1400 persone hanno sottoscritto la nostra lettera agli Ordini Professionali: leggila qui!

lunedì 14 ottobre 2013

Non è un paese per mamme e papà...liberi professionisti

Prosegue l'impegno della nostra associazione nella campagna di sensibilizzazione e denuncia delle condizioni di difficoltà di architetti e ingegneri liberi professionisti Mamme e Papà!

SABATO 19 OTTOBRE a PADOVA 
alle ore 15.30
nella sala Polivalente di via Guasti 12/c 

Ne parleremo all'interno un incontro, organizzato dalle Democratiche del PD,  in cui si discuterà della precarietà nel lavoro con un occhio particolare alle donne e alle mamme (link).

I primi risultati del questionario che abbiamo proposto e che vi invitiamo a diffondere (link) ci raccontano di un'estrema difficoltà nel conciliare la libera professione con l'essere genitori. 

Nella maggior parte dei casi, nei 6 mesi prima e negli 8 mesi dopo, la nascita del pargolo/a non è stato possibile riprendere la propria attività professionale e una volta ripresa si è avuta una diminuzione del reddito del 35% circa. Per non parlare delle difficoltà che incontrano le mamme finte p.iva che nel 90% dei casi non hanno ritrovato il loro posto di lavoro al rientro dalla maternità o hanno visto cambiare, in peggio le loro condizione lavorative.

Il tema non riguarda esclusivamente noi liberi professionisti, ma come categoria alcuni obiettivi dobbiamo portarli avanti:

1) Snellire i tempi e le procedure del riconoscimento dell'indennità di maternità da parte di Inarcassa.
2) Estendere l'indennità anche alla paternità
3) Calcolare l'assegno di maternità/paternità in base al proprio reddito favorendo i redditi inferiori. La maternità rientra nelle "prestazioni assistenziali", attualmente la quota annuale del contributo di maternità è uguale per tutti gli iscritti (nel 2013 €68,00), ma l'indennità viene ridistribuita secondo il reddito dichiarato, privilegiando così i redditi più alti.
4) Richiedere a tutti gli ordini provinciali di architetti e ingegneri l'esonero dalla quota annuale per l'anno successivo al parto.

queste sono proposte "minime" di certo non esaustive per risolvere la contrapposizione lavoro-maternità/paternità. Proposte minime che rappresentano le prime tappe di un percorso volto al riconoscimento del "libero" diritto al lavoro e alla genitorialità!

Nessun commento:

Posta un commento