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giovedì 18 luglio 2013

Iva scrive al Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti

In merito all'iniziativa del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Architetti che, nel proprio sito ( link), ha inserito una sezione dedicata agli esempi di "contratto tipo" per le diverse categorie di incarico professionale, abbiamo già espresso (link) le nostre perplessità sulla formula con cui viene definito l'oggetto della collaborazione nei contratti tra professionisti.

Per questo motivo abbiamo inviato al Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, l'architetto Leopoldo Freyrie, con cui abbiamo avuto un incontro interlocutorio il 12 dicembre 2012, la lettera che segue per rettificare il testo del "Contratto Tipo" che rischia di  avvallare l'utilizzo del lavoro autonomo come lavoro subordinato.



In attesa della risposta del CNA, condividete la lettera e scriveteci le vostre perplessità.


Gentile Presidente,

Come associazione “Iva Sei Partita”,  che raccoglie le voci di architetti e ingegneri iscritti agli ordini professionali , Le inviamo le nostre perplessità rispetto alla bozza di contratto tipo “01-contratto architetto collaboratore” proposto sul sito del CNAPPC.

Come emerso dall’incontro del 12/12/2012 tra Lei e i nostri rappresentanti, riteniamo fondamentale che il Consiglio Nazionale degli Architetti si faccia promotore di iniziative volte a chiarire i rapporti di collaborazione tra professionisti e accogliamo con interesse l’iniziativa di fornire modelli di contratto tipo.
Tuttavia, dobbiamo rilevare come alla premessa del suddetto contratto, laddove si specifica la natura dell’incarico, nell’espressione  “il Committente, intende avvalersi delle prestazioni professionali del Prestatore d’Opera nell’espletamento di servizi di………………….. o più in generale di servizi di collaborazione, non meglio precisati,  alle usuali attività di studio del committente”,  l’ultima parte sia in palese contraddizione con i presupposti del contratto d’opera (codice civile art.2222), in quanto non individua espressamente l’oggetto della prestazione, ma lo identifica genericamente in una collaborazione alle attività di studio del committente.

La stessa Riforma Fornero ha previsto per i contratti a progetto la necessità di una esplicita e chiara identificazione del progetto, proprio per evitare che una forma di lavoro parasubordinato venga impiegata in mansioni coincidenti con la ragione dell’impresa, eludendo di fatto il contratto di lavoro dipendente. A maggior ragione, tale genericità non può sussistere in un contratto di lavoro autonomo , anche nell'ottica di combattere il fenomeno delle finte partite iva, problema in relazione al quale abbiamo riscontrato la sua disponibilità e sensibilità.

Pertanto, chiediamo a Lei e al Consiglio che presiede di modificare tale bozza di contratto per far sì che il servizio fornito sia non fraintendibile e di reale utilità a tutti gli iscritti.
Certi di un Suo riscontro, Le porgiamo i nostri cordiali saluti.


Associazione Iva Sei Partita


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