitalità e lo spirito che un coworking DEVE avere.

Gli spazi medio-grandi riescono abbastanza facilmente a mantenersi fluidi anche attraverso il naturale ricambio dei coworkers, mentre negli spazi al di sotto delle 10-15 postazioni, le community tendono a perdere di malleabilità ed a formare sostanzialmente degli studi associati. Non è certo la regola, ma la trasformazione da spazio condiviso a spazio suddiviso è un passaggio abbastanza comune.

Non che sia un male in sè e per sè, semplicemente non è quello che vorrei riuscire a realizzare. L’operazione che vorrei riuscire a concretizzare con COMBO è quella di proporre un’alternativa al modello ricorrente della postazione personale fissa prevedendo postazioni flessibili. In questo modo spero di riuscire a creare un luogo che sia un punto di riferimento e di appoggio per un numero di persone più ampio di quello che lo spazio può fisicamente ospitare. Con il tempo spero si formi una comunità di users diversifcati: da chi viene tutti i giorni, a quelli che vengono magari solo part-time, a quelli che vengono occasionalmente o sono solo di passaggio. 
Vorrei insomma mantenere aperta e liquida la comunità, e che la comunità stessa possa sfruttare la flessibilità dello spazio. Infatti finito l’orario lavorativo, COMBO si può trasformare velocemente in aula formativa, spazio per microeventi, sala riunioni.


2)  Come funziona?


I due cardini sono la flessibilità ed i crediti. Lo spazio dispone di tavoli su ruote e sedie pieghevoli che diventano i pezzi con i quali comporre nello spazio diverse combinazioni
che possano far diventare lo spazio di volta in volta un coworking, una sala riunioni, un’aula formativa, uno spazio per microeventi. Tutte queste combinazioni corrispondono a servizi che possono essere acquistati anche con un sistema di crediti prepagati che vengono caricati su di un account personale.



Ogni servizio ha un costo fisso in crediti; ad esempio una giornata intera costa 20 crediti, una mezza 14, un’ora di aula 10. All’utilizzo effettivo della postazione, dell’aula o di qualsiasi altro servizio i crediti vengono scalati. Oltretutto le ricariche dei crediti vengono fatte a pacchetti di 100, 200, 500 o 1000; maggiore è la ricarica, più alto è lo sconto sul costo di ogni singolo credito. Questo significa che chi usa lo spazio più di frequente e quindi carica tagli maggiori, può arrivare a spendere fino al 50% in meno di chi paga il servizio di volta in volta. Per esempio una postazione giornaliera arriva a costare 8.5€, che oltretutto vengono pagati solo se la postazione viene realmente usata.


3) Quali sono i suoi punti di forza e le sue criticità?

Il punto di forza credo sia la sua stessa impostazione, perchè permette agli utenti di ottimizzare le proprie spese con assoluta flessibilità, interagendo con lo spazio sia da fruitori che da parte attiva in modi limitati solo dalle inclinazioni e dall’intraprendenza personali. Il tutto senza dover fare investimenti per una struttura propria. 

Ad esempio: quanti professionisti sono portatori di conoscenze che potrebbero essere ulteriormente valorizzate trasferendole ad altri? Se fossi ad esempio un virtuoso di Photoshop, il giorno potrei lavorare alla mia postazione, e la sera prenotare l’aula per tenere un corso di fotoritocco. Se fossi un designer, potrei assieme ad altri fruitori prenotare lo spazio per un weekend per preparare assieme un concorso. E poi magari esporre il prototipo in vetrina. 

Per lo spazio in sè la flessibilità è un’opportunità di attivare un meccanismo ed una community sicuramente più estesi di quanto sarebbero se fosse solo un contenitore di scrivanie.

I punti deboli ci sono sicuramente. Innanzitutto è comprensibile il desiderio di avere un luogo privato dove lasciare le proprie cose, la foto della fidanzata, i propri appunti sulla scrivania ed il modello di COMBO non lo permette. In secondo luogo non è il posto perfetto per nessuno dei servizi che propone... però ne propone molti simultaneamente e questo credo compensi. Diciamo che COMBO è una specie di coltellino svizzero!
Di sicuro incuriosisce, perchè dalla vetrina a seconda dei giorni e dell’orario chi passa vede ogni volta una scena diversa. “Ma cosa fanno questi?” è la domanda che sento spesso attraverso il vetro.

4)  Che tipo di investimento è stato necessario, avete ottenuto delle agevolazioni dalle istituzioni?

Gli spazi con destinazioni multiple sono digeriti davvero male dal nostro sistema, per non parlare delle attività multiple in sè. Il grafico lavora nello studio, il consulente nell’ufficio, il designer nel laboratorio. Questo è un problema che affligge gli spazi di coworking in genere, ed a maggior ragione colpisce un modello come quello di COMBO. Significa che qualsiasi business plan si fondi sul coworking, difficilmente viene accolto ed infatti nella stragrande maggioranza gli spazi di coworking vengono avviati con capitali propri.
 L’investimento nel mio caso è stato relativamente contenuto ed è stato destinato all’avvio del contratto di affitto ed all’arredo, mentre sito internet e comunicazioni sono stati fatti in casa, come accade spesso considerato il fatto che chi avvia un coworking spesso ha a che fare con il web, i social e la grafica. 

Bisogna anche mettere in conto l’avviamento, che per gli spazi di coworking non è infrequente duri diversi mesi. Va detto che le istituzioni, grazie ad alcuni loro organi e persone particolarmente mobili ed attente all’evoluzione della società, stanno drizzando le orecchie. Anche ad esempio in Toscana con il progetto Giovani Si, ma resta il fatto che per ora tocca far da sè, trasformando una scelta coraggiosa, innovativa ed utile alla comunità in una sorta di missione ad alto rischio.


5)  Che tipo di sviluppo e implementazioni immagini per Combo?

Innanzitutto la flessibilità dello spazio andrà supportata procurando “pezzi”nuovi ed immaginando dei miglioramenti, come ad esempio dell’arredo e degli impianti  appositamente studiati. Attraverso le funzioni base, che devono essere le gambe del progetto, spero di riuscire ad aggregare una comunità ampia e vitale di utenti che nello spazio si possano conoscere ed avviare collaborazioni e che grazie allo spazio possano avere un supporto alla loro intraprendenza ed ai loro progetti. E mi auguro poi che questi progetti possano rimanere almeno in parte legati a COMBO arricchendo offerta ed opportunità per gli utenti che si avvicenderanno.

Questo è quello che va fatto presto, ma c’è anche un obiettivo di lungo periodo: spero di riuscire a creare una rete cittadina di piccoli spazi speciali dotati ciascuno di una caratteristica speciale (un giardino, un banco da lavoro, un bar) fruibili tutti con lo stesso sistema di crediti in modo che ognuno possa scegliere ogni giorno il luogo più adatto dove andare a seconda di dove si trova, di quello di cui ha bisogno, o anche semplicemente del posto che gli piace di più. Una community liquida e molti luoghi dove incontrarsi. 

Combo è anche il luogo che ci ha accolto con incredibile senso dell'ospitalità nell'evento del 1 febbraio a Firenze. Volete diventare soci di Iva? Potete farlo anche tramite Combo! Andate a dare un'occhiata a via dei Serragli 69/r a Firenze!

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