1400 persone hanno sottoscritto la nostra lettera agli Ordini Professionali: leggila qui!

domenica 29 giugno 2014

Workshop: IL LAVORO AUTONOMO FA RETE


Il 17 maggio a Firenze c'è stato il primo workshop strategico promosso da Acta e Iva sei partita con l’obiettivo di incontrare rappresentanti di altre associazioni del lavoro autonomo e di singoli professionisti.

L’esito del lavoro dei gruppi che troverete nel report dell'incontro, corrisponde alle opinioni dei presenti e non delle associazioni in generale, ed è da considerarsi un primo passo di un lavoro comune che per acquisire sostanza e corpo prevederà necessariamente nuovi incontri e ulteriori momenti di confronto".

Troverete l’esito dettagliato del lavoro dei gruppi qui: 

Ai partecipanti è stato chiesto di dividersi in due gruppi e lavorare per tavoli tematici. 
il tavolo delle IDENTITA'
il tavolo delle PROPOSTE

1° TAVOLO
Il tavolo delle “Identità” ha lavorato prima di tutto per definire "CHI SIAMO". 
Sembrerebbe una questione banale, ma in realtà questo è un nodo cruciale che determina la scarsa coesione che c'è tra i lavoratori autonomi e di conseguenza la poca incisività sulle proposte da portare avanti. La necessità di trovare una definizione comune che metta insieme le molte realtà del lavoro autonomo che soffrono delle stesse fragilità è urgente, anche per sollecitare le istituzioni per azioni di riforma efficaci.
La discussione ha provato a tirare fuori una definizione:
"Siamo lavoratori, autonomi nell’organizzazione del nostro lavoro e forniamo servizi in cui prevale la componente intellettuale, non adeguatamente riconosciuta ne’ valorizzata. 
Siamo lavoratori diversamente tutelati, arbitrariamente assimilati ad altre categorie lavorative (es. imprenditori)." 


VI RICONOSCETE IN QUESTA DEFINIZIONE?
Aggiungereste o togliereste qualcosa?

2° TAVOLO
Il tavolo "strategie" ha lavorato invece sull'individuazione di alcune proposte comuni come possibili punti di partenza per una piattaforma di discussione (vedi approfondimento).
Sinteticamente i temi individuati sono stati:
Pensione: Necessità di poter ricongiungere in modo NON oneroso i versamenti fatti ad INPS gestione separata ed altre Casse di Previdenza. Bloccare l'aumento al 33% per INPS gestione separata (l'aumento è stato solo procrastinato).Ipotesi di unificazione di tutte le casse.
Diritti previdenziali ed assistenziali: Garantire anche al lavoratore autonomo l'assistenza dignitosa in caso di malattia, inabilità, invalidità temporanea o permanente. Proposta di un fondo "intercategoriale" . Maternità/paternità, ottenere il contributo senza astensione obbligatoria, versamenti in base al reddito e non forfettari.
I redditi: L'inesistenza di organi di tutela, la mancanza di contrattazione, la crisi del mercato e la liberalizzazione delle tariffe (solo per gli ordinisti) ha portato a un abbassamento dei compensi per il lavoro autonomo intellettuale. Il tavolo si è interrogato sulle possibili strade da percorrere per definire i margini di compenso per cui il lavoro può definirsi tale.

QUALI SONO I TEMI CHE RITENETE PIU' URGENTI?
Aggiungereste o togliereste qualcosa?

Queste sinteticamente i temi discussi, (per approfondire leggi il documento completo). Il lavoro del workshop andrà avanti con l'obiettivo di individuare alcune tematiche e proposte comuni a tutte le categorie per dare voce alle istanze del lavoro autonomo.


venerdì 27 giugno 2014

Inarcassa - workshop comparativo sulle casse previdenziali_Tutta colpa della Fornero

Tutta colpa della Fornaia Fornero! 
Il 25 Giugno alle 17.00 si è tenuto a Roma, al Crown Plaza Hotel, il workshop promosso da Inarcassa a cui erano invitati tutti gli Ordini provinciali di Architetti ed Ingegneri per spiegare loro, attraverso una comparazione con le altre casse previdenziali, i risultati della riforma della nostra cassa previdenziale.
Assieme al gruppo Inarcassa Insostenibile abbiamo deciso di partecipare per sensibilizzare gli intervenuti (Ordini Professionali e Delegati Inarcassa) su temi che interessano moltissimi iscritti. Il nostro volantino che gironzolava tra le postazioni ha suscitato sorpresa, stizza, compiacenza ("so...ragazzi"), interesse e qualche battuta di spirito.

L'unico relatore del pomeriggio, il dott. Cauzzo della Epheso, società "operante nello sviluppo di software innovativo, indirizzato alla vendita di prodotti assicurativi" ha esordito dicendo che una buona riforma deve garantire equità generazionale e trasparenza e nello stesso momento impediva la registrazione video del suo intervento, ragguagliandoci sul fatto che era tutta colpa della Fornero e che "il guaio l'ha combinato la Monti-Fornero nei Vostri riguardi". 
Dopo un bignami illustrato con slide a prova di esame della vista sulla storia delle casse previdenziali, dai consulenti del lavoro che hanno un buon rapporto tra iscritti e pensionati, a quella dei geometri a cui hanno rifilato un tasso di sostituzione passato dal 58% al 25% (per inciso il tasso di sostituzione è il rapporto percentuale fra la prima annualità della pensione e l'ultimo reddito annuo completo immediatamente precedente il pensionamento), il dott. Cauzzo ci ha illustrato a tempo record la Riforma Inarcassa "Equa ed incisiva". 

E mentre il nostro brusio, derivato dall'inutilità dell'esposizione non suffragata da dati di partenza relazionati a dovere, riempiva la sala, dal centro della platea una voce perentoria ci additava come "OSPITI, VOI SIETE OSPITI QUI!"

In qualità di OSPITI:

Ricordiamo che: il contributo minimo soggettivo non è stato abolito ma è stata introdotta la possibilità di deroga che determina la diminuzione dell’anzianità contributiva o la possibilità di versare i contributi successivamente con un tasso di interesse del 4,5%. 
Ricordiamo che: i contributi che versiamo nella Cassa ci fruttano 1,5% al lordo dell'inflazione (il tasso di inflazione medio annuo per il 2012 è stato del 3%) e che quando dobbiamo recuperare la nostra anzianità contributiva versiamo il 4,5%, un bel guadagno! 
Ricordiamo che: il contributo di solidarietà predisposto dalla Riforma Inarcassa, che dovrebbe garantire un'equità generazionale è del 1-2%, mentre i pensionati ancora iscritti della Cassa Forense lasciano ai colleghi più giovani il 7% (alcune cose potremmo copiarle!). 
Ricordiamo che: chi percepisce una pensione, ma continua ad esercitare la professione e quindi ad essere iscritto alla Cassa deve versare il 50% dei contributi minimi. Certo con una pensione maturata si ha poco interesse a far crescere il proprio montante contributivo.
Ricordiamo che: i gruppi di Iva Sei Partita e Inarcassa Insostenibile, sono espressione del malessere degli iscritti, e NON sono soggetti a pressioni o strumentalizzazioni di nessun genere essendo seguiti da persone “pensanti” che hanno la presunzione di “capire i numeri” e la capacità di dialogare attraverso un confronto serrato, ma onesto e trasparente.
Ricordiamo che: siamo OSPITI di leopardiana memoria “di tal genere e ancora quella tanta ospitalità esercitata dagli antichi con tanti scrupoli e protetta da tante severe leggi... Ben diversi in ciò dai moderni”*.
Ricordiamo che: affermare che, come illustrato durante il workshop, il tasso di sostituzione garantito da Inarcassa sia passato dal 50% del retributivo al 44% del contributivo presupponendo una crescita costante del reddito professionale del 2% annuo (una retta!) senza illustare reddito di partenza (perché questo cambia il risultato) e senza aver preso a riferimento il reddito medio degli iscritti alla Cassa, non è a nostro parere un sintomo di buona ospitalità!
Un grazie a tutte le persone che sono intervenute al workshop del 25.



 *Zibaldone di pensieri, 1817-1832


domenica 4 maggio 2014

Il lavoro autonomo fa rete!





Il 17 maggio, a Firenze, Iva se Partita e Acta organizzano un workshop per continuare a parlare di lavoro autonomo, il grande assente delle politiche di sostegno del lavoro e del welfare in Italia.

Molte sono le realtà che da tempo si muovono a livello nazionale cercando di dare voce a un disagio comune e di costruire alternative e proposte. Pensiamo sia arrivato il momento di confrontarci per costruire una piattaforma comune che prescinda dalle specificità delle singole professioni, per ottenere il pieno riconoscimento della dignità distinta e autonoma per le forme di lavoro indipendente.

L'incontro servirà a definire:
5 punti per dire chi siamo
5 questioni aperte
5 proposte

Costruiamoli insieme lavorando per piccoli tavoli tematici.


Iscriviti e partecipa anche tu inviando una mail a:

workshopautonomi@libero.it


L’iscrizione è gratuita, fino a esaurimento posti.

17 maggio, dalle 9:00 alle 13:30 presso The HUB, in via Panciatichi 14, edificio F, a Firenze.


Hanno finora dato la loro adesione:

Ana
Associazione 20 maggio
Strade
Quinto Stato

L'evento su facebook: https://www.facebook.com/events/1392368044317301/

mercoledì 26 marzo 2014

JOBS ACT e i lavoratori autonomi

  • per il tormentone web, cliccare sull'immagine
    Ecco, è arrivato il primo DL sul Jobs Act di paternità renziana pubblicato sulla G.U. il 20 marzo 2014. Sarà la prima tappa della grande RIFORMA del LAVORO che darà il via alla ripresa ITALIA?
    Abbiamo deciso di far arrivare a Renzi una lettera con le proposte dei liberi professionisti a P.IVA (finta e non) non contemplati nel DL per questo vi chiediamo di darci il vostro contributo "propositivo" anche in virtù delle prime azioni del nuovo esecutivo.

Il primo DL sul lavoro emanato dal nuovo governo non sembra essere il primo mattone di una riforma complessiva del mercato del lavoro, il famoso “jobs act” immaginato da Renzi, imperniato sul contratto unico a tutele crescenti; al contrario il decreto, che si prefigge di rispondere al disastroso 40% di disoccupazione giovanile, sembra improntato a una visione di breve periodo, in continuità con le precedenti politiche che hanno incentivato il precariato.

Infatti vengono ulteriormente liberalizzati sia i CONTRATTI A TERMINE, che possono essere rinnovati tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore fino a 8 volte in 3 anni (con una durata media di 4,5 mesi a contratto!), sia i CONTRATTI DI APPRENDISTATO che, privati dell’obbligo di indicazione di un “piano formativo”, consentono alle aziende di servirsi di giovani volenterosi tra i 18 e i 29 anni risparmiando il 65% di quanto previsto dai contratti nazionali (pagandoli cioè poche centinaia di euro al mese) e senza fornirgli alcuna reale formazione.

Questi due provvedimenti dimostrano la mancanza di una visione d’insieme, che tenga conto delle diverse fasi della FILIERA del lavoro e individui dei percorsi di riferimento tanto per il lavoratore quanto per il datore di lavoro. Cosa posso fare infatti dopo il contratto di apprendistato? E dopo il contratto a termine? Forse aprire una bella P.IVA e continuare come “consulente” per la stessa azienda! Si cambia forma di precarietà senza mai accedere ad nessuna forma di tutela.

Le P.IVA sembrano essere le grandi assenti tanto nel decreto quanto nelle dichiarazioni del Presidente del Consiglio. Ad esempio dei famosi 80 euro mensili in busta paga gli unici a non beneficiare sono quelli che la busta paga non ce l’hanno, cioè i titolari di “piccole” -e spesso false -partite iva.

UN PICCOLO ESEMPIO di come senza una visione d'insieme non si va da nessuna parte: Impiegare 3,5 miliardi per la ristrutturazione delle scuole senza mettere mano al Codice degli Appalti e senza garantire l'ingresso agli incarichi a professionisti giovani e anche competenti, ma con scarso curriculum "dichiarato" alle spalle, significherebbe reiterare nuovamente il percorso già vissuto. Gli incarichi li prenderebbero i soliti noti per poi chiamare a lavorare professionisti a finta p.iva, pagati poco e quando arrivano i soldi, professionisti che non compariranno nell'incarico e che non potranno impiegare la loro esperienza in un futuro lavorativo.Il solito serpente che si morde la coda?

  • Ma quello che manca TOTALMENTE è una riforma GIURIDICA, AMMINISTRATIVA E FISCALE che introduca anche in Italia forme di lavoro innovative come i coworking e le cooperative (vere) di professionisti.


sabato 22 marzo 2014

Risultati del questionario Non è un Paese per mamme e papà.

Qualche mese fa abbiamo lanciato il questionario: Non è un Paese per mamme e papà. Qui un primo resoconto dei risultati:


Le Casse Previdenziali nascono per garantire una serie di diritti agli iscritti, fra cui un sostegno nelle fasi della vita in cui non si è in grado di lavorare. Il loro funzionamento si basa sul principio di mutualità fra lavoratori e fra generazioni. E la modalità con cui amministrano i diritti redistribuiscono il versato dovrebbe essere oggetto di scelte politiche e di urgenze sociali. In ogni caso, non dovrebbe mai andare in contrasto con principi generali o con diritti riconosciuti come universali. 

Nell'analisi dei servizi erogati da Inarcassa (Cassa Previdenziale degli Architetti e degli Ingegneri) e dei diritti e delle tutele connessi, siamo partiti dalla tutela della maternità

La sensazione che per i nostri colleghi e coetanei diventare genitori fosse sempre meno scontato e accessibile ci ha indotto a misurare la situazione con un sondaggio, per quanto "artigianale", destinato a loro e a coloro che frequentano abitualmente il nostro sito. I risultati del sondaggio, che è stato lanciato nel settembre 2013, non vogliono avere alcuna valenza statistica o scientifica, ma porre il problema e stimolare ricerche e approfondimenti sul tema. Al nostro sondaggio sulle false partite iva “Contiamoci” del 2012, avevano risposto 1200 persone. A questo questionario hanno risposto per ora solo una cinquantina di utenti. Ciò solleva di per sé una domanda: in Inarcassa c'è posto per giovani mamme e papà? 

SONDAGGIO: LETTURA DEI RISULTATI 

A CHE ETA' HAI AVUTO IL PRIMO FIGLIO? 



mercoledì 20 novembre 2013

Architetti/Ingegneri vs Inarcassa

LUNEDI' 25 NOVEMBRE ore 18.00
Ordine degli Architetti di Roma
Piazza Manfredo Fanti - Roma (Termini)

Appuntamento per l'assemblea aperta ad architetti ed ingegneri su Inarcassa, ecco i temi affrontati:

- I contenuti e le criticità della Riforma previdenziale
- Il rapporto Inarcassa/iscritti
- La gestione del patrimonio
- La trasparenza


Leggi su "Facciamo Ordine"

mercoledì 16 ottobre 2013

Facciamo ordine è online!


Da oggi è online il nuovo blog a cura di Iva sei Partita, Facciamo Ordine!

Questo sarà il nostro strumento per mantenere attivo il dialogo e lo scambio di informazioni tra gli iscritti e i lettori di Iva e la nostra socia Paola Ricciardi, eletta nel Consiglio dell'Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Roma e Provincia per il quadriennio 2013-17.

Nell'attesa che il nuovo Consiglio si insedi (il 23 ottobre), ringraziamo ancora una volta tutti coloro che ci hanno sostenuto in queste elezioni dimostrando, con la loro partecipazione, che le istanze che Iva sei Partita porta avanti sono più che mai sentite tra gli iscritti all'Ordine.