1400 persone hanno sottoscritto la nostra lettera agli Ordini Professionali: leggila qui!

giovedì 18 luglio 2013

Che fine hanno fatto i commenti al post su Inarcassa?

Per tutti i lettori del blog che ne hanno fatto richiesta, abbiamo pubblicato a questo link  la raccolta di tutti i commenti al post su Inarcassa pubblicato il 28 Aprile sul blog.

Sono 83 pagine di analisi e proposte che cercheremo di sintetizzare in un documento unico. La materia previdenziale ha suscitato e suscita molto interesse ed è uno dei temi che continueremo a portare avanti.

Buona lettura!

L'intervista al deleg. Inarcassa, arch. Iris Franco è stata rimossa su richiesta dell'interessata.

Iva scrive al Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti

In merito all'iniziativa del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Architetti che, nel proprio sito ( link), ha inserito una sezione dedicata agli esempi di "contratto tipo" per le diverse categorie di incarico professionale, abbiamo già espresso (link) le nostre perplessità sulla formula con cui viene definito l'oggetto della collaborazione nei contratti tra professionisti.

Per questo motivo abbiamo inviato al Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, l'architetto Leopoldo Freyrie, con cui abbiamo avuto un incontro interlocutorio il 12 dicembre 2012, la lettera che segue per rettificare il testo del "Contratto Tipo" che rischia di  avvallare l'utilizzo del lavoro autonomo come lavoro subordinato.



In attesa della risposta del CNA, condividete la lettera e scriveteci le vostre perplessità.


Gentile Presidente,

Come associazione “Iva Sei Partita”,  che raccoglie le voci di architetti e ingegneri iscritti agli ordini professionali , Le inviamo le nostre perplessità rispetto alla bozza di contratto tipo “01-contratto architetto collaboratore” proposto sul sito del CNAPPC.

Come emerso dall’incontro del 12/12/2012 tra Lei e i nostri rappresentanti, riteniamo fondamentale che il Consiglio Nazionale degli Architetti si faccia promotore di iniziative volte a chiarire i rapporti di collaborazione tra professionisti e accogliamo con interesse l’iniziativa di fornire modelli di contratto tipo.
Tuttavia, dobbiamo rilevare come alla premessa del suddetto contratto, laddove si specifica la natura dell’incarico, nell’espressione  “il Committente, intende avvalersi delle prestazioni professionali del Prestatore d’Opera nell’espletamento di servizi di………………….. o più in generale di servizi di collaborazione, non meglio precisati,  alle usuali attività di studio del committente”,  l’ultima parte sia in palese contraddizione con i presupposti del contratto d’opera (codice civile art.2222), in quanto non individua espressamente l’oggetto della prestazione, ma lo identifica genericamente in una collaborazione alle attività di studio del committente.

La stessa Riforma Fornero ha previsto per i contratti a progetto la necessità di una esplicita e chiara identificazione del progetto, proprio per evitare che una forma di lavoro parasubordinato venga impiegata in mansioni coincidenti con la ragione dell’impresa, eludendo di fatto il contratto di lavoro dipendente. A maggior ragione, tale genericità non può sussistere in un contratto di lavoro autonomo , anche nell'ottica di combattere il fenomeno delle finte partite iva, problema in relazione al quale abbiamo riscontrato la sua disponibilità e sensibilità.

Pertanto, chiediamo a Lei e al Consiglio che presiede di modificare tale bozza di contratto per far sì che il servizio fornito sia non fraintendibile e di reale utilità a tutti gli iscritti.
Certi di un Suo riscontro, Le porgiamo i nostri cordiali saluti.


Associazione Iva Sei Partita


giovedì 11 luglio 2013

My name is.....

In questi ultime mesi c’è stato un innalzamento del livello di attenzione ed inquietudine, per usare un eufemismo, sul tema INARCASSA. 

Molti sono i gruppi che sono nati sul web per informare, protestare, proporre cambiamenti alla riforma Inarcassa  e chiedere un maggiore dialogo con i vertici del nostro ente previdenziale.

Ci sembra sia venuto il momento raccogliere e coagulare su un’unica piattaforma aperta le tante voci e istanze che viaggiano nella rete, per non disperdere le energie e rafforzare l’impatto delle azioni intraprese.

E QUINDI ORA TOCCA A VOI, sguinzagliate la vostra creatività!


AAA cercasi nome per piattaforma web sul tema Inarcassa
Il nome della nuova piattaforma dovrà contenere la parola Inarcassa, lo sappiamo che non è il massimo, ma ci occorre per garantire una maggiore efficacia nei motori di ricerca, non dovrà contenere parolacce che anche la mamma dice che non sta bene, dovrà essere un nome che rimanda alla partecipazione , il dialogo, il rinnovamento, la trasparenza, l’uguaglianza di diritti.

Non è facile, lo sappiamo per questo chiediamo il vostro aiuto.


Postate la vostra proposta fino al 21 luglio 2013 come commento e iniziamo insieme questa nuova avventura!

venerdì 5 luglio 2013

Contratto o contatto?

Il Consiglio Nazionale degli Architetti CNAPPC ha pubblicato sul sito  www.awn.it 
dei “contratti tipo” da utilizzare sia nei rapporti tra professionista e privati che tra professionisti. Ci sembra una lodevole iniziativa per uniformare e dare delle linee di indirizzo nella giungla delle proposte, più o meno indecenti , che vengono fatte al futuro collaboratore durante i colloqui di lavoro.

Vediamo i punti salienti del contratto tra professionisti che è uno dei casi più frequenti  in cui si cela la finta partita iva.  Da una parte il prestatore d’opera a P.iva (da ora chiamato POivo)e dall’altra il committente professionista che richiede la collaborazione (da ora chiamato CiPi).

Partiamo subito dal punto che ci convince meno, l’individuazione della prestazione richiesta al POivo.

Al punto 4 si dice che “II Prestatore D'Opera dovrà svolgere a favore del Committente le seguenti attività …. o (udite bene) più in generale di servizi di collaborazione, non meglio precisati,  alle usuali attività di studio del committente”!!!

Questo punto ci appare totalmente illegittimo in quanto sotto la voce “USUALI ATTIVITA’ DI STUDIO DEL COMMITTENTE” viene invalidata l’individuazione dell’opera o servizio oggetto del contratto. Tanto che il codice civile art.2222 disciplina il contratto d’opera “quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo un opera o un servizio” e non può essere certo considerato un servizio o un’opera stare a disposizioni dello studio per le più disparate attività.

Oltretutto lo stesso codice civile art.2233 ci dice che “In ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all'importanza dell'opera e al decoro della professione.”  Ribadendo l’importanza dell’individuazione dell’opera nelle prestazioni d’opera (sich!). Pur nel temutissimo Contratto a Progetto il legislatore (la cara Fornero) ha tenuto a precisare come debba essere esplicitato il “progetto”, annullando la scappatoia del “programma generico” con cui i contratti a progetto venivano utilizzati come contratti di subordinazione.

CONCLUSIONE: togliete questa frase dal contratto:  “ più in generale di servizi di collaborazione, non meglio precisati,  alle usuali attività di studio del committente”.

Altro punto importante da chiarire è la proprietà intellettuale di quanto oggetto della prestazione d’opera, ovvero se eseguo un progetto esecutivo per un CiPi, posso utilizzarlo per la mia attività professionale e curriculare, specificando le specifiche competenze e la reale paternità di tutte le componenti del progetto?  Si, in quanto in linea con il concetto di autonomia professionale e non di subordinazione.

E ora passiamo a vedere alcuni punti salienti:

L’esclusività si paga

Viene esplicitata la non esclusività nei rapporti tra POivo e CiPi, ovvero il collaboratore può avere altre incarichi a meno di non arrecare danno al CiPi o attuare concorrenza sleale. Nel contratto è esplicitato che per ben 18 mesi dal termine del contratto il POivo non può avere nessun tipo di rapporto o relazione con i Clienti del CiPiCi. Il CiPiCi può però richiedere l’esclusività quantificandola economicamente ed esplicitando, nel contratto, il compenso per questa richiesta.
C’è da chiarire che il concetto di “concorrenza sleale” è abbastanza tortuoso, sancito dall’art. 2598, è soggetto a svariate linee interpretative. In linea generale si riferisce al divieto di utilizzare illecitamente le proprietà intellettuali altrui, diffamare e violare le norme deontologiche, in questo senso, ad esempio, partecipare in proprio a un bando di gara o concorso a cui partecipa anche il Cipi, ma non oggetto del contratto, può essere considerata concorrenza sleale?

L’autonomia è d’obbligo

Più volte viene ribadito nel contratto che “II Prestatore D'Opera presterà la propria opera in piena autonomia gestionale, organizzativa e operativa, salvo il necessario coordinamento generale e programmatico con il Committente. Pertanto tale attività lavorativa sarà svolta a titolo di Prestazione d'Opera con lavoro proprio e senza vincolo di subordinazione nel quadro di un rapporto unitario e continuativo, con assoluta autonomia o indipendenza, senza risultare soggetto a direttive di natura tecnica e/o organizzativa nonché a vincoli di dipendenza gerarchica”
Quindi:
niente orari prefissati, timbri di cartellino, nessun obbligo di sede se non per esigenze strettamente necessarie all’assolvimento dell’opera, nessuna sparata della serie “io sono il capo e voi…”

Mi assicuri tu?

Nel contratto è esplicitato che “Il Prestatore d’Opera, per l’attività svolta in base al presente contratto, non è tenuto a stipulare polizza di R.C. professionale per eventuali i danni provocati nell'esercizio della propria attività professionale” . Quindi nessun obbligo di polizza, anche se questo potrebbe in qualche modo inficiare l’autonomia del prestatore d’opera. Utilizzatela in casi specifici o meglio fate una vostra assicurazione computandola nel compenso. Stesso discorso per il punto in cui “II Committente assume la responsabilità civile per i fatti compiuti dal Prestatore d'Opera nell'esercizio delle funzioni strettamente connesse all'incarico ricevuto”.

In generale nel contratto si è cercato di dare “un colpo al cerchio e uno alla botte”, tutelando il POivo per quanto riguarda tempi, compenso, responsabilità civile ed obbligo assicurativo, ma garantendo al CiPiCi di poter utilizzare la prestazione d’opera anche in assenza di un’opera o servizio specifico da espletare.


Ancora una volta appare chiaro la necessità di chiarire i campi di applicazione della P.iva e di incentivare ( e non penalizzare, come è stato fatto con la Riforma Fornero) l’utilizzo del contratto a tempo determinato come avviene nel resto d’Europa.

martedì 2 luglio 2013

Inarcassa rateizzazioni - misure a sostegno degli iscritti

Ti rateizzi tu?

Come sapete il CDA di Inarcassa ha varato una serie di provvedimenti per farci digerire meglio” l’aumento del 38% dei contributi minimi (da versare qualsiasi sia il vostro volume d’affari), il “famigerato”  contributo minimo, che è arrivato a  €2998,00 (contabilizzando il contributo soggettivo, integrativo e la maternità) . 

Alla luce delle molte voci di protesta che finalmente si stanno sollevando su e giù per lo stivale, il CDA dà segnali di apertura, se non altro comunicando ai suoi iscritti la fallibilità della riforma da poco approvata, quando già la situazione di crisi del settore era palese e di segnali di ripresa neanche a parlarne.  Una certezza nella buona riforma, raccontata dal sito Inarcassa come una serie di misure - che assicurano la necessaria tutela sia ai più anziani sia alle giovani generazioni - che in pochi mesi è andata vacillando. Prendiamola come una “buona notizia” e cerchiamo di capire quali misure - per far fronte alla crisi – sono state messe in atto:

1)   Il termine ultimo per il versamento della 1° rata di circa 1500€ è stata prorogato dal 30/06/2013 al 31/07/2013

2)      Rateizzazione in 36 rate quadrimestrali  con un tasso di interesse del 4,5% annuo (pagate 120€ in più)!

3)      Dilazione al 31/10/2016 dei contributi minimi solo per la terza rata pari a €890,00, solo se ipotizzate per il 2013 un reddito inferiore ai 15mila euro, solo se non usufruite di altre agevolazioni, solo se versate un tasso di interesse annuo del 3% (circa 85€), solo se ne facevate richiesta entro il 30/06/13! Attenzione perché se il vostro reddito 2013 sarà maggiore di 15mila euro pagate subito e con un tasso del 4,5%. Visto che rimaniamo speranzosi sul futuro, questa dilazione poteva essere prevista sui redditi 2012, no?

4)      Rateizzazione del conguaglio 2012 con un tasso di interesse del 4,5%, ma se rientrate nel contributo minimo la cosa non dovrebbe interessarvi.


Primo dubbio aritmetico/amletico:

ma se i contributi che versiamo ci restituiscono una rivalutazione minima del 1,5% (*) annuo perché il tasso di interesse sulla rateizzazione è di min. 3% max 4,5%?

E’ vero che la banca mi chiederebbe di più ,e forse neanche mi sta a sentire, ma la domanda è:  Inarcassa è una banca? E in questi casi si può parlare di vere e proprie “agevolazioni a sostegno degli associati?”

Non spetta certo ad Inarcassa risolvere il problema dei bassi redditi di architetti e ingegneri, del sovraffollamento degli iscritti agli ordini e della crisi del settore (**), ma alcuni aggiustamenti andrebbero messi in cantiere. Come ad esempio innalzare il contributo di solidarietà che i pensionati iscritti e non, versano solo per il 2013 alla cassa (1% e 2%),  predisporre misure di “congelamento” non oneroso della propria posizione pensionistica, senza necessariamente doversi cancellare da Inarcassa, stimolare il ricambio generazionale all’interno del consiglio dei delegati  (età media over 60), fare pressione affinché venga finalmente attuato, in tempi brevi e con procedure chiare, il ricongiungimento non oneroso dei contributi versati alle diverse casse. Solo per cominciare.


 (*) Al tasso minimo del 1,5% è prevista la possibilità di un’ulteriore rivalutazione con parte del rendimento realizzato sul patrimonio della Cassa, subordinatamente alla verifica della sostenibilità e votato dal CND. incrementabile solo se il patrimonio procede a gonfie vele e la sostenibilità è garantita!

(**) Considerando che la media del volume d’affari degli architetti è di circa 21mila euro annui e che l’Italia è ben al di sotto la media europea per quanto riguarda il volume d’affari in rapporto all’età (media europea – un architetto tra i 55-59 anni percepisce il doppio di un 35enne, in Italia il 35enne 4 volte di meno), sussiste una larga, larghissima fetta di architetti e ingegneri al di sotto della media, con cui Inarcassa dovrà fare i conti per garantire la sostenibilità delle pensioni in essere! Se ne saranno accorti?